Le canzoni erano belle, oppure erano brutte. Semplicemente. Non c’era bisogno di tante etichette. Gli anni Sessanta in musica somigliavano alla primavera, la stagione del risveglio, dei profumi e dei colori e anche dell’attesa di un’altra stagione esuberante, l’estate, che si preannuncia sempre ricca di promesse. Le canzoni degli anni Sessanta quando erano belle lo erano per davvero. Contenevano richiami indelebili, come indelebili sono certe sensazioni primaverili, che segnano il diario dell’anima.
Don Backy resta uno
degli autori imprescindibili di quella stagione aurea. Ci sono canzoni che non si discutono, se ne può solo rilevare la straordinarietà. Se uno canticchia “Io son sicuro che per ogni goccia, per ogni goccia che cadrà…” c’è poco da ragionare. Si viene subito rapiti da qull’idea di Immensità descritta in maniera definitiva dal cantautore toscano.
Schietto, sincero, sfrontato, inguaribilmente ribelle, come dovrebbe essere ogni artista, al mio “Dizionario dei sentimenti” televisivo questa settimana torna a trovarmi proprio lui, l’artista “toscanaccio”. Per introdurlo degnamente, all’inizio del programma, canto la sua “Casa bianca”, insieme a Silvia Puddu e al suo gruppo, i Makay, che ancora una volta tornano con la loro speciale freschezza. Con Don Backy non ci si annoia mai. Ha tanto da cantare e tanto da raccontare. La sua cultura, notevole, lo aiuta nei suoi mille percorsi creativi. Scrive libri in cui ripercorre la sua vita, artistica e non, e spesso i suoi ricordi aiiutano a spiegare certi umori collettivi della nostra società. D’altronde, la musica popolare ha sempre saputo dare al cuore mille spiegazioni che nessun sociologo può fornire. La carta d’identità di Aldo Capone (vero nome di Don Backy) dichiara settant’anni già compiuti, ma com’è bello e raro dialogare con un artista che vive in armonia col suo tempo, coi suoi bei capelli bianchi e la sua intatta curiosità da ventenne! Anche le sue nuove canzoni rispecchiano quello stato di normale, eterna gioventù che vivono gli artisti veri. Il problema è uno solo: molti critici e operatori musicali neanche ascoltano quello che succede al di fuori di un certo chiassoso e triste giovanilismo scambiato per modernità. A chi non ha prevenzioni, a chi riesce a capire che certi modelli televisivi non sono il Vangelo, consiglio di ascoltare ancora Don Backy, magari nel suo nuovo cofanetto, cd/dvd, 50 anni di mestiere delle canzoni. “Dizionario dei sentimenti”- Tutte le programmazioni della settimana: -VENERDI’- ore 22:10- GOLD TV (Roma e tutto il Lazio) -SABATO- ore 19:00- GOLD SAT (can. 856 e 903 di SKY e GOLD TV SHOP del digitale terrestre) -SABATO- ore 22:30- TELESPAZIO TV (Calabria e parte della Sicilia) -DOMENICA- ore 14:30- GOLD SAT (can. 856 e 903 di SKY e GOLD TV SHOP del digitale terrestre) -DOMENICA- ore 21:00- LAZIO TV (Roma) -LUNEDI'- ore 20:30- GOLD TV ITALIA (LOMBARDIA, PIEMONTE, VALLE D'AOSTA, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA, CAMPANIA) -MERCOLEDI'- ore 16:45- TELESPAZIO TV (Calabria e parte della Sicilia) -MERCOLEDI'- ore 22:10- GOLD TV (Roma e tutto il Lazio) +DAL LUNEDI' ALLA DOMENICA ALLE 16.15- 5 minuti col meglio del programma (UNA PAGINA DEL DIZIONARIO DEI SENTIMENTI) su GOLD TV (Roma e tutto il Lazio) (Nella foto Franco Simone con Don Backy) Vai alla pagina di Franco Simone Vai alle altre pagine del Diario di Simone Condividi |
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Scritto da Franco Simone
Lunedì 06 Giugno 2011 00:00
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Le canzoni erano belle, oppure erano brutte. Semplicemente. Non c’era bisogno di tante etichette. Gli anni Sessanta in musica somigliavano alla primavera, la stagione del risveglio, dei profumi e dei colori e anche dell’attesa di un’altra stagione esuberante, l’estate, che si preannuncia sempre ricca di promesse. Le canzoni degli anni Sessanta quando erano belle lo erano per davvero. Contenevano richiami indelebili, come indelebili sono certe sensazioni primaverili, che segnano il diario dell’anima.
Don Backy resta uno
degli autori imprescindibili di quella stagione aurea. Ci sono canzoni che non si discutono, se ne può solo rilevare la straordinarietà. Se uno canticchia “Io son sicuro che per ogni goccia, per ogni goccia che cadrà…” c’è poco da ragionare. Si viene subito rapiti da qull’idea di Immensità descritta in maniera definitiva dal cantautore toscano.
Schietto, sincero, sfrontato, inguaribilmente ribelle, come dovrebbe essere ogni artista, al mio “Dizionario dei sentimenti” televisivo questa settimana torna a trovarmi proprio lui, l’artista “toscanaccio”. Per introdurlo degnamente, all’inizio del programma, canto la sua “Casa bianca”, insieme a Silvia Puddu e al suo gruppo, i Makay, che ancora una volta tornano con la loro speciale freschezza.
Commenti
La frase completa è "il mio Poeta con la chitarra" preferito...perchè, ovviamente, Franco è di tutti i fans che lo apprezzano e lo stimano, ma di nessuno in particolare. Abbraccissimi a tutti.
Che bella questa tua recensione, carissimo Franco, sull'Artista Don Backy, e io, che Don Backy lo seguo da quasi 40 anni e che negli anni d'oro della sua carriera(marzo 1967) ho fatto a sgomitate per arrivare sul palco e riuscire a farci una fotografia, non sarei riuscita a descriverlo così bene nello spazio di poche righe...Che poi, a dire queste belle verità, sia proprio tu, "il mio Poeta con la chitarra", non può che riempirmi di gioia e ti ringrazio davvero per questa magnifica, stupenda, indimenticabile opportunità di vedervi insieme nello stesso palco a parlare,cantare , scherzare. Peccato che quell'incantevole duetto sulle note di "Canzone" sia stato tagliato, ma voglio sperare in altre occasioni e in altri momenti per vedervi nuovamente insieme. Davvero emozionante l'interpretazione di "Casa Bianca" con Silvia Puddu !
Una fresca interpretazione di Silvia Puddu in coppia di Franco Simone in CASA BIANCA, ha dato il via a quei , per onore del vero pochi, minuti da trascorrere in compagnia di
questi fantastici Artisti.
Seguirli nei loro discorsi riporta indietro nel tempo. E non è solo nostalgia, ma un modo sereno e sincero di rivivere un periodo d'oro della musica italiana.
Un caro saluto a tutti.
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