“Fino a un attimo prima sembrava impossibile, e invece è successo”. È lo stupore con cui si apre La vita quotidiana in Italia (Irma Records), originale progetto letteral-musicale di Enrico Brizzi e Yuguerra. E se l'inciso in questione si riferisce, nello specifico, all’avvento del berlusconismo in Italia attraverso le televisioni, di sicuro calza benissimo per descrivere l'esperimento appena arrivato nei negozi di dischi. Un oggetto ibrido in cui due libri si sciolgono nel rock e viceversa, riuscendo laddove tentativi più illustri si erano fermati. Musicalmente troppo
coeso per essere un reading, narrativamente troppo definito per diventare canzone, La vita quotidiana in Italia si propone infatti come un oggetto terzo e a sé stante. La ricetta, si capisce, è roba complessa e richiede attenzione, a cominciare dagli ingredienti. Prendete due recentissimi cult della biblioteca di Brizzi (“La vita quotidiana a Bologna ai tempi di Vasco” e “La vita quotidiana in Italia ai tempi del Silvio”), estrapolatene gli aneddoti più rock e immergeteli nel sound degli Yuguerra, una vecchia conoscenza dell’underground bolognese composta dall’omonimo cantante e chitarrista, da Tony Farinelli al basso, Wilko alla chitarra e Andrea Insulla alla batteria. Impreziosite il tutto con una serie di cammeo, per prima la partecipazione di Roberto “Freak” Antoni degli Skiantos, che ha donato al progetto un pezzo quasi inedito: Non salutare chi non ti ama, cover di una canzone dei Windopen, primissima band di Freak Antoni e Roberto Terzani (Litfiba, Hypnodance, Massimo Altomare). Il risultato è un album godibile e dissacrante al punto giusto, in cui ai testi e alla voce narrante dello scrittore fanno eco i ritornelli melodici e il rock in stile sixties della band. E a chi non siano bastati finora esempi ben più blasonati come i Massimo Volume (o i più recenti Offlaga Disco Pax) per convincersi che la narrazione si sposa alla perfezione con l’alternative rock, basti ascoltare canzoni come La donna di pane o Rialzati Bologna. Risulteranno ben chiare le ragioni del matrimonio felice tra Brizzi e Yuguerra.
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Scritto da Simone Arminio
Martedì 03 Maggio 2011 08:00
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“Fino a un attimo prima sembrava impossibile, e invece è successo”. È lo stupore con cui si apre La vita quotidiana in Italia (Irma Records), originale progetto letteral-musicale di Enrico Brizzi e Yuguerra. E se l'inciso in questione si riferisce, nello specifico, all’avvento del berlusconismo in Italia attraverso le televisioni, di sicuro calza benissimo per descrivere l'esperimento appena arrivato nei negozi di dischi. Un oggetto ibrido in cui due libri si sciolgono nel rock e viceversa, riuscendo laddove tentativi più illustri si erano fermati. Musicalmente troppo
coeso per essere un reading, narrativamente troppo definito per diventare canzone, La vita quotidiana in Italia si propone infatti come un oggetto terzo e a sé stante. La ricetta, si capisce, è roba complessa e richiede attenzione, a cominciare dagli ingredienti. Prendete due recentissimi cult della biblioteca di Brizzi (“La vita quotidiana a Bologna ai tempi di Vasco” e “La vita quotidiana in Italia ai tempi del Silvio”), estrapolatene gli aneddoti più rock e immergeteli nel sound degli Yuguerra, una vecchia conoscenza dell’underground bolognese composta dall’omonimo cantante e chitarrista, da Tony Farinelli al basso, Wilko alla chitarra e Andrea Insulla alla batteria. Impreziosite il tutto con una serie di cammeo, per prima la partecipazione di Roberto “Freak” Antoni degli Skiantos, che ha donato al progetto un pezzo quasi inedito: Non salutare chi non ti ama, cover di una canzone dei Windopen, primissima band di Freak Antoni e Roberto Terzani (Litfiba, Hypnodance, Massimo Altomare). Il risultato è un album godibile e dissacrante al punto giusto, in cui ai testi e alla voce narrante dello scrittore fanno eco i ritornelli melodici e il rock in stile sixties della band. E a chi non siano bastati finora esempi ben più blasonati come i Massimo Volume (o i più recenti Offlaga Disco Pax) per convincersi che la narrazione si sposa alla perfezione con l’alternative rock, basti ascoltare canzoni come La donna di pane o Rialzati Bologna. Risulteranno ben chiare le ragioni del matrimonio felice tra Brizzi e Yuguerra.