Nuntereggae più
Scritto da Giulia Zichella
Venerdì 12 Novembre 2010 00:00
Stampa E-mail
Rino Gaetano su Popon
IT - 1978

Lui era quello del cappello a cilindro, del gilè nero e dei capelli lunghi. Quello che passava per il Folkstudio con una chitarra per suonare la domenica pomeriggio, quello che divenne amico di Venditti e che poi a Sanremo non ci voleva neanche andare. Quello che della giustizia e della libertà aveva fatto le proprie ed uniche bandiere. Scanzonato, sregolato, innovativo, coraggioso, e profondamente anticonformista quando questo termine aveva ancora senso pronunciarlo. L’anno era il 1978, anni di piombo li chiamavano. Intanto la musica che passa in radio racconta di Generali che ritornano a casa dalla guerra, di Sara e del suo bambino, e di come è strano avere una donna per amico. Rino Gaetano spopola con Gianna ed il successo immenso di questo pezzo commerciale gli fa storcere un po’ il naso, l’album in cui è contenuta è Nunteraggae più. E’ la title-track ad aprire le danze, dove un Gaetano forse mai così politicizzato fino ad allora, snocciola con fare pungente e sfacciato i nomi dei personaggi dell’italia (volutamente minuscola) di quegli anni, su una simpatica base raggae, tutto ciò con quel sarcasmo che ne ha fatto nel tempo uno dei brani più amati dal grande pubblico. A colpire è poi il tema principale del secondo brano Fabbricando case, in cui Gaetano con tutta l’ironia che lo contraddistingue racconta le speculazioni e le tangenti del mondo dell’industria edile, dove fabbricare case diventa addirittura un modo per guadagnarsi “un posto in paradiso”. Tra gli altri brani brilla la melodia orecchiabile di Gianna, portata a Sanremo controvoglia ed eseguita in quell’occasione da Rino riadattandola sugli accordi di Berta filava, cambiando il testo, nel suo completo indimenticabile: frac, papillon, cilindro e chitarrina. Tutto per dimostrare come una cover senza troppo impegno artistico poteva partecipare a una manifestazione canora che, ovviamente secondo il suo parere, era sempre più in declino: provocazione che lo vide aver pienamente ragione, visto che Gianna quell’anno arrivò terza. Dal sapore mediterraneo è poi E cantava le canzoni, dove emigranti, mercenari e produttori cinematografici partono ognuno in cerca di qualcosa di diverso con in comune l’amore per una donna, un’attrice, e per le canzoni che vengono dal mare, ricordo della terra dalla quale partirono (autobiografica, visto che Rino lasciò la Calabria per trasferirsi a Roma da ragazzino). Prima di chiudere una canzone dal sapore leggero, Cerco, che con originalità e sensibilità parla d’amore rimanendo però ben lontana da rime banali e parole già sentite troppe volte, con sax e violini ad accompagnare. Davvero un gran bel disco questo di Rino Gaetano, che forte del successo di Gianna lo fece conoscere ed apprezzare anche a chi prima ne aveva solo sentito parlare, album che forse proprio sotto quel brano restò però un po’ schiacciato, come purtroppo del resto il suo autore. Se in quegl’anni i nostri cantautori si dividevano in impegnati e politicizzati da una parte e più votati ai sentimenti umani dall’altra, Rino Gaetano ebbe la genialità (e neanche volutamente cercata) di non rientrare in nessuna delle due categorizzazioni, essendo forse uno dei pochi capace di racchiuderle entrambe, con in più un’ironia sopraffina che ne ha fatto uno degli artisti e dei cantori più singolari che la nostra società e il nostro panorama musicale abbia mai avuto l’onore di ascoltare.

Tracklist:
* Nuntereggae più
* Fabbricando case
* Stoccolma
* Gianna
* E cantava le canzoni
* Dans le chateau
* Capofortuna
* Cerco
* Nuntereggae collection

PopOn consiglia l'ascolto di Nuntereggae più e E cantava le canzoni!

Vai alla pagina di Rino Gaetano
Vai alle altre Recensioni

Condividi
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna