|
RCA Gli anni di piombo si erano chiusi e si stava facendo spazio il boom degli anni ‘80 che avrebbe accecato gli occhi di tanti con moltissime illusioni. E’ il 1982 quando esce Titanic, ottavo album di Francesco De Gregori. Il cantautore romano s’immerge completamente così nel decennio appena iniziato, utilizzando la metafora del Titanic (transatlantico considerato inaffondabile che s’inabissò il 15 aprile 1912 nei mari del Nord Atlantico) per smascherare le mille contraddizioni di questo falso progresso che, proprio come il Titanic, sembrava procedere con una benda sugli occhi verso una catastrofe più che annunciata. Tre sono i brani che si riallacciano al tema principale, la title-track, mosaico della varia umanità a bordo della nave, ottimista e speranzosa, “e con il ghiaccio dentro al bicchiere faremo un brindisi tintinnante, a questo viaggio davvero mondiale…”; la ancor più significativa L’abbigliamento di un fuochista che su una base con un forte andamento folk (forte della collaborazione con Giovanna Marini), perde la spensieratezza del primo brano e denuncia lo sfruttamento e l’immigrazione attraverso il dialogo di una madre col proprio figlio in partenza: “Ma mamma a me mi rubano la vita/ quando mi mettono a faticare/ per pochi dollari nelle caldaie / sotto al livello del mare/ In questa nera nera nave che mi dicono che non può affondare”. A chiudere il tris ci pensa I muscoli del capitano, che con un sapiente utilizzo del pianoforte sembra quasi smorzare gli entusiasmi del brano Titanic e portare a conclusione quello slancio modernista che è, sì, del 1912, ma che per il cantautore resta simbolo di quei primi anni ottanta, preannunciandone in qualche modo la triste fine. L’album però non è solo Titanic. Anzi forse i due brani più interessanti del lavoro di De Gregori sono altri. La famosa La leva calcistica della classe ‘68 e Caterina. Il primo è un racconto emozionante e dolce di un ragazzino dalle spalle strette con il sogno di diventare calciatore. Alcuni c’hanno voluto leggere dentro, forse a ragione, la storia di Agostino (Nino) Di Bartolomei, indimenticato capitano della Roma, morto suicida il 30 maggio del 1994. Non è poi un caso che De Gregori stabilisca nel ‘68 la data di nascita di Nino, protagonista del brano, metafora di quella generazione che è passata dal sogno di una rivoluzione alla ricerca spasmodica di quegli oggetti simboli dei valori borghesi tanto prima criticati, e il tutto nel giro di pochi anni. E poi c’è Caterina, che è Caterina Bueno, folk singer fiorentina, amica di De Gregori che le fece da chitarrista in un tour del 1971 “e la chitarra veramente la suonavi molto male, però quando cantavi sembrava carnevale”. Ballata romantica e sognante in pieno stile De Gregori, con tanto di armonica a bocca. Con Titanic, restato in classifica per ventitré settimane, uno dei migliori cantautori italiani, forse il più schivo e riservato, compie un piccolo miracolo. Riunisce insieme echi della musica popolare-tradizionale ai temi della denuncia sociale, il passato e il presente insieme, senza perdere neanche una goccia dell’essenza che lo aveva fin lì caratterizzato e che sarà per sempre il suo marchio di fabbrica: un uso perfetto di metafore e costrutti sintattici complessi, una musicalità poetica e graffiante e quella voce nasale e sporca riconoscibile già alla prima nota. Elementi che fanno di De Gregori quello che è, il Principe della musica italiana. Tracklist: * Belli capelli * Caterina * La leva calcistica della classe '68 * L'abbigliamento di un fuochista * Titanic * I muscoli del capitano * Centocinquanta stelle * Rollo & his Jets * San Lorenzo PopOn consiglia l'ascolto di Caterina e L’abbigliamento di un fuochista! Vai alla pagina di Francesco De Gregori Vai alle altre Recensioni Condividi |
Menu
|
Scritto da Giulia Zichella
Giovedì 06 Maggio 2010 00:00
|



