Bidiel: tre ragazzi normali
Scritto da Roberto Paviglianiti
Domenica 12 Febbraio 2012 08:00
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Bidiel su PopOn Intervista di Roberto Paviglianiti

Bidiel è uno dei due gruppi in gara nella categoria Giovani del Festival di Sanremo, promosso all'Ariston dal buon esito di SanremoLab. Frontman ne è Brando Madonia, figlio del più noto Luca, e a completare il trio ci sono Davide Toscano e Luca Caruso. A pochi giorni dal debutto sanremese, raggiungiamo telefonicamente Brando per prendere confidenza con questa nuova realtà musicale e per sapere come il gruppo si sta preparando all'importante appuntamento.

Quante interviste avete fatto in questi giorni?
Sicuramente più del normale. Non siamo ancora abituati a questo tipo di pressione. Essere al centro dell’attenzione è per noi una novità, è bello, ci fa piacere. È tutto come una grande sorpresa ed è una situazione che ci incuriosisce. Il mondo che viviamo è sempre quello della musica, ma questo è un aspetto diverso dal normale; rispetto a prima qualcosa sta cambiando.

I Bidiel sono un trio, ma tra di voi si aggira anche un elemento invisibile.
Sì è vero, siamo un trio e poi c’è il quarto elemento che è mio fratello (Mattia Madonia, ndr), che è l’autore dei testi. Noi ci definiamo come le pareti di una stanza; ci siamo noi tre e dietro il palcoscenico c’è mio fratello che si occupa della parte compositiva. Suoniamo insieme da circa cinque anni, abbiamo fatto concerti in piccoli posti e nei pub, e partecipato a diversi concorsi, come Rock Targato Italia, con buoni risultati.

A Sanremo sarete in gara con il brano Sono un errore, che genesi ha avuto?
È una canzone che era stata scritta due anni fa nel periodo in cui ci esprimevamo in inglese, poi mio fratello ha fatto il testo in italiano e ci è piaciuto molto. Abbiamo dunque tentato Sanremo Lab e siamo arrivati fino in fondo al di là delle nostre aspettative. È un brano dove musica e testo sono in forte contrasto, perché il testo non è allegro, c’è come aspetto principale il fatto di sentirsi “diversi” e “sbagliati” in certe situazioni, e che nella vita tutto non è così semplice.

Cosa vi ha spinto a tentare Sanremo?
Siamo venuti a conoscenza per caso dell’opportunità di iscriverci al concorso, avevamo il brano che ci piaceva e abbiamo provato quasi per gioco. Dopo i vari provini siamo arrivati tra gli ultimi dieci gruppi rimasti in concorso, lì abbiamo iniziato a renderci conto che qualcosa poteva succedere, ma non pensavamo minimamente di poter arrivare fino al palco dell’Ariston.

Cosa pensate abbia convinto la giuria di Sanremo Lab a scegliere proprio voi?
Di preciso non lo so. Forse è piaciuto il fatto che siamo semplicemente tre ragazzi normali che suonano, con nulla di particolarmente elebaorato. Credo ci abbiano scelto proprio per la nostra semplicità. Durante il concorso qualcuno, non ricordo bene chi, ha commentato proprio dicendo “che strano, si tratta di tre ragazzi normali!”. Forse la gente non è più abituata a vedere simili realtà, sono tutti abituati a vedere delle situazioni create a tavolino; questa è l’impressione che ho avuto.

Tuo padre è Luca Madonia. Pensi che questo possa creare dei sospetti su di voi e sul vostro reale valore?
Sinceramente spero di no. Lui non mi ha mai costretto a operare delle scelte nella mia vita. Ho sempre fatto di testa mia, per i fatti miei. È chiaro che poi mi ha sempre fatto piacere fargli ascoltare le mie cose, ma poi finisce lì. Anzi, quando vedeva la mia passione per la musica crescere e quando mi vedeva suonare diceva sempre: «Ho rovinato la vita pure a lui», ovviamente scherzando. Non mi ha mai detto di provare a fare qualcosa di particolare, come un concorso, mi ha sempre lasciato libero.

State già pensando al dopo Sanremo?
L’idea di partecipare a Sanremo è un’emozione fortissima, ma la cosa più importante sarà proprio il dopo. Già stiamo lavorando all’album e la cosa più bella sarà riuscire ad andare avanti con la musica, con la nostra musica.

Quindi alla vostra partecipazione al Festival non seguirà immediatamente la pubblicazione di un disco...
Ci stiamo ancora lavorando, dovrebbe uscire verso fine maggio, è la nostra scommessa e non vediamo l’ora di registrarlo e farlo uscire, perché è la cosa più bella che può capitare a un musicista. Ci saranno pezzi stilisticamente diversi da Sono un errore, anche se l’impronta del trio rimarrà intatta.

Tra gli artisti in gara al Festival per chi farete il tifo?
A dire al verità siamo troppo concentrati sulla nostra esibizione per pensare anche agli altri artisti. Sono però curioso di ascoltare Samuele Bersani e i Marlene Kuntz, perché si avvicinano un po’ ai miei gusti.

Avete gusti comuni?
In realtà abbiamo gusti musicali abbastanza diversi e anche questo ci ha aiutato a stare insieme, perché ognuno mette dentro i Bidiel un aspetto diverso del proprio modo di intendere la musica. E questo mi è sempre piaciuto molto.

12 febbraio 2012


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