Anatomia femminile
Scritto da Michele Monina
Lunedì 13 Giugno 2011 00:00
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La rubrica di Michele Monina su PopOn Parlo sempre di me. Di questo mi accusano i miei detrattori. Parlo sempre di me. Anche adesso, addirittura su due piani. Prima, dicendo che parlo di me, poi dicendo che ho dei detrattori, quindi facendo capire che in qualche modo sono riconoscibile, ho dei detrattori, in qualche modo ho lasciato un segno. Parlo sempre di me, e di me, chi ha seguito le varie puntate di questa rubrica e chi ha avuto il piacere o la sventura di leggere uno dei miei libri, presumibilmente sa tutto. Conosce la mia famiglia, il mio orientamento politico, sa la musica che mi piace e quella che non sopporto, conosce i telefilm che amo tanto quanto gli artisti con i quali, nel corso degli anni, ho collaborato o mi sono mandato neanche troppo metaforicamente a cagare. Sapete cosa mi indigna e cosa mi commuove, specie cosa mi indigna, perché ultimamente i motivi per indignarsi, in questa povera patria, sono molti di più di quelli per cui commuoversi. Parlo sempre di me, insomma.

Non è vero niente. Non parlo mai realmente di me. L'ho già detto e mi ripeto, quello di cui parlo non sono realmente io, ma un personaggio con il mio nome e le mie fattezze. Uno molto più glamour di me, che vivo la vita in ciabatte, di fronte a un computer. Dico questo non perché ami in effetti parlare sempre e solo di me, ma perché stavolta parlerò davvero di me. E lo farò perché ho messo le mie energie, il mio tempo e il mio cuore in un progetto che in realtà, oltre che mio è anche di un bel numero di bella gente. Per la precisione parlerò di me e di altre venticinque persone, tutte donne, e lo farò a partire da un progetto che ormai sta per vedere la luce, Anatomia femminile. Lo avevo già detto tra le righe molte puntate fa, in un momento come questo, così di crisi, senza apparenti speranze all'orizzonte, l'unica soluzione per tenersi a galla è quella di surfare sulle onde, e nel mio caso, surfare sulle onde equivale a investire ancora più energie di quanto solitamente non faccia nel mio lavoro. Rimboccarsi le maniche e tentare di dar vita a un progetto ambizioso, nello specifico un cd-libro, mettendo insieme le mie due passioni, musica e parole. Ma cos'è Anatomia femminile? Questo.

Un padre con una figlia che si sta avvicinando all'adolescenza. Un corpo che sta cominciando a cambiare e l'incapacità di trovare le parole giuste per prepararla, per raccontarle la lei che verrà. Allora il padre, io, critico musicale e scrittore, chiede aiuto ad alcune tra le più interessanti cantautrici della scena indipendente. La rubrica di Michele Monina su PopOnA ognuna chiede una canzone dedicata a una parte anatomica del corpo femminile. Una parte dell'anatomia femminile per raccontare non solo un corpo che cambia, ma anche cosa significhi essere donna oggi, qui, in Italia. L'anatomia femminile come mappa per orientarsi nel contemporaneo, questa la sfida. Airin (nella foto), La volta del cielo, Roberta Carrieri, La mia figa, Roberta Cartisano, L'abbraccio, Elisabetta Citterio, Naso per caso, Charlotte, Rosso amarena, Emyl, Pelle, Jolanda, Universe, Kali, Perfect light, Katres, Il piano B, Ila & the happy trees, La lingua, Maria Lapi, Madreamante, Jessica Lombardi, My darling, Alessandra Machella, If (segni sulla pelle), Veronica Marchi, Faccia di donna, Micol Martinez, Sui miei fianchi, Missincat, Tu con me, Ilaria Pastore, Sulle mie gambe, Pilar, Labbra, Tarma, Spalle forti (pharmakon), Marian Trapassi, Senza ali ai piedi, Eleonora Tosca, L'ombelico e Ilenia Volpe, Croci-finzione.

Chiama poi al suo fianco anche una fotografa tra le più interessanti in circolazione nel nostro dissestato paese, Zoe Vincenti, e a lei chiede di fotografare ogni cantautrice, dando una sua versione delle parti anatomiche che ognuna è stata chiamata a cantare. Le foto faranno poi da contraltare al racconto che il critico musicale e scrittore, io, mi ripeto, scriverà per spiegare, stavolta con parole sue, a sua figlia cosa significherà, per lei, diventare donna. Scriverà il libro, e insieme a una cantautrice, Andrea Mirò, anche il testo di una canzone, Quello che gli occhi, da lei stessa interpretato, sorta di manifesto del progetto, brano non dedicato a una specifica parte del corpo, ma al perché questo progetto è nato e cresciuto. Dopo un paio di prove di rodaggio a Monza, presso il rosero della Villa Reale, il 28 e 29 maggio, il prossimo 17 giugno Anatomia femminile approderà al festival Parola cantata di Brugherio, al fianco di tanti altri nomi importanti della scena musicale italiana, da Franco Battiato a Enrico Ruggeri, passando per Cristina Donà, Manuel Agnelli e Paola Turci. Da questo momento le cose si fanno serie.

Anatomia femminile è la storia di una relazione inedita, quella tra un padre e una figlia. Ma è anche e soprattutto la storia di un gruppo di giovani donne che insegue il sogno della musica, attraverso le mille difficoltà che il vivere della propria arte oggi può comportare nel Bel Paese. Ventitrè canzoni. Ventitrè parti anatomiche. Ventitrè fotografie. Ventitrè cantautrici. Ventitrè modi differenti per raccontarsi donne, oggi, qui. Su tutto lo sguardo benigno di un padre e quello curioso di una bambina, ancora incapace di pensarsi diversamente da così.

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Commenti  

 
0 #1 benedikt 2011-06-13 23:58
Avevo già notato questo progetto e lo trovo non solo interessante,ma una cosa che andava fatta da anni..avessero certi grandi nomi del cantautorato e semplicemente "interpreti" femminili il coraggio di mettersi in gioco così..

grazie
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