Intervista di Paola De SimonePer chi non la conoscesse, La Differenza è una band vastese composta da Fabio, Jakka, Gio’, Mattia e Davide, che ha all’attivo quattro dischi, un Festival di Sanremo e tanti chilometri macinati in giro per il mondo in nome della musica. Consapevoli di essere un’eccezione in questo sistema che brucia carriere al tempo di una canzone, questi cinque ragazzi hanno ora sfoderato una mossa insolita: dopo aver lasciato la Sony e prodotto un disco con una piccola etichetta (Universo), tornano adesso nuovamente nella multinazionale di partenza per la produzione di un ep intitolato Oltre le nuvole (nei negozi dal 6 settembre). Ecco un bell’argomento di cui parlare. Ci raccontate questo ritorno a casa Sony? E’ stato un ritorno consapevole. Abbiamo fatto un lungo percorso e siamo passati attraverso strade impervie, delusioni e gioie, e tutto questo è servito a farci maturare sia musicalmente che come persone. E con la consapevolezza di uomini quali siamo oggi, abbiamo scelto di tornare in una major perché ci dava la possibilità di lavorare in maniera serena, libera e per assurdo indipendente. Indipendente? Sì, perché loro credono molto nel progetto e ci lasciano liberi di fare come vogliamo, quindi possiamo proporre la musica che facciamo senza interferenze di fondo. Fateci capire, avete lasciato un’etichetta indipendente per stare con una major che si comporta da indipendente? Sì, perché abbiamo capito che, da indipendenti, è impossibile arrivare oltre il punto dove siamo arrivati, per cui per andare oltre le nuvole ci voleva per forza la Sony. Tutto il percorso indipendente che abbiamo fatto è stato un percorso dal profilo artistico forte e soprattutto una boccata d’ossigeno, perché ha rappresentato la libertà ritrovata dopo l’esperienza di Sanremo, contro la depressione motivata dall’essere stati lavorati non come avremmo voluto. Stare con un’indipendente in quel momento storico ci ha offerto la possibilità di non scoppiare e di continuare a credere nel nostro sogno. Come avete convinto la Sony a riprendervi? E’ stato più facile di quello che pensavamo! In realtà le multinazionali hanno bisogno di band come La Differenza, cioè band composte da veri musicisti, da persone che sanno scrivere le canzoni, che sanno portare in giro la propria musica e che credono in quello che fanno. Quindi non li abbiamo conviti, ma ci siamo incontrati a mezza strada.
Nel comunicato di presentazione di questo ep si parla di una nuova Differenza, cos’è cambiato? L’apparenza, perché siamo diventati più bravi a suonare e a comporre (sorridono, ndr). Il nostro percorso evolutivo, umano e professionale, ci ha portato oggi a essere migliori, anche nel comporre le canzoni. Così pure la nostra musica è cambiata, ma solo nell’apparenza appunto, perché nella sostanza è sempre quella di cinque ragazzi che hanno creduto e credono ancora che la musica sia al primo posto. Oggi sappiamo che questa forza l’abbiamo ancora viva, forte, presente, reale e concreta. Avete spesso dichiarato che la musica per voi è sperimentazione, esplorazione. Cosa avete esplorato negli ultimi anni e quali sperimentazioni avete fatto? In questi ultimi anni abbiamo avuto la possibilità di girare molto e di conoscere tanti altri musicisti, e lo abbiamo fatto in libertà, quindi senza la costrizione da parte di case discografiche. Ecco perché in alcune canzoni di questo disco abbiamo collaborato con altri musicisti che non fanno parte de La Differenza, ed è la prima volta che succede, perché noi ci siamo fatti sempre tutto in casa da soli. Questa volta abbiamo collaborato con arrangiatori molto bravi, veri professionisti, quindi anche in questo senso è tutto diverso rispetto a prima. Quindi La Differenza è cresciuta e questo disco racconta un cambiamento, e dall’alto di una major come trovate il mondo della musica, è cambiato con voi o è rimasto fermo? E’ tutto diverso rispetto a qualche anno fa. In Sony c’è ancora una gran voglia di fare, purtroppo però i mezzi non sono più quelli di una volta, è tutto più difficile. Da un punto di vista culturale, e questo forse è l’aspetto che più ci interessa affrontare, notiamo che soprattutto in televisione c’è un appiattimento verso il basso, assolutamente tragico. Ma noi siamo fiduciosi nel futuro e nei giovani, e per giovani intendiamo anche i cinquantenni, perché quando la classe dominante italiana sarà andata in pensione, ci sarà la possibilità di cambiare davvero le cose. Sento odor di politica in questa risposta. A proposito, come vivete il periodo difficile che sta attraversando l’Italia? Chi è al governo dovrebbe fare l’interesse di tutti, mettendo al secondo posto i tornaconti personali, purtroppo in Italia funziona esattamente al contrario e quindi quei pochi che sono lì fanno i loro interessi, che non sono gli interessi di tutti. Di conseguenza molti finiscono con il soffrire, anche noi artisti soffriamo: gli spazi sono sempre meno, chi ha davvero qualcosa da dire ci prova quelle due o tre volte, per poi rendersi conto che è troppo difficile scalare la montagna, e così si torna nel proprio paesino e si decide di abbandonare. Noi in questo senso siamo un’eccezione, non abbiamo mollato mai e pensiamo che ormai sarà difficile che molleremo, crediamo davvero in quello che facciamo. Siamo qui guardinghi, aspettiamo al varco la nazione, perché prima o poi anche questa Italia si sveglierà. Andare oltre le nuvole è anche una fuga da tutto questo? Noi siamo fuggiti, è vero, dopo quel Festival di Sanremo siamo fuggiti, ma per tornare. Se noi fossimo rimasti in Sony dopo il Festival, oggi non saremmo qui a parlare, perché saremmo finiti per bruciarci all’interno di una multinazionale che non ci avrebbe fatto fare più niente. Invece siamo fuggiti per migliorare, per fare nuove esperienze e per tornare ben più forti e consapevoli delle energie che abbiamo. In fondo la fuga deve prevedere un ritorno, altrimenti non è fuggire, ma è scomparire.
Avete scelto un ep perché non avevate più di sette canzoni convincenti? No, è stata una scelta strategica, i brani ci sono, anzi ce ne sono tanti e anche di più belli. Forti della maturità acquisita, però, non abbiamo voluto commettere gli errori del passato, così abbiamo pensato che era meglio esporsi in maniera oculata questa volta, far girare un sunto di quello che siamo diventati e vedere quanto si ha voglia di investire in quello che siamo. E poi oggi giorno parlare di ep, di album, di singoli ha perso di significato. Pensate a Vasco che pubblica singoli su Facebook… …a proposito di Vasco, qual è il vostro giudizio sul suo comportamento dell’ultimo periodo? Vasco è uno dei più grandi artisti che esistono in Italia! Noi non lo abbiamo mai giudicato come persona, ma sempre e soltanto come artista e quindi, come tale, Vasco ha scritto le più belle canzoni degli ultimi trent’anni della musica italiana. Negli ultimi anni avete girato il mondo in furgone suonando le vostre canzoni. Risalirete sul furgone dopo la promozione di questo disco? Sicuramente. Adesso ci attendono degli show case in giro per l’Italia, tra settembre e ottobre, presentiamo il disco e lo suoniamo in unplugged, e poi si torna in furgone per forza, anche perché, essendo di Vasto ed essendo una band, quando ci dobbiamo muovere dobbiamo farlo per forza in furgone (sorridono, ndr). Tornerete a girare il mondo o vi fermerete in Italia? Beh, avendo fatto questo disco con Sony Italia, suoneremo sicuramente molto qui. Non andrete oltre le nuvole, allora. A proposito, lasciamoci parlando del titolo di questo disco? Negli ultimi quattro anni le esperienze e le emozioni più belle non le abbiamo vissute in Italia, ma in viaggio oltre le nuvole, appunto, negli aerei che abbiamo preso per spostarci da una parte all’altra dell’Europa, e anche in Thailandia o come quando siamo andati a Cuba... Ed eravamo oltre le nuvole quando, soli con noi stessi e con le nostre emozioni, abbiamo deciso che non era il momento di mollare. E, infatti, eccoci qui con un nuovo album. 12 settembre 2011 Vai alla pagina de La Differenza Vai alle altre Interviste Condividi |
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Scritto da Paola De Simone
Domenica 11 Settembre 2011 00:00
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Intervista di Paola De Simone
Nel comunicato di presentazione di questo ep si parla di una nuova Differenza, cos’è cambiato?
Avete scelto un ep perché non avevate più di sette canzoni convincenti?