Intervista di Simone ArminioTorna a Sanremo Francesco Renga, con un brano che ammicca al rock degli esordi e senza nessuna paura di strafare. Sono sei i suoi Festival, eppure: "Sanremo è sempre un'opportunità, se la sai cogliere". Allora rieccolo sul palco dell'Ariston con La tua bellezza, preludio di un "best of" in cui per la prima volta l'ex Timoria tira le somme della sua carriera. E guarda al futuro. La tua bellezza è un brano d'amore "furioso e nobile". Come nasce? La mia canzone racconta una voglia di bellezza che credo si percepisca nel Paese. Una bellezza non più solo fisica ed estetica, ma anche "furiosa", appunto, a un livello più alto. Qualcosa di assoluto, oggettivo, filosofico, interiore… a trecentosessanta gradi, insomma. E credo che in un momento come questo, in cui di bellezza se ne vede poca (e la poca che si vede è la sua declinazione peggiore e materiale), un artista abbia il dovere di svegliare gli animi per mostrare la bellezza reale che ci circonda. Una variazione inedita sullo standard sanremese? Lo spero. Anche se a dire il vero non ho mai pensato a uno standard sanremese. Credo però che questo brano rappresenti al meglio la summa di tutte le esperienze artistiche che ho fatto in questi anni. Infatti farà parte di Fermoimmagine, un 'best of' in uscita domani. Avevi bisogno di tirare le somme? Volevo appunto un fermo immagine del passato, ma al tempo stesso mi sembrava giusto dare un'indicazione precisa di quello che ci sarà in futuro. Per questo ho inserito La tua bellezza e gli altri due inediti presenti nel disco. Sanremo arriva dopo un disco e un lungo tour insieme all'orchestra sinfonica (Orchestra e voce). Dopo la raccolta, invece, cosa ci sarà? Arriverà un nuovo tour che partirà in autunno. Non prima, perché ho appena terminato una tournée molto impegnativa. Non c'è ancora molto di pronto, ma c'è un dato: sicuramente questa canzone e le altre due sono vicine al rock più ruvido e tagliente degli esordi, perciò probabilmente questa sarà una traccia da seguire nel nuovo tour.
Il rock tra l'altro, con te e con i Marlene Kuntz, torna protagonista a Sanremo. Ancora una volta: si può fare?(ride, ndr) Si, possiamo dirlo: il rock a Sanremo si-può-fare. Angelo, vittoria a Sanremo nel 2005, ti ha portato un grande successo. Auguri a questo nuovo brano un successo simile o ne avresti timore? Non mi auguro nulla, ma mi piacerebbe che questa nuova canzone arrivasse alla gente come fece Angelo, questo al di là delle classifiche e delle vittorie. Mi auguro che arrivi in quel modo: prepotente, preciso, giusto. Nella serata dei duetti spunta El Mundo, trasposizione poco nota del brano di Jimmy Fontana. Come mai questa scelta? Il mondo è una canzone molto bella che già volevo inserire in Orchestra e voce, progetto che feci proprio in omaggio alla musica degli anni Sessanta. Alla fine non entrò per un soffio, però, vista l'occasione ghiotta, presentarlo a Sanremo mi è sembrato spontaneo. La eseguirò insieme a Sergio Dalma, un artista spagnolo che ho conosciuto durante la presentazione in Spagna di Orchestra e voce e che faceva un progetto simile con i classici della canzone spagnola. Il nostro vuole essere un omaggio alla musica italiana in lingua spagnola. Dopo un progetto live e un best of, ci aspettiamo un disco di inediti: i prossimi progetto in studio hanno già una forma? Sì, hanno già forma e anche una direzione precisa. E' quella del La tua bellezza e degli altri due inediti. Queste tre canzoni insieme rappresentano quello che sarà il percorso del nuovo disco e quello che voglio portare in studio una volta finito Sanremo Questo è il tuo sesto Festival. Il primo fu nel 1991 con i Timoria. Non hai paura della sovraesposizione da Festival? Paura mai, e per nessuno. Sanremo è una bella opportunità, se la sai cogliere. Poi con me è sempre stato generoso, perciò perché temerlo? 14 febbraio 2012 Vai alla pagina di Francesco Renga Vai alle altre Interviste Condividi |
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Scritto da Simone Arminio
Martedì 14 Febbraio 2012 22:00
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Intervista di Simone Arminio
Il rock tra l'altro, con te e con i Marlene Kuntz, torna protagonista a Sanremo. Ancora una volta: si può fare?