Intervista di Simone ArminioA Sanremo sono annoverati, con buone ragioni, nelle fila dei veterani. Sono i Matia Bazar e questo è il loro dodicesimo Festival di Sanremo. Ma oltre al brano in gara, Sei tu, che rilancia con due inediti il disco Conseguenza logica uscito l'anno scorso, c'è un elemento di novità in più: questo è il primo Sanremo dopo l'atteso ritorno nel gruppo di Silvia Mezzanotte. Ed è proprio lei a raccontarci emozioni e sensazioni di questo ritorno, in una pausa tra le prove, prima dell'esibizione di stasera. Rieccovi a Sanremo: c'era tanta attesa di rivedervi di nuovo insieme su questo palco. A voi com'è sembrato? Tornare a Sanremo ci ha fatto particolarmente piacere, anche perché non era assolutamente previsto: non pensavamo che la canzone presentata, Sei tu, fosse nella linea artistica del Festival. Contavamo, piuttosto, che fosse nella linea artistica dei Matia Bazar. E invece ci hanno chiamati, anche se molto in ritardo, come è successo a molti artisti quest'anno. La preparazione è scattata all'ultimo, ma siamo stati bravi, così eccoci qui. Il brano è il manifesto di un amore travagliato, molto femminile nell'impostazione. Quanto c'è di personale? La nostra è una canzone d'amore classica, che ha nell'inciso parole estremamente romantiche: dice "sei tu che mi hai rubato il cuore" (canticchia, ndr). Una frase antica, che però non deve trarre in inganno, poiché è perfetta per raccontare un concetto modernissimo e tipicamente femminile. Le donne, vedi, hanno una forma di masochismo: stanno bene in una storia d'amore solo se il loro uomo, oltre che amarle, le fanno crescere e soffrire. E' perciò, più in senso lato, una storia che hanno vissuto quasi tutte le donne. Domani sera, per la serata dei brani italiani famosi nel mondo, presenterete la rielaborazione di un motivo che ha fatto la storia del cinema: Parla più piano di Nino Rota. Com'è nata questa scelta?Alla base c'è l'intuizione degli organizzatori del Festival, che hanno ideato questa serata in cui invitare gli artisti internazionali a fare promozione della musica italiana all'estero. Ci hanno segnalato alcune canzoni che dovevano essere rigorosamente di autori italiani. Noi abbiamo scelto senza dubbio alcuno Parla più piano di Nino Rota, celebre tema de "Il padrino". Subito dopo abbiamo pensato di realizzarla con Al Jarreau, artista con cui da molto tempo speravamo di collaborare. Lo abbiamo contattato, lui era in Cina, gli abbiamo spedito la nostra idea di arrangiamento del brano, gli è piaciuta ed eccolo qui. In cosa si distinguerà la vostra versione? In molte cose, ma non voglio anticipare troppo. Parla più piano è una melodia che conoscono tutti, ragion per cui era difficile trovare una chiave di lettura che fosse elegante per il mondo dei Matia Bazar e che conservasse al contempo una serie di spazi di libertà per Al Jarreau. Il risultato lo scoprirete domani. Con l'occasione di Sanremo, torna oggi nei negozi Conseguenza logica, album che l'anno scorso ha scandito il tuo ritorno nel gruppo. Quali saranno le novità? Conseguenza logica è l'album che ha segnato il mio ritorno all'interno del gruppo. Tornerà nei negozi in concomitanza con la nostra partecipazione a Sanremo perché è un nostro figlio e noi crediamo ancora molto in lui. Pensiamo che meriti una platea molto più ampia, come quella offerta dal Festival. All'interno ci sarà ovviamente il brano di sanremo e poi un nuovo singolo, che si chiama Noi siamo il mondo. Spero che piacerà. 15 febbraio 2012 Vai alla pagina di Matia Bazar Vai alle altre Interviste Condividi |
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Scritto da Simone Arminio
Mercoledì 15 Febbraio 2012 00:00
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Domani sera, per la serata dei brani italiani famosi nel mondo, presenterete la rielaborazione di un motivo che ha fatto la storia del cinema: Parla più piano di Nino Rota. Com'è nata questa scelta?