Di rabbia e di stelle
Scritto da Giulia Zichella
Lunedì 06 Dicembre 2010 08:00
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Roberto Vecchioni su Popon
Universal Music - 2007

Novembre 2007. Sono passati più di due anni dall'uscita dell'album di Roberto Vecchioni intitolato Di rabbia e di stelle e il mondo non sembra essere cambiato poi molto. C'è la rabbia in questo disco, quindi la terra, la quotidianità, lo sdegno per un mondo molto lontano da come lo si vorrebbe, e ci sono le stelle, quindi il cielo, Dio, la speranza. I due elementi fondanti e ispiratori di questo lavoro del Professore sono quelli alla base della vita di ogni essere umano: come buttare uno sguardo al cielo con i piedi ben piantati in terra. Tredici brani per quasi un'ora di musica con grandi musicisti ad accompagnarlo, tra i tanti Lucio “Violino” Fabbri, Patrizio Fariselli e Paolino Dalla Porta, già compagni di viaggio di Vecchioni in molte altre fortunate occasioni. In questo album, a detta di molti uno dei più significativi del cantautore, ritroviamo la sua grande capacità di raccontare le storie di un mondo apparentemente lontano, come la battaglia persa contro Napoleone di Federico II ne Il cielo di Austerlitz; così come molte altre volte aveva fatto con i grandi nomi della storia, da Alessandro Magno al poeta maledetto Rimbaud, raccontandone la vita e l'umanità. Troviamo l'amore ferito, quello da sussurrare di continuo in una specie di cantilena; il dolore, quello che trascina più in basso e la depressione umana più difficile da vivere, senza però che tutto questo lasci spazio alla rassegnazione. Troviamo i suoi ragazzi, immancabili, raccontati con la passione che solo lui sa avere per loro, riprendendo nel titolo del brano un libro del 2003 dello scrittore Stefano Benni, Comici spaventati guerrieri. Ma alla luce di questo non pensate a Di rabbia e di stelle come a un disco difficile da digerire, perché accanto alla profondità di molti suoi testi, Vecchioni non lascia da parte l'ironia e in tracce come Neanche se piangi in cinese e Questi fantasmi sorride di se stesso e, più aspramente, del mondo di oggi. Due sono i brani di questo lavoro che vanno sottolineati perché ne simboleggiano gli opposti: la struggente preghiera di un padre a Dio, in nome della vita del figlio, in Le rose blu che non a caso chiude l'album e la ballata dal profumo antico accanto all'amica Teresa De Sio in Il violinista sul tetto. Due brani che racchiudono le due anime del Professor Vecchioni, quella più poetica e cantautorale e quella caratterizzata da uno sguardo ironico e reale nell'osservare il mondo, anime che così bene si amalgamano in questo lavoro e che hanno da sempre attraversato tutta la sua discografia. Un album intelligente, profondo e che fa riflettere. Brani di altissima scrittura poetica accanto a divertenti “canzonette” che non sfigurano per nulla. Un album complesso ma che lascia in bocca il miglior sapore possibile, quello delle cose pensate e scritte con sincerità.

Tracklist:
* La ragazza col filo d'argento
* Non lasciarmi andare via
* Neanche se piangi in cinese
* O amore amore amore
* Comici spaventati guerrieri
* Amico mio
* Questi fantasmi
* Non amo più
* Mond lader (mondo ladro)
* Tu, quanto tempo hai?
* Il cielo di Austerlitz
* Il violinista sul tetto
* Le rose blu

PopOn consiglia l'ascolto di Il violinista sul tetto!

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