E’ stanco, tanto, ma soddisfatto, ancor più, il patron del Lunezia, Stefano De Martino, a conclusione dell’edizione 2009 di questo premio al valore musical-letterario dell’opera canzone. Fu lui a idearlo nel 1996. E ora che anche la XIV edizione si è conclusa, cerchiamo di capire dalle sue parole che ricordo diventerà. Qual è stata la più grande soddisfazione, quest’anno? Sicuramente la partecipazione di Ivano Fossati. Con lui, abbiamo riportato sul palco del Lunezia un artista di altissimo profilo, che raccoglie consensi di critica e notorietà, come accadde nella seconda edizione, quando ci fu Fabrizio De André. Il nostro vanto, ogni anno, è di mettere insieme il fior fiore del pop, cantanti molto popolari tra il pubblico, appunto, con artisti di nicchia, amati dai critici ma non così famosi. Ecco, Fossati è amato dai critici e ha grande popolarità. Come si fa, in tempi di crisi, con tagli alla cultura, a mandare avanti una macchina come il Lunezia e a dar vita a tre serate con un cast così ricco da far invidia a un Festival di Sanremo? Beh, nonostante la crisi ci siamo salvati anche quest’anno, grazie alla Fondazione Premio Lunezia, costituita quattro anni fa da Provincia di Massa-Carrara, Comune di Aulla e Comunità Montana della Lunigiana. Gli enti locali sono i nostri unici finanziatori, ma non è facile, soprattutto in questo periodo, far quadrare i conti per costruire una macchina-spettacolo che in tre serate ha visto sul palco ospiti di prestigio come Fossati, Spagna, Dalla, Afterhours, soltanto per citarne alcuni. Poi, dal un punto di vista generale dell’organizzazione, a portare avanti tutto c’è il cuore, la passione, la mia e quella di un gruppo che m’affianca, anno dopo anno, nella realizzazione di questo progetto: persone come Paolo Talanca, responsabile della redazione musical-letteraria, o Riccardo Benini, che cura i rapporti con gli artisti. Ognuno, nel suo, è la tessera di un mosaico che funziona e che dura nel tempo. E ci sono amanti della musica che si sono avvicinati al Lunezia per caso o per curiosità, si sono affezionati e, volontariamente, senza prendere una lira, ci danno una mano.
E c’è Loredana D’Anghera, l’anima della sezione Nuove Proposte, vetrina importante per cantautori e band emergenti dal 2001…Loredana ha fatto di questa sezione, che cura personalmente, il suo orgoglio. Ha grande intuito per i talenti. Di qua è passata Giua, che ha vinto Musicultura ed è arrivata fino a Sanremo. Il vincitore di due anni fa, Domenico Protino, ha avuto un contratto discografico e vinto il festival internazionale della canzone di Vina del Mar, in Cile. E’ gente, insomma, che poi vive con la musica, fa questo di mestiere. Jacopo Ratini, il vincitore di quest’anno, è un altro giovane che può fare strada. Il grande pregio di Loredana è di riuscire a individuare, tra centinaia di iscrizioni al concorso, talenti veri e portarli sul nostro palco. Si dà a questi giovani non soltanto la possibilità di esibirsi, ma soprattutto di poter stare a contatto con artisti affermati, produttori, critici nei giorni del Lunezia. Questa manifestazione è una fucina di incontri e da cosa nasce cosa. Da un paio d’anni abbiamo la collaborazione della Warner, che ultimamente s’è fatta più stretta: la Warner dovrebbe produrre almeno due finalisti. Chiusi ormai i battenti su questo Lunezia 2009, facciamo un passo indietro. Ma come le è venuta l’idea di premiare il valore musical-letterario delle opere discografiche? E’ la passione per la musica che ha fatto nascere in me l’idea di questo premio ed è la passione che lo tiene in vita. Io sono figlio di un artigiano che non ha niente a che vedere con quest’ambiente. A differenza di altri patron o direttori di festival e rassegne, già inseriti nel mondo dello spettacolo per tradizione familiare o altro, io sono partito da zero, mosso soltanto dall’amore per la canzone fin da quand’ero ragazzino. Le canzoni hanno avuto sempre la capacità di emozionarmi, di trascinarmi nelle loro parole. Da giovane vivevo dentro i testi di Baglioni. Ecco, ho voluto concretizzare questo amore smisurato per l’arte canzone. La canzone è un’alchimia di musica e parole che a volte si sublima e altre no, e non importa se pop, rock o canzone d’autore. Allora ho cominciato a bussare alle porte delle strutture pubbliche perché mi aiutassero a realizzare la mia idea. Non è stato facile far capire l’originalità di ciò che avevo in mente. Ci sono tanti festival, rassegne, concorsi canori ma si assomigliano tutti. Il Lunezia ha la peculiarità di prendere in considerazione culturalmente la canzone. Questo è il suo vanto. E questo è il mio vanto. Vai alle altre interviste ai professionisti della musica italiana
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Scritto da Nunzia Armida
Giovedì 30 Luglio 2009 10:12
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E c’è Loredana D’Anghera, l’anima della sezione Nuove Proposte, vetrina importante per cantautori e band emergenti dal 2001…