Intervista di Marzia LucariniDifficilmente Giordana Angi dimenticherà il giorno in cui ha compiuto diciotto anni. Proprio nella stessa data, infatti, lo scorso 12 gennaio, ha superato l’audizione finale di Sanremo Social ed è entrata così a far parte del gruppo dei Giovani del Festival di Sanremo. Nata a Vannes, in Bretagna, e trasferitasi quasi subito ad Aprilia, Giordana cresce frequentando la scuola in Italia e in Francia. Già da bambina inizia ad appassionarsi di musica e perfeziona l’inglese proprio traducendo i testi delle canzoni. Studia canto jazz, prende lezioni di pianoforte e chitarra e inizia già dall’età di quattordici anni a scrivere dei brani. E’ proprio con uno di quelli creati per primo, Incognita poesia, che si è aggiudicata un posto al Festival di Sanremo e con il quale spera di coronare un sogno: dedicarsi completamente alla musica. Cominciamo dal tuo nome: a Sanremo Social ti sei presentata come Dana Angi, chiaro diminutivo di Giordana, nome del quale tra l'altro ti sei riappropriata subito. A cosa è dovuta la breve vita del tuo nome d'arte? E’ stato solo un errore dell’amica che mi ha iscritto a Sanremo Social, non so per quale motivo abbia scritto Dana! Io voglio continuare a usare il mio nome per esteso, anche se in rete si legge dappertutto Dana. Che ne pensi della modalità di reclutamento dei giovani che è stato utilizzato quest’anno dagli organizzatori del Festival? Non ho seguito molto da vicino le polemiche che hanno riguardato il regolamento del Festival, anche perchè non credevo davvero di riuscire a essere ammessa. Sinceramente me lo sono studiata bene solo ora. Mi dispiace che Sanremo Social sia stato visto come una sorta di talent, personalmente l'ho vissuto come lo strumento che mi ha consentito di approdare al Festival. Grazie alla diffusione in rete e alle votazioni della gente che segue la manifestazione, arriviamo a Sanremo che già ci conoscono un pò, quindi è davvero un’opportunità in più. Io non ci credevo, eppure sono la dimostrazione vivente che si può almeno approdare fin qui senza alcun aiuto. Poi, ovviamente, dovrò dimostrare di valere qualcosa. Gianni Morandi e il gruppo d’ascolto che ti ha scelto, ti hanno definita “la nostra scommessa”. La tua esibizione piano e voce li ha rapiti, e il tutto senza alcun appoggio di etichette e produttore. Come ti fa sentire? Ne sono molto felice. Cantare è quello che voglio fare. Il mio sogno ed il mio obiettivo è quello alzarmi la mattina per potermi recare in uno studio vero, non nella mia cameretta. Avere a disposizione dei musicisti e degli strumenti con cui poter realizzare le mie idee.
Invece finora come ti sei organizzata? Con una semplice ed enorme tastiera, che ho ancora a casa e un Mac del '95, comprato quest’estate con quanto guadagnato a seguito di alcune serate in vari locali di Latina. Quattrocento euro investiti in un pc e in un microfono da attaccare alla mia tastiera, che mi hanno permesso di cantare e registrarmi. Immagina la sensazione che ho provato entrando in uno studio in cui ho avuto a disposizione Ennio Morricone e un’orchestra vera di trentatré elementi. Vedere il mio nome sugli spartiti e respirare l’entusiasmo nell’esecuzione del mio brano mi ha emozionato profondamente. Per non parlare dell’esecuzione del pezzo con gli archi. La canzone Incognita poesia è ispirata a un amore che hai vissuto a 15 anni. Perché dici che quell’incontro ti ha cambiato la vita? Si è trattato della prima persona che mi ha fatto battere davvero il cuore, per la quale ho cominciato a vivere e ad agire, ma che non corrispondeva i miei sentimenti. Da qui odio e amore nei suoi confronti senza una vera spiegazione. Perchè provo questo? “Perchè soldati brividi mi attraversano in ogni momento...” Ti sei appassionata alla musica anni 60/70 ascoltando i vinili di tuo padre che giravano per casa. Quanto c’è di quella musica, soprattutto jazz e blues, nelle tue canzoni? Molto. In Incognita poesia per quanto si tratti di un brano pop è evidente la struttura blues, ci sono delle note di pianoforte e degli accordi rigorosamente blues. Nasco da li, la mia insegnante di canto è una cantante jazz, è il genere con cui sono emersa e che sento a me più vicino. Quello più selvaggio, dove c’è più improvvisazione: parti con un tono e finisci con un altro! Mi permette di esprimermi al meglio. Hai vinto nel 2009 il concorso “Dilettanti che coraggio”, interpretando Bugiardo e incosciente di Mina. Sappiamo che è il tuo mito nel panorama italiano. Hai altri riferimenti? (ride, ndr) A Natale ho ricevuto il dvd di Adele e quella è diventata la colonna sonora della mia vita. Impazzisco per lei, anche se la mia insegnante non vuole che l’ascolti perchè devo concentrarmi su di me e sulle mie potenzialità. Di fatto l’ho portata sempre con me, anche all’audizione l’avevo in cuffia, anche perché non volevo sentire cosa diceva Morandi. Ho saputo di essere passata sentento i piedi di mia sorella battere dal piano di sopra. Mi ha detto: ”Se batto i piedi, significa che sei passata!” Tra gli artisti italiani che partecipano al Festival chi stimi di più? Sicuramente Noemi, mi piace tantissimo e anche umanamente è una persona che c’è, che è presente. Ma anche Dolcenera, Matia Bazar, Renga.
Quali delle cento canzoni che hai nel cassetto confluiranno nel tuo album d’esordio? Ce ne sono cinque o sei cui sono molto legata, Avviene ad esempio... ma ci sto ancora lavorando. Incognita poesia è quella più risalente nel tempo, cui sono molto legata, ma vorrei inserire anche pezzi più recenti, che sono il segno del mio cambiamento. Hai preso lezioni di canto jazz, imparato a suonare piano e chitarra; c’è qualcosa che ti prometti di intraprendere per la tua formazione dopo l’esperienza del Festival? Vorrei perfezionarmi proprio col pianoforte, per essere in grado di prendere uno spartito in mano, di qualunque genere, e suonarlo. Questo obiettivo devo assolutamente conseguirlo, anche perché sono molto ambiziosa! Il mio sogno non è solo entrare in una sala con delle idee da far eseguire ma avere la preparazione per metterle in pratica anche da sola. Un artista completo è colui che ha delle intuizioni ma anche una buona capacità tecnica che gli permetta di realizzarle. Poi, ovviamente, continuerò a studiare canto. Li non si finisce mai di imparare, se non arrivi a intonare una nota, ci puoi lavorare, ti puoi perfezionare. Se il Festival non dovesse soddisfare le tue aspettative...? Il mio obiettivo principale è incidere il mio disco, a prescindere da come andrà il festival di Sanremo e lavorerò esclusivamente in vista di questo. Mi dedicherò alla musica a costo di mettermi a suonare sotto la metro! Non mi pongo problemi di alcun tipo pur di fare quello per cui sono nata e la mia famiglia, che mi appoggia in tutto e per tutto, lo sa. Perché Giordana è questo, Giordana è musica, pianoforte, è quella che tira fuori la chitarra per strimpellare in una serata tra amici. Non potrei fare a meno di questo, significherebbe snaturarmi e rimettere in discussione tutta la mia vita. 8 febbraio 2012 Vai alla pagina di Giordana Angi Vai alle altre Interviste Condividi |
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Scritto da Marzia Lucarini
Mercoledì 08 Febbraio 2012 00:00
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Intervista di Marzia Lucarini
Invece finora come ti sei organizzata?
Quali delle cento canzoni che hai nel cassetto confluiranno nel tuo album d’esordio?