Canzoni per me
Scritto da Simone Arminio
Venerdì 28 Maggio 2010 17:15
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Vasco Rossi su Popon
EMI Music

Canzoni per me è una storia privata, e Vasco Rossi, per stroncare ogni dubbio, lo specifica fin dal titolo. Si potrebbe già obiettare che quasi mai, ciò che associamo alla vita e le emozioni dell’artista, appartiene poi anche all'uomo che gli presta la faccia. Ma è un giochino antico. Quelli bravi lo chiamano ‘patto di veridizione’: è come guardare un film horror e credere che, sì, gli zombie effettivamente esistono. Lo si fa spesso anche in musica: per consuetudine, comodità o perché in fondo il bello è proprio questo, crediamo che il soggetto di ogni storia sia esattamente colui che ammicca in copertina. Poco importa, in quel caso, che il rocker spericolato sia nella vita un pacato sessantenne, e che il neomelodico che canta amori sempre nuovi abbia poi da anni sempre la stessa musa, sua moglie. Noi vogliamo crederci lo stesso. Ci aiutano, nel caso di Canzoni per me, almeno due insoliti strappi alla regola. Il primo è la decisione, unica nella carriera di Vasco e nelle regole della discografia, di non far seguire alcun tour al nuovo album in uscita. Come se questo disco fosse davvero una questione privata. Il secondo strappo è la scelta di buttarci dentro tutte quelle canzoni scritte un mucchio di tempo prima e poi tenute per anni nel cassetto, non inserendole neanche come riempitivo in uno di quei live o quelle raccolte cicliche, in genere così golose di rarities e bonus tracks. Perciò almeno una verità palpabile e incontestabile, in Canzoni per me c’è di sicuro. In queste otto brevi canzoni non è esattamente il mito a parlare. È il signor Rossi, piuttosto, un uomo qualunque come il suo cognome, di cui da sempre tutti conoscono le piccole fragilità umane, col patto tacito che quando sale sul palco è tutta un’altra storia: quello lì è il Blasco. Lui lo sa, ma stavolta non ha nessuna voglia di giocare. Così, dopo essere rinato nel 1996, dopo aver normalizzato la sua figura artistica dagli eccessi della prima gioventù, e dopo aver imposto definitivamente sul mercato la sua icona con dischi storici come Gli spari sopra o Nessun pericolo… per te, con Canzoni per me Vasco Rossi si autoconcede il lusso di togliersi scarpe e cappello, e regalarsi un disco. Accantonando le donne fatali, le rabbie ed il whisky per raccontare di storie fatate di bambine che non vogliono dormire da sole (La favola antica), di mattine di fine inverno da starsene rintanati sotto le coperte (e il MATTINO), e di Laura, la sua prima compagna stabile, che aspetta un figlio per Natale ed è il primo che Vasco riconoscerà fin dalla nascita. Altra storia sono i vecchi rimpianti di Io no… (brano in cui, essendo una canzone per sé, il rocker si permette di sbagliare un congiuntivo), e i momenti di paura a inizio carriera. “Una nave s’avvicina lentamente, senza fretta - canta Vasco - è il futuro che ti aspetta: ti conviene uscire adesso, adesso basta!”. Il brano si chiama Idea ‘77, e non è un caso che il 1977 sia proprio l’anno d’uscita di Jenny/Silvia, il suo primissimo 45 giri. Poi tranquilli, c’è spazio anche per la star (in Quanti anni hai, o in Rewind), ‘ché Vasco ormai è un po' Blasco anche nella vita privata. Ma questa volta è davvero un particolare. Come è andata a finire lo sappiamo: Canzoni per me vende più di un milione di copie, e il suo unico concerto dell'anno è quello – storico - di Imola, per la prima edizione dell’Heineken Jammin Festival. Un momento, rimasto scolpito nella storia della musica italiana, che inaugura la terza vita artistica del Rocker di Zocca: uno che ama morire e rinascere ogni giorno. Quando frequentavo le scuole elementari, vedete, era il 1989: io imparavo a leggere e scrivere e lui aveva già fatto in tempo a nascere, morire, resuscitare, pubblicare il suo ottavo disco, rompere con la Steve Rogers Band e farsi arrestare per la seconda volta zigzagando sull'autostrada. Della sua musica, ovviamente, noi bambini non sapevamo ancora nulla. Sul suo conto girava però già una voce insistente: “Vasco Rossi” confidava il mio compagno di banco “è drogato e sta per morire”. Quando, più tardi, al liceo, misi i miei primi jeans strappati, mio nonno mi sfotté: "Vuoi una vita spericolata come Vasco Rossi?" E io, che non gli avevo mai sentito nominare nemmeno Nilla Pizzi, mi stupii che conoscesse un verso del Blasco. Ecco, questo è Vasco: un fenomeno trasversale che non si ama né si odia, semplicemente é, e che somma dentro di sé tutta l’enciclopedia del mito, da Achille fino a James Dean passando per Steve McQueen i poeti maledetti. Il signor Rossi, invece, è quell’uomo dallo sguardo spaurito che campeggia nel retro di copertina di questo album. Alla sua sinistra troviamo i titoli di otto piccoli capolavori: canzoni che ha scritto per sé, e che poi ha deciso di regalarci.

Tracklist:

* e il MATTINO
* L’una per te
* Io no….
* Quanti anni hai
* Laura
* La favola antica
* Idea 77
* Rewind

PopOn consiglia l’ascolto di Laura e La favola antica!

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