'O tempora! O mores!' Aveva ragione Cicerone!
Scritto da Franco Simone
Domenica 13 Febbraio 2011 00:00
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Franco Simone su Popon Fino a quando radio, televisioni, giornali continueranno a propinare la stessa musica, come se veramente il nostro bel paese avesse rinunciato a ogni guizzo di novità? Il quadro è desolante. Da una parte si continuano a riproporre i successi del passato, spesso con arrangiamenti e interpretazioni devastanti, dall’altra si spacciano per novità alcune accozzaglie di note e parole già morte prima di nascere, per la mancanza assoluta di riferimenti estetici. Ci vorrebbe forse un nuovo Cicerone della musica che coraggiosamente sapesse gridare ai tanti nuovi Catilina che hanno rinunciato ad ogni ricerca del bello: “Fino a quando abuserete della nostra pazienza?... Quando cesserete di essere il bersaglio del nostro furore?... O tempora! O mores! Che tempi! Che brutte abitudini!”.

Un po’ per volta stanno scomparendo dalle programmazioni i nostri migliori artisti. Vengono sempre più spacciati per “non radiofonici” personaggi come Paolo Conte, Ivano Fossati, Franco Battiato, Francesco Guccini, Roberto Vecchioni, Gino Paoli, Pino Daniele, Francesco De Gregori… praticamente il meglio della nostra storia musicale! Si confonde il classico col vecchio. I talent show stanno monopolizzando l’attenzione con tutto il loro contorno di grossolanità. Si aspetta solo, di anno in anno, che il Festival di Sanremo compia qualche miracolo. Gianni Morandi, grazie all’affetto e alla stima meritati sul campo, è riuscito a portare in gara dei mostri sacri come Franco Battiato e Roberto Vecchioni, ma certamente non bastano la sua generosità ed il suo buon gusto a risanare un ambiente televisivo che versa in condizioni pietose. E’ vero che in tutto il mondo si stanno verificando fenomeni simili, ma l’Italia non è un qualunque paese. La nostra cultura è sempre stata osservata dagli stranieri come un faro, un punto di riferimento prezioso. Non è consolante sapere che stiamo diventando cialtroni come tanti altri.

Mi accorgo di quanta poca attenzione venga riservata alla qualità tutte le volte che nel mio programma televisivo (“Dizionario dei sentimenti”) ospito qualche artista che, pur avendo tanto da offrire, viene ignorato dai mass media. Mi tornano in mente la struggente vena poetica di Enzo Gragnaniello, la vocalità funambolica di Gegè Telesforo, le finezze jazzistiche di Paola Arnesano, la fantasia sfrenata di Piji, l’eleganza delle composizioni di Mariella Nava, la classe della Nuova Compagnia di Canto Popolare, persino la fresca energia degli Aram Quartet, trionfatori a XFactor, ma praticamente costretti a sciogliersi per mancanza di un’adeguata promozione. Sono fiero di essermi entusiasmato ascoltando ed ospitando tutti questi valorosi colleghi nel mio salotto televisivo. Ma è chiaro che io ho poteri molto limitati e non basto a rimettere le cose a posto.

L’anomalia è ancora più evidente quando ospito degli sconosciuti di talento. Questa settimana, per esempio, oltre ad un cantante-attore poliedrico come Gennaro Cannavacciuolo, ospito un cantautore che, nella discrezione della sua vita da avvocato (gli amici lo chiamano “l’avvocato con la chitarra”), compone delle canzoni pregevoli: il suo nome è Carlo D'Andrea. Nel suo album E’ tutta colpa del mare, distribuito da Vele Bianche Editori, ci sono brani che potrebbero diventare dei piccoli classici. Cito due titoli, tra i tanti: Quel profumo di limoni, che ha entusiasmato anche un grande come Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, e Un bersaglio sbagliato, dedicata alla memoria dell’eroe salentino Alessandro Carrisi, morto nel 2003 a Nassiriya. Di quest’ultimo brano, in trasmissione, prima che D’Andrea lo eseguisse, ho voluto leggere il testo. Vi assicuro che mi è stato difficile non commuovermi, per la ricchezza umana e letteraria che racchiude. Di canzoni belle come queste si dice che sono “di nicchia”. Ma non sarebbe ora di gridare al pubblico che in queste nicchie spesso si nasconde il meglio della nostra produzione musicale?

Nella foto, da sinistra: Carlo D’andrea, Franco Simone, Gennaro Cannavacciuolo


Giorni e ore della programmazione di “Dizionario dei sentimenti”, il programma scritto e condotto da Franco Simone:


-VENERDI'- ore 22:15- GOLD TV (Roma e tutto il Lazio)

-SABATO- ore 22:30- TELESPAZIO TV (Calabria e parte della Sicilia)

-DOMENICA- ore 15:00- GOLD SAT (can. 856 e 903 di SKY e GOLD TV SHOP sul digitale terrestre)

-DOMENICA- ore 21:00- LAZIO TV (Lazio)

-LUNEDI'- ore 20:30- GOLD TV ITALIA (CAMPANIA, LOMBARDIA, PIEMONTE, VALLE D'AOSTA, VENETO E FRIULI 
VENEZIA GIULIA) 

-MERCOLEDI'- ore 16:45- TELESPAZIO TV (Calabria e parte della Sicilia)
-MERCOLEDI'- ore 22:15- GOLD TV (Roma e tutto il Lazio)


+DAL LUNEDI' ALLA DOMENICA ALLE 16.15: 5 minuti col meglio del programma (UNA PAGINA DEL DIZIONARIO DEI SENTIMENTI) su GOLD TV (Roma e tutto il Lazio)

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