Rispetto
Scritto da Gerardo Larosa
Lunedì 30 Agosto 2010 00:00
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Zucchero su Popon
Universal Music

C'era un tempo in cui Zucchero non inseguiva la definizione di “re del blues italiano” e trasmetteva emozioni genuine, forse più di quanto non faccia oggi. Purtroppo certe etichette, nella carriera di un artista, sono come una nave che, durante la tempesta, ricerca un porto sicuro. Noi vogliamo parlarvi dello Zucchero prima dell'approdo su quella spiaggia, perché è nella fase precedente al successo internazionale che è possibile riconoscere la sua forza e soprattutto la sua determinazione a sfondare nel mondo dorato dello show business. Il Fornaciari di Rispetto (1986) è sicuramente un artista proiettato verso una fortunata serie di lavori che hanno lasciato un segno nel panorama della musica italiana e denota il primo passo verso un cambiamento stilistico che si avvicina a sonorità blues. Ma per noi Zucchero resta decisamente un cantante pop e si muove in quest'ambito, mischiando un po' le carte. Tornando a Rispetto, non possiamo non citare un episodio determinante che lo stesso Zucchero non ha mai voluto nascondere. Per i testi di questo disco era stata richiesta la consulenza di Mogol ma il famoso autore accettò mal volentieri l'incarico, scrivendo liriche mediocri. Questo fece infuriare non poco il cantautore emiliano: si racconta di una litigata tra i due in presenza di altri cantanti noti. La cosa più rilevante è che, grazie a questo intoppo, Zucchero abbia preso coscienza del suo essere artista a tutto tondo. La title track, d'altronde, ne è una riprova: oltre a un testo molto efficace, possiede un ritmo funky che la rese un successo, soprattutto nelle discoteche di mezza Italia. Convincente e vincente anche Come il sole all'improvviso, le cui parole furono scritte interamente da Gino Paoli, perfetto nel trasformare l'astrazione dei sentimenti in liriche toccanti. Tra uomo e donna è un divertente battibecco in musica tra un rappresentante del sesso maschile (Zucchero) e alcune del gentil sesso: una intro con sonorità da world music e versi del tipo “Tra uomo e donna/che cosa c'è/oltre la gonna/che cosa c'è di diverso”, che il già citato Mogol sembra aver idealmente ripreso con il senno di (molto) poi mutandole in “Essere una donna/non vuol dire riempire solo una minigonna” per descrivere la presa di posizione di una Tatangelo tutta casa e chiesa. Ma questo è un disco anche di citazioni più o meno velate, in cui l'artista modenese vuole rendere un omaggio ad alcuni miti della sua giovinezza. Solo, seduto sulla panchina del porto guardo le navi partir... è un palese richiamo a (Sittin' on) The dock of the bay di Otis Redding, da cui Zucchero prende in prestito anche il titolo dell'album (Respect era stata scritta proprio dal cantante soul prematuramente scomparso, ndr). Nuovo, meraviglioso amico, inoltre, è dedicata a Joe Cocker, riprendendo i versi iniziali di una sua vecchia canzone. Cosa dire poi di Canzone triste (canzone d'amore), presentata sul palco sanremese dell'Ariston e incredibilmente simile nelle parole a Sì, viaggiare di Mogol/Battisti? Una piccola vendetta trasversale del giovane Zucchero o un semplice omaggio? Di sicuro, non rivolto a Mogol. Nel complesso questo disco è godibilissimo e fa un po' nostalgia ascoltare certe sonorità così marcatamente anni '80, così dirette, così pop. Come certi album di un tempo, inoltre, è curatissimo: arrangiamenti dello stesso Zucchero con il chitarrista Corrado Rustici e la produzione di Michele Torpedine, che nel giro di pochi anni lo porterà al successo internazionale. In copertina, una piccolissima Irene Fornaciari con tanto di pannolino e cresta punk, intenta a lanciare un acuto davanti al microfono: quest'anno l'abbiamo ritrovata a Sanremo con qualche anno di più e talento da vendere. Quando si dice il destino...

Tracklist:

* Introduction
* Rispetto
* Come il sole all'improvviso
* Tra uomo e donna
* Nella casa c'era
* Una ragione per vivere
* Solo, seduto sulla panchina del porto guardo le navi partir...
* Torna a casa
* Nuovo, meraviglioso amico
* Canzone triste (Canzone d’amore)
* No-no (non gli dire di no)

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