Il 3 luglio del 1971 avevo da poco compiuto due anni. Non posso quindi dire di ricordarmi quando e come i telegiornali, il telegiornale per la precisione, diede la notizia della morte improvvisa e prematura di James Douglas Morrison, per tutti Jim. Di lui sentii parlare molto dopo, e onestamente non ricordo neanche da chi e in che anno. So solo che da un giorno, nella mia vita di giovanissimo rockettaro, perché anche se non ricordo il giorno sicuramente ricordo che era durante la mia adolescenza, entrò il Re Lucertola con i suoi Doors, per non uscirne
mai più. Non che io passi le mie giornate ad ascoltare i brani del quartetto californiano, per intenderci. Anzi, credo che l'ultima volta che ho messo sul metaforico piatto un album dei Doors risalga al secolo scorso, quando ancora aveva un senso parlare di piatti, ma un po' come succede per certi libri che si leggono nell'adoloscenza, "On the road" di Kerouac, "Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta" di Piersig, anche la discografia di Morrison e soci è entrata nel mio DNA, senza più uscirne. Per dire, come mi è capitato di andare in pellegrinaggio ad Abbey Road, alla sede storica della Motown, a Detroit, dove si trovava la vecchia Factory, a Manchester, all'Apollo Theatre di Harlem, e al bar di Freehold dove il Boss, Bruce Springsteen, era solito bersi una tazza di caffè scuro fumante, confesso di essere stato, per di più di recente, alla tomba di Morrison, a Pere Lachese, a Parigi. Perché i capisaldi sono capisaldi e conviene prenderne atto. Non ascolto da anni i Doors, ma l'idea che Jim Morrison, una delle rockstar più rockstar di tutte sia morto già da quarant'anni, il 3 luglio 2011, mi mette una certa ansia. E lo fa perchè questo genere, il rock, ma in genere quella che viene chiamata musica leggera, è la musica del mio e del vostro tempo, e l'idea che uno dei suoi eroi sia morto da un numero così consistente di anni fa un po' rabbrividire. Sì, perché se è vero che Jim fa a tutti gli effetti parte del mitico Club 27, cioè quel particolare club per rockstar decedute a 27 anni, un club che lo vede in compagnia di gente come Janis Joplin, Jimi Hendrix, per altro tutti morti nello stesso periodo, ma anche di Brian Jones e di Kurt Cobain, è anche vero che, fatta eccezione proprio per il leader dei Nirvana, Morrison è un artista che ha superato i tempi, attuale anche oggi, nella seconda decade del nuovo millennio.
Lo dico mentre i giornali, e soprattutto i siti online, non fanno che parlare di una stupida querelle sulla rockstarritudine che vede coinvolte due rockstar, mi si conceda la licenza poetica, di casa nostra, Vasco e Morgan. Ora, fermi lì, cercate di seguire i miei ragionamenti senza cadere nella trappola dei facili giudizi, sia che siate tra quanti reputano il primo l'incarnazione del rock e il secondo uno sbruffone noto più che altro per essere stato il compagno di Asia Argento (sorte condivisa con una buona quantità di terrestri) e il giudice che beveva lattine di RedBull a X-Factor, sia che siate tra quanti reputano il primo un anziano signore che continua ad atteggiarsi a rocker nonostante non becchi più una canzone decente da decenni e il secondo uno dei pochi veri artisti della nostra scena musicale. Morgan, in promozione in questi giorni in quanto voce narrante italiana del film sui Doors, "When you're strange", si è sentito in dovere di dichiarare che Vasco, negli stessi giorni sul punto di tenere quattro, dico quattro, concerti sold out a San Siro, per un totale di oltre duecentocinquantamila paganti, è in realtà “morto a 27 anni, artisticamente parlando”, facendo un chiaro riferimento proprio al già citato Club 27. Con questo, considerando che Vasco ha praticamente esordito intorno a quell'età, e considerando che il suo ultimo album risale a pochi mesi fa, e oggi lui ha cinquantanove anni, Morgan ha in sostanza detto che Vasco non è un artista, punto e basta. Per contro Vasco, che evidentemente pecca un po' in senso dell'umorismo, almeno quando si tratta di se stesso, si è altrettanto sentito in dovere di sottolineare come Morgan non sappia neanche lontanamente cosa significhi cantare in uno stadio, come dire: chi se lo caga? Una storia triste, converrete con me, anche se fate parte dei fan club dell'uno o dell'altro. Poi succede però che al quarto concerto del Blasco a San Siro qualcosa gira storto. Il nostro ha mal di schiena, i medici gli suggeriscono di non salire sul palco, lui non li sta a sentire ma sale con un'ora e mezzo di ritardo, tagliando dalla scaletta due parti del concerto: il balletto e il medley acustico. Due parti che sin dalla data zero del tour, quella di Ancona, i fan avevano aspramente criticato, considerando la prima una baracconata indegna del Blasco, la seconda un mezzo passo falso, considerando l'assenza in scaletta di must come "Siamo solo noi" e "C'è chi dice no". L'indomani Vasco viene criticato aspramente in rete. I fans si sentono traditi. Vasco anche, e infatti risponde su Facebook, dicendosi a sua volta tradito. Tutti d'accordo, insomma. Poi va in onda uno special del TG1, di domenica, nel quale il sig. Rossi dichiara che questa sarà la sua ultima tourneè, e che si dimette da rockstar. Apriti cielo.
I fans impazziscono, implorando il loro idolo di tornare sui propri passi. Gli chiedono anche scusa, imputando alle troppe critiche del post-San Siro la causa di questo annuncio shock. In realtà lo special è stato registrato prima della data zero di Ancona, ma poco cambia. Vasco si ritira. Niente più tour, solo dischi (detto da uno che, negli ultimi dieci, quindici anni, ha fatto grandissimi concerti, e sinceramente non altrettanti grandissimi dischi). Vasco si dimette da rockstar. Morgan, che evidentemente ultimamente non ha un cazzo da fare, dice che queste affermazioni sono patetiche, e per una volta, forse, viene voglia di dargli ragione.
Mi dimetto da rockstar. Cazzo significa mi dimetto da rockstar?
Il punto è questo, credo. Uno non si può dimettere da rockstar. O lo sei o non lo sei. Morgan è una rockstar, credo, senza però avere dalla sua il repertorio. Sfido chiunque, ma proprio chiunque, a citarmi il titolo di tre canzoni scritte da Morgan. Di più, sfido chiunque a citarmi il titolo di due canzoni scritte da Morgan dopo i Bluevertigo. Una grande personalità, un'ottima immagine, ma senza repertorio, mi ripeto. Vasco è una rockstar, almeno stando ai canoni italiani del genere. Proprio in occasione dei concerti di San Siro, rispondendo alle domande del collega Piero Negri, su La Stampa, in quanto biografo di Vasco, dicevo che i suoi concerti sono diventati vere e proprie messe cantate di quella religione che è il rock, al punto, aggiungevo, che, anche augurando lunga vita al nostro, ero convinto che i suoi fans si sarebbero continuati a ritrovare anche dopo il suo ritiro, un po' come era successo ai fans dei Grateful Dead con Jerry Garcia. Poi arriva l'annuncio del suo ritiro, così, a caldo, dopo le polemiche su Facebook, con un tempismo davvero sbagliato, come quando si litiga con qualcuno, tanto poi ci sarà modo di far pace, e invece arriva la morte, e restano solo i rimpianti, brutta sceneggiatura di un brutto film. Jim Morrison non ha più potuto tenere concerti perché, a 27 anni, è morto in una vasca da bagno a Parigi, lontano dai suoi fans. Fans che non hanno mai del tutto voluto credere alla sua scomparsa, come le tante leggende su di lui vivo in Marocco, magari in compagnia di Elvis, stanno lì a dimostrare. Lui una lite stupida con un collega, per stabilire chi era il vero artista e chi no non l'avrebbe di certo fatta. Lui era ed è una rockstar. Torna all'indice della rubrica |
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Scritto da Michele Monina
Lunedì 04 Luglio 2011 00:00
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Il 3 luglio del 1971 avevo da poco compiuto due anni. Non posso quindi dire di ricordarmi quando e come i telegiornali, il telegiornale per la precisione, diede la notizia della morte improvvisa e prematura di James Douglas Morrison, per tutti Jim. Di lui sentii parlare molto dopo, e onestamente non ricordo neanche da chi e in che anno. So solo che da un giorno, nella mia vita di giovanissimo rockettaro, perché anche se non ricordo il giorno sicuramente ricordo che era durante la mia adolescenza, entrò il Re Lucertola con i suoi Doors, per non uscirne
mai più. Non che io passi le mie giornate ad ascoltare i brani del quartetto californiano, per intenderci. Anzi, credo che l'ultima volta che ho messo sul metaforico piatto un album dei Doors risalga al secolo scorso, quando ancora aveva un senso parlare di piatti, ma un po' come succede per certi libri che si leggono nell'adoloscenza, "On the road" di Kerouac, "Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta" di Piersig, anche la discografia di Morrison e soci è entrata nel mio DNA, senza più uscirne.
Lo dico mentre i giornali, e soprattutto i siti online, non fanno che parlare di una stupida querelle sulla rockstarritudine che vede coinvolte due rockstar, mi si conceda la licenza poetica, di casa nostra, Vasco e Morgan. Ora, fermi lì, cercate di seguire i miei ragionamenti senza cadere nella trappola dei facili giudizi, sia che siate tra quanti reputano il primo l'incarnazione del rock e il secondo uno sbruffone noto più che altro per essere stato il compagno di Asia Argento (sorte condivisa con una buona quantità di terrestri) e il giudice che beveva lattine di RedBull a X-Factor, sia che siate tra quanti reputano il primo un anziano signore che continua ad atteggiarsi a rocker nonostante non becchi più una canzone decente da decenni e il secondo uno dei pochi veri artisti della nostra scena musicale. Morgan, in promozione in questi giorni in quanto voce narrante italiana del film sui Doors, "When you're strange", si è sentito in dovere di dichiarare che Vasco, negli stessi giorni sul punto di tenere quattro, dico quattro, concerti sold out a San Siro, per un totale di oltre duecentocinquantamila paganti, è in realtà “morto a 27 anni, artisticamente parlando”, facendo un chiaro riferimento proprio al già citato Club 27. Con questo, considerando che Vasco ha praticamente esordito intorno a quell'età, e considerando che il suo ultimo album risale a pochi mesi fa, e oggi lui ha cinquantanove anni, Morgan ha in sostanza detto che Vasco non è un artista, punto e basta.
I fans impazziscono, implorando il loro idolo di tornare sui propri passi. Gli chiedono anche scusa, imputando alle troppe critiche del post-San Siro la causa di questo annuncio shock. In realtà lo special è stato registrato prima della data zero di Ancona, ma poco cambia. Vasco si ritira. Niente più tour, solo dischi (detto da uno che, negli ultimi dieci, quindici anni, ha fatto grandissimi concerti, e sinceramente non altrettanti grandissimi dischi). Vasco si dimette da rockstar. Morgan, che evidentemente ultimamente non ha un cazzo da fare, dice che queste affermazioni sono patetiche, e per una volta, forse, viene voglia di dargli ragione.
Mi dimetto da rockstar. Cazzo significa mi dimetto da rockstar?
Il punto è questo, credo. Uno non si può dimettere da rockstar. O lo sei o non lo sei. Morgan è una rockstar, credo, senza però avere dalla sua il repertorio. Sfido chiunque, ma proprio chiunque, a citarmi il titolo di tre canzoni scritte da Morgan. Di più, sfido chiunque a citarmi il titolo di due canzoni scritte da Morgan dopo i Bluevertigo. Una grande personalità, un'ottima immagine, ma senza repertorio, mi ripeto. Vasco è una rockstar, almeno stando ai canoni italiani del genere.
Commenti
Il repertorio poi in effetti c'è, non di quantità si tratta, ma di qualità. Mi permetto quindi di suggerire a chi non conosce la musica di Morgan (ahimè scarsamente conosciuta ma di qualità elevatissima)tr e canzoni epoca Bluvertigo e due di epoca post-Bluvertigo:
La sua dimensione
Ebbrezza totale
Zero
Una storia d'amore e di vanità
Contro me stesso
Grazie per l'ospitalità.
Andrea
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