Marco Mengoni: 'Un duetto con Elisa? Forse sì, forse no...'
Scritto da Vyncent Valo
Mercoledì 28 Aprile 2010 00:00
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Marco Mengoni su Popon Intervista di Vyncent Valo

Dieci (o quasi) settimane in classifica, 50mila (più o meno) copie vendute e – per citare i primi Arbore e Boncompagni – alto gradimento continuo. Marco Mengoni e il suo Re matto, dopo il discreto successo del primo Ep Dove si vola, sono la constatazione che la musica “televisiva”, quella nata tra i banchi e i loft dei talent show, funziona e tanto. Con la vittoria in tasca di XFactor, Marco ha lasciato il segno anche sul palco dell'Ariston, dove all'ultimo Festival di Sanremo è riuscito a mettersi al collo la medaglia di bronzo con la sua Credimi ancora. Un tour de force che non sembra aver scalfito il piglio stralunato del giovane cantautore, in procinto di debuttare il 3 maggio da Milano con il suo primo tour. E con una collaborazione top secret nel cassetto.

Non ti sembra di fare tutto troppo velocemente?
È una continua corsa contro il tempo, il disco è stato fatto praticamente in meno di due mesi. Però del risultato sò convinto, sò convinto.

Sembri uno molto pignolo, invece.
Sì, lo sono. Durante le prove, poi, sono davvero uno stronzo, mi do poco. Ma amo le imperfezioni. Guarda Battisti, a volte stonava pure, però era così libero nei suoi arrangiamenti semplici. Mi si stringe lo stomaco ogni volta che lo ascolto.

E Morgan, il tuo mentore ad XFactor, lo ascolti nonostante abbia dichiarato che Credimi ancora sia un plagio di un suo inedito?
Lo ammiro comunque. È in un periodo molto difficile, non ha detto la verità su questa storia ma quella la so solo io.

C'è qualcos'altro che ti ha dato fastidio ultimamente di ciò che è stato scritto o detto su di te?
Noto qualche pregiudizio solo perché ho vinto un talent show. Vorrei dire a certe persone che Marco s'è fatto il culo come il secchio fino ad oggi, guadagnando trenta euro a sera nei peggio bar. Soldi che se ne andavano via puntualmente in colazioni e pieni di benzina.

Marco Mengoni su Popon A Ronciglione, il tuo paese d'origine, sei tornato?
Certo, a Carnevale m'hanno fatto pure il carro personalizzato, con tanto di giacca paillettata dorata che avevo addosso alla finale di XFactor. Si sono fatti vivi pure i morti.

Prego?
Sono usciti fuori cugini che prima nemmeno esistevano. Ma tanto io mi circondo sempre delle stesse persone, quelle che si fanno sentire il meno possibile ma che per me ci sono in qualsiasi momento. Io sono uno che può pure chiamarti alle tre di notte per sfogarsi.

Si è fatto avanti anche qualche autore celebre? Per Giusy Ferreri, sempre targata XFactor, la chiave di volta fu Tiziano Ferro.
Sono arrivate mani tese dai colleghi, alcuni sono stati molto ma molto carini. Purtroppo, però, non c'è stato il tempo di arrangiare i pezzi che arrivavano.

Per caso anche qualcuno di Elisa? Pare che lei abbia molto apprezzato la tua vocalità e che ti abbia proposto una collaborazione.
(Marco si fa pensieroso, ndr) Dico solo che sta nascendo una conoscenza, da approfondire. Le piacerebbe scrivere qualcosa per me, mi dà dei consigli... Ma di più non dico.

Si dice pure che tu voglia fare l'attore.
Fosse per me farei di tutto, ma per adesso mi hanno solo proposto di fare il doppiatore. Tanto, con la voce che mi ritrovo, posso pure fa’ la donna (finisce parlando in falsetto, ndr).

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