Michele Monina è nato in Ancona nel 1969, vive e lavora a Milano. Ha pubblicato oltre trenta libri, scritto di musica per un po' di riviste italiane (Tutto Musica, Rolling Stone, Rockstar). Ha ideato, scritto ed è stato capoprogetto del programma "Stasera Niente MTV", condotto da Ambra Angiolini. Ha collaborato con Cristina Donà, Caparezza, Mondo Marcio, Francesco Renga, L'Aura, Malika Ayane, Fiamma Fumana e altri artisti.
Questa è la sua rubrica settimanale fatta di (cattivi) pensieri, (lucide) elucubrazioni e (personali) j'accuse! Buona lettura!
Scrivo queste righe da una casa in Abruzzo, a Vasto. È sabato sera. La televisione, una piccola televisione Mivar che funziona ancora con l'antennina dell'apparecchio, trasmette le immagini di un film con l'attore afroamericano The Rock come protagonista. Un film che ha a che fare con un tale Re Scorpione, The Rock, appunto, vestito come un egiziano dei tempi dei faraoni e intento a picchiare come un fabbro chiunque gli capiti a tiro, salvo poi perdere ogni razionalità, sempre che ne abbia mai avuta una, appena gli capita di vedere
Non ho mai esattamente capito perché, ma da che mondo è mondo, anche la musica è soggetta a quella regola non scritta che vuole un artista tale solo nel momento in cui si trova a confrontarsi con un antagonista, come un eroe tragico, o, per rimanere ai nostri giorni, un supereroe. Non credo sia necessario star qui a dare troppo seguito a questa mia affermazione, ma dai tempi in cui i fans di Claudio Villa si scontravano con quelli di Mimmo Modugno, via via fino a quelli in cui, oltremanica e anche in tutto il resto del mondo,
Non so se siete di quelli che seguono questi miei scritti con una certa continuità e fedeltà. Dirò di più. Non so neanche se esiste una sola persona, direttrice a parte, che legga tutti questi miei scritti ogni settimana. Non importa. Non ho problmei di autostima, non ho bisogno di conferme. Attaccavo parlando della fedeltà nella lettura di questa rubrica (o quel che è) solo perché oggi parlerò di un fatto che si ricollega a un aneddoto di cui ho parlato ormai svariate settimane fa. Ergo, se siete tra quanti seguono i miei scritti con una certa continuità
Il 3 luglio del 1971 avevo da poco compiuto due anni. Non posso quindi dire di ricordarmi quando e come i telegiornali, il telegiornale per la precisione, diede la notizia della morte improvvisa e prematura di James Douglas Morrison, per tutti Jim. Di lui sentii parlare molto dopo, e onestamente non ricordo neanche da chi e in che anno. So solo che da un giorno, nella mia vita di giovanissimo rockettaro, perché anche se non ricordo il giorno sicuramente ricordo che era durante la mia adolescenza, entrò il Re Lucertola con i suoi Doors, per non uscirne
Io la sera mi addormento, e qualche volta sogno, perché so sognare. Così cantava diciannove anni fa una quantomai ispirata Fiorella Mannoia in "Treni a vapore", brano scritto per lei da un sempre ispiratissimo Ivano Fossati. Io non dormo quasi mai, causa un'insonnia che mi accompagna suppergiù dallo stesso periodo in cui uscì l'album omonimo che conteneva quel capolavoro, e di conseguenza non sogno praticamente dagli anni Ottanta.
Dicono che è vero che ogni sognatore diventerà cinico invecchiando. Così canta oggi un quantomai
Giorni fa ero in macchina con un amico. Dalla mia autoradio, che in realtà è il solo stereo con il quale possa sentire musica in santa pace, visto che vivo a Milano e sono giocoforza costretto a stare in macchina per un certo numero di minuti ogni giorno, uscivano le note ancora attuali de La vita è adesso di Claudio Baglioni. L'album, intendo, non solo l'omonima canzone. L'amico, forse irretito da un ragionamento che gli sembrava logico, mi ha chiesto: “Come mai Baglioni, stai scrivendo un libro su di lui?”. Domanda che potrebbe suonare innaturale
Parlo sempre di me. Di questo mi accusano i miei detrattori. Parlo sempre di me. Anche adesso, addirittura su due piani. Prima, dicendo che parlo di me, poi dicendo che ho dei detrattori, quindi facendo capire che in qualche modo sono riconoscibile, ho dei detrattori, in qualche modo ho lasciato un segno. Parlo sempre di me, e di me, chi ha seguito le varie puntate di questa rubrica e chi ha avuto il piacere o la sventura di leggere uno dei miei libri, presumibilmente sa tutto. Conosce la mia famiglia, il mio orientamento politico,
L'arrivo della bella stagione è alle porte. Pochi giorni, giusto due/tre settimane e arriverà l'estate. Non credo debba star qui io a spiegarvi come la bella stagione sia tale non solo per una questione metereologica, perché ognuno di noi, ognuno di voi avrà le sue belle esperienze personali lì a fare il proprio lavoro.
Per chi è ancora giovane, molto probabilmente, la bella stagione coinciderà con quell'innata idea di libertà che le vacanze scolastiche portano giocoforza con sé, le giornate passate a giocare a pallone, a far tuffi al mare,
La settimana scorsa ho ricevuto una lettera, su Facebook. Succede a tutti tutti i giorni, immagino, infatti non sto qui a darvi uno scoop. Ma era una lettera che mi ha in qualche modo fatto ragionare, e che voglio usare come spunto per affrontare lo stato dell'arte oggi. Era una lettera di una giovane cantautrice salentina, che in toni non molto accomodanti mi ringraziava, sarcasticamente, per la prontezza con cui avevo ascoltato il suo brano, recapitatomi quasi due mesi prima come file, brano che non avevo in effetti ancora ascoltato e