Ricomincio da Napoli
Scritto da Paola De Simone
Lunedì 12 Maggio 2008 18:00
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Pino Daniele Intervista di Paola De Simone

E’ stato pubblicato lo scorso 16 Maggio il nuovo cofanetto di Pino Daniele intitolato “Ricomincio da 30”, contenente quarantuno grandi successi (quasi tutti rivisitati) e quattro inediti. L’uscita del disco anticipa l’evento live atteso l’8 Luglio allo stadio San Paolo di Napoli, che vedrà riunita per l’occasione l’intera band che nell’81 radunò 200mila persone in piazza del Plebiscito, sempre a Napoli. Parliamo di Tony Esposito, Tullio De Piscopo, James Senese, Joe Amoruso e Rino Zurzolo. Di questo e di molto altro abbiamo parlato con lo stesso Pino Daniele, che ha tenuto da subito a puntualizzare un concetto che gli è molto a cuore:

Dal ’81 in poi Napoli ha subito una serie di metamorfosi molto positive, negli ultimi anni, invece, è successo il delirio e così sembra quasi che tutto vada male e che tutti gli occhi siano puntati su quella città. Per questo noi vorremmo dare un messaggio positivo soprattutto sulla questione dei rifiuti, della delinquenza e della visione di una città abbandonata a se stessa, perché non è così e non è vero che la gente non è sensibilizzata verso tutto quello che succede. Napoli è straordinaria e cercheremo in tutti i modi di dare sempre un’immagine positiva della nostra città.

Ma come nasce il progetto del disco e della reunion? E perché avete lasciato passare tutto questo tempo prima di realizzarlo?
L’operazione non è stata fatta fino ad oggi per un fatto organizzativo. Quando Michele Torpedine (suo manager ndr) è venuto a propormi questa idea, gli ho detto che era da un po’ che ci stavamo pensando, ma organizzarla non era facile. Ed effettivamente non lo è stato, ma alla fine ci siamo riusciti e oggi siamo in grado di darne una testimonianza. Ma non è un fatto di dimostrazione, quanto di ricondurre la gente a sensibilizzarsi verso il Sud, questione che onestamente mi vede molto amareggiato per quanto si vede e sente. So che è la realtà e la realtà esiste e non bisogna negarla, però approfitto per dire una cosa: i due film italiani che vanno a Cannes sono “Gomorra” e "Il Divo", e vanno benissimo, ho visto anche delle immagini straordinarie, ma poi penso che quello che questi film raccontano è quello che vedranno dell’Italia all’estero, ed è questo che mi preoccupa. Non è che da Parigi, Londra e New York ci mostrino cose simili ed è per questo che noi abbiamo un’altra visione delle grandi città europee e del mondo, ma quello che loro vedono di Napoli e dell’Italia è quello che questi film raccontano. Noi però non siamo tutti camorristi, tutti sindacalisti, tutti approfittatori, c’è gente che davvero alle sei del mattino si alza e va a lavorare. Noi siamo un Paese d’arte, un Paese che ha una cultura straordinaria e anche nella musica abbiamo avuto dei grandi risultati con artisti come Pausini, Ramazzotti, Pavarotti e Zucchero. Adesso penso che dovremmo avere anche dei grandi risultati d’immagine.

Pino DanieleTorniamo alla reunion, com’è stato ritrovarsi con gli amici di tanti anni fa?
Divertente, perché ognuno di noi ormai ha un percorso, una vita, un vissuto. E ci siamo rivisti con grande serietà e maturità, siamo pronti a fare e ad affrontare qualsiasi cosa. Mentre prima eravamo più irruenti, più nervosi sulle nostre realizzazioni, oggi siamo abbastanza tranquilli.

Perché per il concerto avete scelto lo Stadio San Paolo e non Piazza del Plebiscito, come nel 1981?
Piazza del Plebiscito era quasi impossibile per un fatto di costi, nel senso che non potevamo realizzare un concerto del genere gratuito. E poi perché il San Paolo è uno spazio straordinario per realizzare un grosso evento ed è un po’ il cuore della città di Napoli, non solo per la squadra del pallone. La scelta è caduta sullo stadio non per un fatto di numero o di marketing, visto che ci ho già suonato quattro volte, per cui mi posso ritenere ben soddisfatto. Ma per realizzare il concerto in un certo modo c’è bisogno di tutta una serie di collaborazioni e strutture, e farlo in Piazza del Plebiscito era davvero impossibile.

Il cofanetto contiene una ricca selezione di brani del passato, quali sono stati i criteri di scelta?
Non sono andato a colpo sicuro, ma ho fatto degli esperimenti. Devo fare una premessa: ho cominciato a lavorare a questo progetto sei mesi fa, facendo suonare gli stessi brani agli amici che hanno collaborato con me. Ho poi chiesto l’aiuto di un grandissimo produttore che è Humberto Gatica, con il quale è stato prodotto tutto il progetto e devo dire che mi ha dato una grossa mano in tutto. Lavorare con lui è stato per me un punto di arrivo e non di partenza e spero di continuare a farlo anche in futuro. Finalmente, dopo trent’anni, ho trovato il produttore con il quale lavorare veramente bene. E così ci abbiamo messo un po’ di mesi, poi abbiamo missato i brani nuovi e remissato quelli del passato. Alcune canzoni sono state suonate con Al Di Meola, poi ci sono i duetti con Chiara Civello, Giorgia, Irene Grandi e Noa, insomma ho cercato di fare un disco abbastanza ricco, ma che soprattutto rappresentasse il mio mondo in tutte le sue forme.

Pino Daniele Com’è stato risuonare canzoni del passato?
Risuonarle con Tullio, Rino e gli altri ha dato loro freschezza, anche se era come se l’avessimo sempre fatto in realtà. Noi siamo tutti legati da questa grande passione per la melodia e per l’animo napoletano, quindi si suona tutti in un certo modo e ci si capisce.

Che struttura avrà il tour?
Il tour avrà tre o quattro eventi con diversi cambi di band e proporremo le canzoni a partire da Nero a metà per poi finire con quelle attuali. Sicuramente realizzeremo un Dvd a Napoli per lasciare una testimonianza, visto che una data così difficilmente potrà essere ripetuta e poi per il momento stiamo convogliando tutte le energie su questo evento.

Come immagini l’apertura del sipario?
Proverò una forte emozione sicuramente. In fondo io faccio tutto questo per vivere quel secondo e per questo voglio portarlo su Dvd, così da farlo vivere anche agli altri.

Sono previsti dei duetti?
Non lo so, inviterò sicuramente degli artisti e chi accetterà…

Pino Daniele Il disco è dedicato a Massimo Trosi. Ce ne parli?
Io non ho mai voluto pubblicizzare la mia amicizia e il mio affetto per Massimo, non ho mai voluto mostrarlo perché è un sentimento mio, io sono molto geloso dei miei affetti e delle persone che amo, però sono arrivato a un momento della mia vita in cui ho capito che la mia amicizia con Massimo era importante non solo da un punto di vista umano, ma anche artistico. Nel momento in cui è venuto a mancare ho perso una parte di me, perché insieme eravamo convinti di fare opinione e quindi potevamo dire tutto quello che ci pareva, potevamo combattere contro chiunque. Venendo a mancare lui, mi sono ritrovato a combattere da solo, e nessuno mi capisce. Così mi andava di ricordare quel film e chiamare il disco Ricomincio da 30, anche se in realtà non mi riferisco ai trent’anni, ma alle trenta canzoni che amo di più del mio repertorio, e sicuramente le amava anche lui. Sul disco ho messo una piccola foto di Massimo e gli ho scritto un pensiero, come se lasciassi un biglietto a un amico, senza frasi strappalacrime.

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