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Ferrara, 1 ottobre 2011 Il Festival di Internazionale a Ferrara ha affidato a Lorenzo Cherubini, anzi a Jovanotti, la serata di sabato: un evento speciale in cui il cantautore di Cortona è tornato alla sua vecchia passione di disk jokey. Si intitolava "Jova-notte. Lorenzo dj per il festival" e prometteva una notte di musica e ballo in piazza Castello, la bellissima piazza nel cuore della città; e così è stato, anche se non sono mancati momenti di musica "suonata". Ad accompagnare Jovanotti, infatti, c'era la sua band (in versione ridotta) e - solo all'inizio - i due musicisti maliani Amadou e Mariam, che già si erano esibiti in apertura della serata. Il cantautore, anzi il dj, si è presentato indossando l'immancabile cappello da basket e ha guadagnato il centro del palco , dove era allestito il set. Musica house, dance, funcky, pop e immancabilmente anche alcune sue canzoni remixate (tratte soprattutto dai suoi ultimi lavori: La notte dei desideri, Il più grande spettacolo dopo il big bang, Tanto) accolte con ovazioni dal pubblico numerosissimo. Migliaia di ragazzi da tutto il mondo (l'anno scorso erano 57.000) si ritrovano tutti gli anni a Ferrara per il festival dedicato all'informazione indipendente internazionale: sono ragazzi curiosi, stimolati intellettualmente, per niente spaventati dalle file interminabili che bisogna fare fuori dai teatri in cui si alternano decine di dibattiti, documentari, conferenze su temi politici. Ma solo in serate come “Jova-notte” questi giovani spettatori del festival - con le loro t-shirt "impegnate", i loro zaini, i registratori e le bottiglie di acqua minerale riempite nelle fontane - si mescolano con i loro coetanei ferraresi griffati, elegantissimi abitanti di una città di provincia ricca e borghese. Un musicista leggero, ma non superficiale, al festival per la seconda volta, compie il miracolo di fare incontrare due modelli di società diversi: l'uno impegnato, curioso, riflessivo, proiettato al futuro, l'altro molto concentrato sul presente e sull'immagine. E allora forse si affievolisce un po' la domanda che tutti - più o meno - ci siamo posti sotto il palco: "Ma cosa ci fa Jovanotti in questo festival, e soprattutto perché non ha fatto un concerto 'normale'?". Scritto da Nicola Cirillo Vai agli altri report Condividi |

