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Viggianello (PZ), agosto 2011 Ci sono luoghi, grandi o piccoli che siano, in cui le vibrazioni musicali passano dal palco direttamente ai sampietrini, dietro ai muri delle case, e lì restano negli anni. Succede a Viggianello (PZ), piccolo centro alle porte del Parco Nazionale del Pollino dove da dodici anni si tiene il Radici Festival. Sono molto lontani gli anni in cui la kermesse etno-rock, che dalla sua aveva il vantaggio dell’avanguardia, attirava pubblico da quattro differenti regioni. Oggi la concorrenza è serratissima, i festival si affollano in ogni angolo, eppure l’edizione 2011 del Radici Festival - ormai molto più scarno e contratto del passato - non ha mancato di regalare qualche buona emozione. Lo scorso anno da qui era partita l’avventura dei Nuju, lanciati alla conquista del pubblico nazionale con Atto secondo, disco realizzato proprio grazie alla vittoria del contest collegato al festival. La proposta musicale di quest’anno non è stata da meno. La palma dei vincitori, nella serata unica di questa estate, è andata meritatamente al duo composto dal percussionista marocchino Marzouk Mejiri e il sassofonista napoletano Vito Ranucci. Sul disco che ne verrà, prodotto come da tre anni a questa parte dall’etichetta Mk Records, cui è affidata la direzione artistica del festival, sono riposte le migliori attese. Poiché l’esibizione di Viggianello ha mostrato a pubblico e critica un progetto fresco e assolutamente interessante: un perfetto incontro di culture musicali, in equilibrio perfetto tra la curiosità sonora del sax partenopeo di Ranucci e il calore maturo delle percussioni sahariane e della voce di Mejiri. Prima di loro si è esibito Nigro, fisarmonicista di lungo corso, alle prese con un nuovo disco a tre anni dall’esordio strumentale di A Sud. A lui è andato il Premio della Critica, assegnato in tempo reale da una giuria composta da giornalisti di PopOn.it, Mescalina e dall’ufficio OnMag Promotion. Il calore del pubblico ha premiato invece i calabresi Juredurè, numerosa etno-band di giovani professori di musica, alle prese con il loro Ritorno (Borgatti Records) dopo cinque anni di esperienze parallele. Dopo il Contest è il momento di una coda celebrativa, con l’esibizione del Parto delle Nuvole Pesanti, la formazione che forse più di tutte – con le sue numerosissime presenze al Radici negli anni - ha rappresentato la storia del festival. Come ogni celebrazione che si rispetti, la loro performance ha segnato la momentanea (e parziale) ricomposizione di una diaspora che, da Peppe Voltarelli in poi, ha disseminato nel mondo della musica etnica e world un codazzo di spore musicali degne di grande rilievo. Sono infatti saliti sul palco per il gran finale anche Gennaro “Mandara” De Rosa (percussionista e batterista per anni della band e oggi direttore artistico di Mk Records) Nigro, che militò nella band da fine 2006 al 2009 e Antonio Rimedio, capobanda degli Juredurè e attuale polistrumentista delle Nuvole Pesanti. Pubblico, pini e stelle del Monte Pollino hanno gradito. L’attesa ora è per il prossimo anno. Sperando che il Radici Festival torni grande anche nei numeri. Scritto da Simone Arminio Vai agli altri report Condividi |
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Scritto da Simone Arminio
Lunedì 19 Settembre 2011 00:00
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