Erica Mou e il peso delle aspettative
Scritto da Mara Pitari
Domenica 12 Febbraio 2012 00:00
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Erica Mou su PopOn Intervista di Mara Pitari

Chitarra in mano e una valanga di idee, Erica Mou compone da sola le sue canzoni. E dopo il disco d’esordio E’, la candidatura al Tenco e una trasferta americana per il progetto Puglia Sounds, la cantautrice di casa Sugar, da Bisceglie salirà direttamente sul palco sanremese. Al pubblico propone Nella vasca da bagno del tempo. Il brano, autobiografico, rientrerà nel disco E’ con un repackaging, ma lei guarda oltre: la canzone «per me è la proiezione di un suono futuro». Un futuro sul quale, Erica ha le idee chiare. Non ci resta che attendere.

Erica, come è nata Nella vasca da bagno del tempo e quali sono stati i passi che ti hanno portato fino al palco dell’Ariston?
La canzone è nata la scorsa estate, svincolata dall’idea di Sanremo. L’ho scritta in un momento in cui stavo riflettendo sul tempo che passa, sul fatto che stavo crescendo e che per la prima volta riuscivo a dire espressioni come “quindici anni fa” che mi facevano sentire una persona diversa. L’Ariston, invece, è stato una conquista ottenuta con il Sanremo Social. La scelta di partecipare è stata presa insieme con la mia etichetta. Ci abbiamo provato ed è andata bene, sono molto contenta!

Sei l'autrice sia del testo che della musica. Quale dei due aspetti ha avuto più peso nella scrittura?
Parto da uno spunto che può essere una melodia o una frase che ho in testa, ma poi musica e parole si costruiscono insieme. Credo che questo sia il modo migliore per comporre o almeno il modo migliore in cui io riesco a farlo.

In un periodo in cui tutti cantano della giovinezza, della voglia di non diventare mai grandi, della precarietà del lavoro e dei sentimenti, tu dici “io voglio diventare vecchia, /con le rughe tatuate / a ricordarmi quanto è stato bello […] e voglio farlo insieme a te”. Perché?
Ho cominciato a pensare al tempo e alla paura che abbiamo di affrontarlo. La gente sembra sempre restia a usare l'aggettivo "vecchio" che, secondo me, invece, non ha nulla di fastidioso. E poi c'è l'amore, che è qualcosa che ci può salvare dal tempo che passa, facendocelo vivere in una maniera più sana. La canzone racconta di questo.

Che ti aspetti dal festival?
Procedo piano con la fantasia. in questi momenti mi sembra che tutto sia sull'orlo di un dirupo. Arrivare qui è stato già tanto. Sanremo lo scelgo come un investimento per il futuro, una speranza di poter continuare a suonare ancora per tanti anni.

Erica Mou su PopOn Che impressione hai avuto delle selezioni e di come sono state condotte quest'anno?
Credo che il fatto di poter far ascoltare le canzoni in anticipo sia stato un grande vantaggio per noi giovani che non abbiamo tante possibilità di esibirci. Così da subito abbiamo potuto avere un riscontro da parte del pubblico. Poi, tutto ciò che si svolge tramite votazioni ha sempre un risvolto un po’ negativo ma c’è il peso della giuria che bilancia le cose.

Caterina Caselli ti sta dando dei consigli?
Lei non è mai invasiva con le sue opinioni che sono sempre presenti, ma tutto avviene in maniera spontanea e naturale. Con Caterina è un insegnamento continuo, soprattutto perché ci fa conoscere la sua esperienza diretta di artista, un punto di vista molto utile.

Durante Sanremo Social tu sei stata votata sia dalla rete che dal gruppo d'ascolto. A cosa attribuisci questo plebiscito: alla bellezza della canzone, alla notorietà del tuo nome o al tuo talento?
Per quanto riguarda il voto su Internet, sicuramente un peso importante l’ha avuto la gavetta fatta finora: è impossibile che uno ascolti tutte le canzoni partecipanti, quindi conta molto il sostegno dei fan. Con i concerti ho avuto la possibilità di incontrare tante persone che mi seguono e che condividono i pensieri delle mie canzoni. Se sono arrivata fin qua, molto lo devo a loro!

La partecipazione a Sanremo la consideri un po’una sorta di rivincita dopo l’esclusione al Tenco?
Sì, in quell’occasione mi è dispiaciuto molto non essere arrivata fino in fondo. Capisco le motivazioni della giuria (il disco È non poteva essere votato come “opera prima” perché fu preceduto nel 2009 dall’album Bacio ancora le ferite, ndr) anche se per me E’ è il mio disco d’esordio, mentre Bacio ancora le ferite, non essendo mai uscito nei negozi, non ha mai avuto la strada e la vita che meritava. Essere fra i finalisti del Tenco per mezza giornata è stato comunque emozionante. Spero, però, che chiariscano meglio il regolamento.

Erica Mou su PopOn Hai avuto modo di ascoltare anche i brani degli altri giovani in gara. Pensi che il livello di quest'anno sia buono?
La cosa che mi ha stupito è la scelta eterogenea da parte della giuria. Questa secondo me è sempre una carta vincente per una direzione artistica che deve dare la propria impronta ma deve lasciare agli ascoltatori anche la possibilità di trovare il loro brano preferito.

Raphael Gualazzi, anche lui della Sugar, lo scorso anno vinse. Senti il peso di questo confronto?
Lui è un bravissimo musicista, ma siamo totalmente diversi. Sento il peso di una scelta artistica, piuttosto, e delle aspettative di un‘etichetta che lavora molto sulla qualità della musica che propone.

Qualcuno in rete ha anche detto che tu eri raccomandata dalla Sugar, cosa risponderesti a queste "malelingue"?
(Ride, ndr) Risponderei prima di tutto che non ho nessun rapporto di parentela con la famiglia Caselli-Sugar. Ho fatto un provino, se Caterina Caselli ha voluto investire su di me, pensava di farlo in buona fede. Poi ho saputo di essere ammessa solo all’ultimo, guardando la televisione. Penso si sia sollevato un polverone inutile, ma credo di non aver fatto nulla di male.

Come immagini il tuo futuro musicale dopo Sanremo?
È veramente difficile capire cosa cambierà. Tutti dicono che è un’esperienza che da subito fa vedere i suoi frutti. Io ho sempre pensato sin dall’inizio che tutto dovesse essere affrontato a piccoli passi, tappa dopo tappa. Spero che dopo Sanremo io possa continuare a crescere sempre, salendo un gradino alla volta, che poi è anche il modo migliore per non perdere tutto all’improvviso. Se il disco piacerà, vorrei dedicarmi subito al successivo.

12 febbraio 2012


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