“Mi meraviglio di te, Franco… tu che conosci il successo, conosci il pubblico… come fai a proporre una canzone così?... - L’abbigliamento di un fuochista di Francesco De Gregori… roba da matti! Una canzone così potrebbe andare solo dopo mezzanotte su Rai Tre!” Ero incredulo. Ascoltavo quella signora e faticavo a convincermi che si trattava di una dirigente televisiva, una che poteva scegliere cosa programmare, cosa far ascoltare e vedere alla gente. Ma il meglio doveva ancora arrivare. Un po’ imbarazzato provai a chiedere: “Ma scusa, cara G. B., tu la conosci questa canzone?” La risposta fu: “Noooooo!... ma basta il titolo per capire che non va bene per il nostro pubblico!” Non sto inventando nulla. Era il periodo in cui facevo l’autore televisivo, senza comparire in video. Tra i miei compiti c’era quello di scegliere dei brani musicali da far eseguire nel corso dei programmi. La canzone in questione era tratta dal bellissimo album “Titanic” di De Gregori. Si trattava di un brano semplicissimo, ma stupendo. Raccontava il dramma di una madre che salutava il figlio in partenza per l’America in cerca di fortuna. Esempio delle grandi capacità musicali e letterarie del principe dei nostri cantautori, quella canzone ha qualcosa di struggente, un capolavoro, eppure il tutto è raccontato in maniera immediata, comprensibilissima. Potrebbe anche essere un canto da osteria, nobile, ma coinvolgente a qualunque livello sociale e culturale. Ma come farlo capire a quella signora che avevo davanti? D’altronde era presente alla discussione anche un altro potente dirigente, il signor G. R., il quale, a distanza di qualche giorno, seppe andare anche oltre. Eravamo stati convocati tutti noi autori di un particolare programma. Eravamo una decina. Il signor G. R., dopo averci dato valanghe di indicazioni su come andasse fatta la buona televisione, senza alcun imbarazzo concludeva: “E ricordate che noi ci rivolgiamo a un pubblico di ignoranti, dei quali molti sono meridionali. Dobbiamo fornire lacrime e sangue!” Se non ci fossi passato non avrei mai creduto che potessero esistere individui così, apparentemente realizzati, invidiati, riveriti, ma la cui morale non è migliore di quella di chi lavora di notte sui marciapiedi. Anzi!... credo che la prostituzione mentale sia peggiore di quella del corpo. Aggiungo che la signora G. B. e il signor G. R. passavano per grandi professionisti, anche se del signor G. R. qualcuno raccontava che il suo merito più grande fosse in realtà quello di presentare ad amici potenti molte donne belle e, soprattutto, generose… dove il termine generose è un eufemismo. Della signora G. B. ricordo che un giorno, incontrando una cantante sua amica, finta come lei, ma a volte spiritosa, le disse: “Ciao cara, stai bene? Sai… io e te dovremmo fare un programma insieme!” La risposta fu: “Ma che programma!... io e te al massimo potremmo mettere su un bordello!” Ecco… appunto! Se a qualcuno interessa come siano finiti i protagonisti di questo mio piccolo racconto, credo che godano ottima salute e continuino a produrre programmi televisivi di successo, quei programmi che vediamo tutti i giorni. Dipende poi da cosa si intenda per successo! Nel mio piccolo, ogni volta che preparo una puntata del mio “Dizionario dei sentimenti”, cerco di evitare ogni forma di umanità che somigli anche vagamente a quelle di cui sopra. Cerco di frequentare persone, artisti e non, con le quali si possa stabilire un contatto dignitoso. E, per fortuna, ce ne sono! Ricordo con piacere, tra i miei ospiti più recenti, Mauro Di Domenico, eccellente chitarrista e persona della serie-oro, il gruppo Makay, ricco di freschezza e sincerità, Paola De Simone, che quando parla di musica sa quello che dice, anche nella direzione di questa bella rivista on line, Edoardo De Angelis, che quando scrive canzoni sa cosa raccontare. Ho appena ricevuto una mail da una ragazza che non conosco, ma penso di poter usare una sua frase per concludere questi miei pensieri notturni: “Esistono persone che ci rendono felici per il semplice fatto di aver incrociato la nostra strada!” Molti ospiti del mio programma mi danno questo tipo di innocente felicità. (Nella foto, scattata nello studio di “Dizionario dei sentimenti”, sono con Paola De Simone e Edoardo De Angelis.) Vai alla pagina di Franco Simone Vai alle altre pagine del Diario di Simone Condividi
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“Mi meraviglio di te, Franco… tu che conosci il successo, conosci il pubblico… come fai a proporre una canzone così?...
Commenti
Fra reality, fabbriche di personaggi costruiti in laboratorio, salotti pieni di opinionisti incompetenti, trasmissione ballerine e canterine con televoti che nessuno conta...perchè dovrei perdere tempo prezioso per queste cose ? Io credo che la gente guardi per abitudine e per noia...ma, per quel poco so, non ci sono più gli audience di una volta...Vuoi vedere che gli "ignoranti" si stanno svegliando e preferiscono fare una passegiata all'aria aperta ?
Buon lavoro carissimo!
Anche io sono contento di averti incrociato, te l'ho detto: ti ho sempre stimato per la tua poesia e la ricerca della bellezza nelle tue canzoni. Ma devo dire anche che sei una persona in gamba, che sa riconoscere le qualità degli altri e valorizzarle.
E sei nella posizione di fare un atrasmissione bella, dove chiami chi ti piace, ti diverti e dove gli ospiti possono regalare emozioni al pubblico insieme a te. Cioè possono fare il loro lavoro! Spero di fare presto altre cose insieme, cantando o recitando. Riccardo : )
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