Ornella Vanoni, la voce
Scritto da Paola De Simone
Lunedì 01 Dicembre 2008 00:00
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Ornella Vanoni su PopOn Intervista di Paola De Simone

E’ un periodo d’oro, questo, per Ornella Vanoni. Da cinquant’anni regala interpretazioni impareggiabili al mondo della musica italiana e i tanti fan la stanno ripagando con l’entusiasmo e la presenza. A migliaia sono accorsi al concerto-evento tenutosi in Piazza Duomo a Milano ed è da primi posti in classifica il numero degli acquirenti del nuovo disco, Più di me. Di tutto questo la Vanoni sarà certamente contenta, ma noi di PopOn abbiamo voluto sentirlo dire direttamente dalla sua splendida voce.

Prime posizioni nella classifica di vendita, migliaia di spettatori in Piazza Duomo, questo la stupisce o dopo cinquant’anni di carriera è il minimo che ci si possa aspettare?
Mi rende felice. E mi dà la convinzione di aver fatto, con questo disco, una cosa giusta, una cosa bella.

…e di aver seminato bene.
Sì, io ho seminato bene, ma non mi è stato mai riconosciuto. Come dicono i Pooh, questo disco “è un riconoscimento che non le è mai stato dato”. Quindi Più di me è in un certo senso un grande riconoscimento che mi hanno dato i miei colleghi. E’ venuto un disco bellissimo, ha successo e io sono contenta. Piace a tutti.

Non abbiamo ben compreso se, fatta eccezione per quello con Mina, gli altri duetti sono avvenuti in studio o ognuno ha registrato autonomamente la sua traccia?
Ho registrato dal vivo solo con Jovanotti e Morandi, gli altri hanno registrato ognuno a casa propria e poi ci ha mescolati Celso Valli. In realtà io cantavo con Mario Lavezzi, che si è anche occupato della mia vocalità.

Perché avete registrato a distanza?
Perché sono tutti occupati. Mettere insieme le persone oggi è molto difficile. La gente gira solo su Internet, ognuno ha il suo studio e non c’è più la gioia dell’incontro.

Ornella Vanoni su PopOn E non ci si perde qualcosa così?
Moltissimo, ma questa è la vita che va.

Diceva che alla sua vocalità ha pensato Lavezzi…
…sì, e tutti a dire che canto da Dio, anche i miei colleghi mi hanno mandato dei messaggi pazzeschi sulla mia voce. Dicono che è così fresca, così giovane, così moderna. Un altro, al posto mio, camminerebbe con i piedi sul soffitto.

Tra i grandi assenti c’è Gino Paoli. Ha raccontato di un’incomprensione tra voi. Di che tipo?
Ma niente, io l’ho detto a Paoli e Paoli ha detto di sì, così l’ho detto a Celso Valli e lui non sa più a chi lo ha detto.

Oltre a Paoli, ha dichiarato che in questo disco mancano Patty Pravo, Zucchero…
Sì, mi manca tantissimo Zucchero, Biagio (Antonacci, ndr), mi manca Elisa, mi mancano un sacco di persone che mi piacciono.

Questi sono i presupposti per un volume2?
Sì, ma con un’altra idea. Possono essere dei duetti, ma non sui miei pezzi. Magari lo facciamo su canzoni ripescate. Ma è presto per pensarci, la fretta è la rovina del mondo.

Di questo disco ha dichiarato di aver deciso solo il titolo, anche gli artisti non sono stati scelti da lei?
Li abbiamo scelti più o meno insieme, ho dato dei nominativi, ma poi non abbiamo avuto tempo, perché molti erano impegnati. C’è sempre una gran fretta, e la fretta non aiuta.

E’ strano pensare che Ornella Vanoni non abbia potuto chiedere del tempo in più…
Io non volevo. Ormai conosco l’industria, non vede che lavorano tutti con i tempi stretti? Mi sono lasciata andare, mi sono affidata a Rudy Zerbi (Presidente della SonyBMG italiana, ndr). La fretta è il mondo di oggi, io lavoro per un’industria e devo rispettare i tempi. E non ho voglia di litigare soprattutto.

I Pooh hanno dichiarato: “Le grandi canzoni non invecchiano mai, basta riviverle con rispetto”. Vi siete imposti questo rispetto nel riarrangiare i brani o vi siete lasciati andare?
Ci siamo lasciati andare. C’è un rispetto anche in funzione di chi è l’altro, cioè a Giusy Ferreri cosa le fai, l’arrangiamento vecchio stile di archi? La Consoli ha fatto L’appuntamento e devo dire che è stata straordinaria.

Ornella Vanoni su PopOn Nella cartella stampa ci sono le dichiarazioni di stima di tutti gli artisti che hanno duettato con lei in questo disco, tranne Mina, è l’unica che non ha scritto niente. Lei sa come mai?
Non si esprime mai.

Non la meraviglia questo?
No.

Neanche le dispiace?
No.

In questo disco si respira parecchia umiltà da parte sua. Si è accostata ai due inediti (Solo un volo e Amiche mai) come interprete pura, anche se le canzoni non le somigliano molto…
Io non ho lavorato con umiltà, io ho lavorato esponendomi per come sono oggi. Se non fosse stato così, non avrei ricevuto quei complimenti dai miei colleghi. E poi io amo le metamorfosi, pur mantenendo sempre la mia personalità, che è quella che piace.

Lei è per molti suoi colleghi una diva, si sente tale?
No, no, non mi piace neanche il termine. Sono una cantante brava, di successo, una persona amata e stimata. La parola diva è una cosa vecchia, che va bene per i giornalini da gossip: “Avere i capelli lucidi come una vera diva”.

Il suo precedente disco, Una bellissima ragazza, lo ha dedicato a Gesù. Questo ha un altrettanto nobile dedica?
No, all'epoca uscivo da un periodo difficile. Quello è un disco bellissimo, che non ha avuto il successo che doveva avere, perché ormai la bellezza non ha più successo.

Come se lo spiega?
E’ spiegabile, perché quando la gente sta per ore e ore a guardare l’Isola dei Famosi non può apprezzare un pezzo di Carlo Fava intitolato Una bellissima ragazza e così vendi pochi dischi. La superficialità impera e la gente che non sa recitare recita.

Ornella Vanoni su PopOn Non sarà che ci si sta disabituando ad ascoltare dischi inediti?
Credo che nei dischi inediti o azzecchi la canzone bestiale o niente. Ma io sono felice che mio nipote di tredici anni ascolti solo il mio disco e mi dica che è bellissimo, quindi vuol dire che ha qualche valenza e che piace a tutti. Persino a mio nipote che ascolta solo heavy metal.

Lei ascolta molto il parere della sua famiglia?
Mi diverte molto quello di mio nipote.

Il 20 dicembre su RaiUno è previsto uno show di cui sarà assoluta protagonista, cosa vedremo?
Me e Cecchetto, che mi aiuta a condurre. Poi ci saranno più duettanti possibile e forse qualche altra persona che c’entra con la mia vita, ma che non è nel disco.

Sarà un po’ il ripercorrere la sua storia?
Beh, sono morti in tanti (ride, ndr).

Il suo tour è stato annunciato per marzo 2009, lo sta già pensando?
Sì, lo sto pensando, sarà una tournée in teatro. Bisogna abbassare molto i prezzi, perché c’è una crisi enorme, quindi non ci saranno scenografie, ma delle belle luci, della bella musica e spero una brava cantante.


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