Già nel nome i veneti ManzOni dichiarano il loro intento: essere una band di rottura, proprio come un artista di rottura fu Piero Manzoni negli anni sessanta, imparentato con lo storico Alessandro e passato alla storia (soprattutto) per la sua Merda d'artista. Il nome è infatti preso in prestito da lui e dalla meraviglia (rappresentata dalla "o" grande) provata davanti alle sue opere (in questo caso "Fiato d'artista", che ha ispirato anche i palloncini rossi della copertina). Il progetto ManzOni nasce meno di due anni fa dall'incontro dei
due chitarristi Carlo Trevisan e Fiorenzo Fuolega con Gigi Tenca, cantante e autore dei testi. Dai reading iniziali alle canzoni del disco omonimo, il passo è stato una conseguenza logica. Il successivo arrivo di Emilio Veronese e Ummer Freguia hanno completato l'organigramma della band, composta alla fine da quattro chitarristi, ognuno con un proprio stile e un proprio percorso, capaci di convivere in maniera del tutto armonica tra loro. Il disco, registrato a metà dell'anno scorso, è uscito solo a febbraio (con la produzione esecutiva della Garrincha Dischi) e ha come unico ospite Mattia Boscolo alla batteria nel brano Cosa ci sarà. Nove canzoni in tutto, sofferte, intime, con testi che attingono alla vita quotidiana, fatte di immagini in equilibrio su loop di chitarra. La voce roca e l'assenza del basso risultano due punti vincenti. E' un rock, questo, sporcato dalla bellezza e da una certezza; il percorso intrapreso dai ManzOni non è per tutti e non ha eguali. Non serve a nulla fare paragoni o ricercare assonanze; ManzOni è una band (e un disco) da ascoltare con la dovuta attenzione, approfittando per rifletterci su. L'amore accarezzato e poi svanito (Scappi), l'incertezza e la paura del domani (Cosa ci sarà) potranno non apparire temi allegri, ma dimostrano la sottile linea di confine che può esistere tra un testo musicale e una poesia. La band, tra un concerto e l'altro, ha già iniziato a comporre le canzoni per il nuovo disco. E questo è un appuntamento.
Vai alla pagina di ManzOni Vai agli altri Giovani&Indie Condividi |
Menu
|
Scritto da Marco Annicchiarico
Lunedì 25 Luglio 2011 00:00
|



Già nel nome i veneti ManzOni dichiarano il loro intento: essere una band di rottura, proprio come un artista di rottura fu Piero Manzoni negli anni sessanta, imparentato con lo storico Alessandro e passato alla storia (soprattutto) per la sua Merda d'artista. Il nome è infatti preso in prestito da lui e dalla meraviglia (rappresentata dalla "o" grande) provata davanti alle sue opere (in questo caso "Fiato d'artista", che ha ispirato anche i palloncini rossi della copertina). Il progetto ManzOni nasce meno di due anni fa dall'incontro dei
due chitarristi Carlo Trevisan e Fiorenzo Fuolega con Gigi Tenca, cantante e autore dei testi. Dai reading iniziali alle canzoni del disco omonimo, il passo è stato una conseguenza logica. Il successivo arrivo di Emilio Veronese e Ummer Freguia hanno completato l'organigramma della band, composta alla fine da quattro chitarristi, ognuno con un proprio stile e un proprio percorso, capaci di convivere in maniera del tutto armonica tra loro. Il disco, registrato a metà dell'anno scorso, è uscito solo a febbraio (con la produzione esecutiva della Garrincha Dischi) e ha come unico ospite Mattia Boscolo alla batteria nel brano Cosa ci sarà. Nove canzoni in tutto, sofferte, intime, con testi che attingono alla vita quotidiana, fatte di immagini in equilibrio su loop di chitarra. La voce roca e l'assenza del basso risultano due punti vincenti. E' un rock, questo, sporcato dalla bellezza e da una certezza; il percorso intrapreso dai ManzOni non è per tutti e non ha eguali. Non serve a nulla fare paragoni o ricercare assonanze; ManzOni è una band (e un disco) da ascoltare con la dovuta attenzione, approfittando per rifletterci su. L'amore accarezzato e poi svanito (Scappi), l'incertezza e la paura del domani (Cosa ci sarà) potranno non apparire temi allegri, ma dimostrano la sottile linea di confine che può esistere tra un testo musicale e una poesia. La band, tra un concerto e l'altro, ha già iniziato a comporre le canzoni per il nuovo disco. E questo è un appuntamento.