Intervista di Vyncent ValoRossa è rossa. Talmente rossa che il suo nuovo disco, fresco di pubblicazione primaverile, l'ha voluto intitolare proprio così, RossoNoemi. Lei, Noemi appunto, è raggiante come la nuance che invade il suo capello da radice a punta (“sai come dicono ad Hollywood? Appena vedi una rossa è meglio che te scansi!”). Le sue parole fanno invece breccia nelle orecchie di chi la ascolta e di cose, Noemi, ne ha da raccontare. Come del suo viaggio a San Francisco, dove è volata lo scorso anno per raggiungere il produttore dell'album Corrado Rustici (già con Whitney Houston, Aretha Franklin ed Elisa, giusto per farvi un'idea). Venti giorni a stelle e strisce che hanno plasmato un lavoro ambizioso, impreziosito da grandi firme italiane come quelle di Pacifico, Federico Zampaglione, Kaballà, Diego Mancino e, soprattutto, Vasco Rossi, che ha scritto con Gaetano Curreri il primo estratto Vuoto a perdere, appena diventato disco d'oro. E che ha destabilizzato la stessa interprete con una certa parola... Che effetto fa cantare una canzone scritta appositamente per te dal mito di una vita? Incredibile. E pensare che mentre registravo in studio lui era lì, davanti a me, e sentivo nelle cuffie la sua voce che mi sussurrava “qui falla così, qua cambiala un po'...”. Aveva letto su un settimanale che il mio più grande desiderio era quello di avere un suo pezzo e il destino ci si è messo di mezzo. Ha ascoltato i miei, di pezzi, gli sono piaciuti, mi ha fatto i complimenti per come appoggio le parole sulla musica... Avevo paura di restare delusa dall'incontro, ma è addirittura meglio di come lo immaginavo. C'è però una parola nel testo di Vuoto a perdere che all'inizio proprio non ti convinceva... “Cellulite”, è vero. La leggevo e mi venivano subito in mente gli spot contro gli inestetismi della pelle (ride, ndr). Mi ha destabilizzato, ma ho scoperto che il bello era proprio quello, non suonava banale, anche perché ho capito il pensiero di Vasco. È una metafora dei segni che ti lascia la vita, segni che ti porti addosso con orgoglio. Com'è che diceva la Magnani ai truccatori? Non copritemi le rughe che ci ho messo una vita a farmele venire...
E per quanto riguarda gli altri autori? Sono loro ad essere venuti da te o li hai cercati personalmente? Mi sono impegnata a contattarli io, uno ad uno, senza neanche la casa discografica alle spalle. Ero io che volevo lavorare con loro. Ho preso persino un aereo per l'America pur di raggiungere Corrado Rustici... E meno male che vive lì! A proposito, com'è andata a San Francisco? Benissimo. Abbiamo registrato nei Fantasy Studios di Berkeley, gli stessi dove è nato Supernatural di Santana. L'impronta di Corrado si sente, ha limitato l'elettronica così che il tutto fosse già pronto per la dimensione live. Il disco precedente (Sulla mia pelle, oltre centomila copie vendute, ndr) suonava in maniera più “classica”, mentre questo ha un profilo deciso fatto da diverse sfaccettature soul, rock e pop. Sfaccettature rese in maniera “grafica” anche sulla copertina, dove i tuoi capelli s'intrecciano a strumenti, svariati oggetti e persino qualche mostriciattolo. C'è pure una bottiglia di Coca-Cola, un omaggio a Bollicine di Vasco! Paolo De Francesco, che ha curato l'artwork, è un grande. Ci tenevo a fare una cover di impatto e, a giudicare dai tanti responsi positivi dei miei fan su Facebook, ci sono riuscita. Questo è un momento dove le personalità si disperdono, si fanno sempre le stesse copertine, le voci tutte perfette ritoccate al computer...
È per questo che nella tracklist c'è un brano intitolato Odio tutti i cantanti?Odio i manieristi della canzone, quelli che pensano solo all'intonazione. Stoni? Ma chissenefrega! Puoi avere la voce più figa dell'universo, ma se poi non riesci a interpretare... Certo, c'è anche un riferimento alla superficialità del mondo di oggi, quello che va al supermercato, assaggia tutto e poi non assapora niente. Ritornando alla musica, spero che ritorni la moda dei dischi fatti con sudore, lacrime e sangue. Sono talmente soddisfatta di questo album che non so più che chiedere. Nessun altro desiderio? Provaci, le interviste in fondo ti portano bene. Sì ma dopo Vasco che m'invento? Forse un vestito di carne... Ah no, l'ha fatto Lady Gaga. Arrivo sempre seconda, oh (ride, ?ndr?). Vai alla pagina di Noemi Vai alle altre Interviste Condividi |
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Scritto da Vyncent Valo
Lunedì 28 Marzo 2011 00:00
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Intervista di Vyncent Valo
È per questo che nella tracklist c'è un brano intitolato Odio tutti i cantanti?