Iohosemprevoglia... di suonare!
Scritto da Simone Arminio
Venerdì 17 Febbraio 2012 00:00
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Iohosemprevoglia su PopOn Intervista di Simone Arminio

La loro avventura a Sanremo, comunque vada, finirà stasera. Beh, ma cosa importa? Loro sono ottimisti di natura e poi di suonare hanno sempre voglia. Lo dice anche il nome, che è una frase lasciata a metà: Iohosemprevoglia, questo il concetto che "ognuno può continuare come vuole". Pugliesi di Monopoli, gli Iohosemprevoglia sono in cinque: Vittorio Nacci, Silvio Pellicano, Nicola Vitti, Roberto Mastronardi e Onny Allegretti. Li incontriamo a margine della loro esibizione. Quel che segue è quanto ci hanno detto.

Gli Iohosemprevoglia nascono punk, dieci anni fa. Come approdano al Festival del bel canto?
Durante il percorso ci sono state molte evoluzioni e cambi di line-up. Quello che vedi, però, è sempre stato il nucleo principale. Sul nostro stile: a un certo punto della vita musicale del gruppo abbiamo deciso di intraprendere la strada del pop rock: perché piace e soprattuto perché ci piace.

Non siete nuovi a Sanremo, d'altronde: già nel 2008 tentaste la via di SanremoLab, arrivando in semifinale.
Avevamo una canzone che piaceva perché faceva un po' opera rock, perlomeno a sentire chi ci giudicava, Siamo arrivati fino alla semifinale, poi ci hanno rispediti a casa. Quel brano adesso non lo suoniamo più, è stato un decesso naturale: come se l'avessimo digerito. Quest'anno ci abbiamo riprovato: è andata bene.

Iohosemprevoglia Il vostro nome è una frase tronca: come diamine vi è venuto in mente?
(ridono, ndr) Il nostro è un messaggio di positività. In questo periodo di crisi, se non hai la voglia non arrivi nemmeno a fine mese. Perciò noi ci mettiamo la voglia… a voi il resto della frase, che ognuno può continuare come vuole.

Venite dalla Puglia, regione che negli ultimi anni è diventata una vera e propria fucina musicale e che però per lungo tempo non lo è stato. Come è successo?
Già prima di Puglia Sounds, e dei vari progetti che hanno incentivato la creatività, negli ultimi anni la Puglia era in fermento. Che dire, per noi è un po' come la Firenze new wave degli anni Ottanta, con i Litfiba, i Diaframma e tutto il resto. Direi però che bisogna sfruttare questo buon momento. Ragion per cui invitiamo vivamente tutti i gruppi pugliesi a farsi sentire!

Ad esempio due anni fa, da queste parti, si sono fatti valere i La Fame di Camilla…
…Che sono molto bravi e continuano a suonare e hanno ancora il loro seguito, perciò vuole dire che sono piaciuti.

Nel 2010 è uscito il vostro primo disco autoprodotto. Da pochi giorni lo stesso disco è stato rieditato dalla Sony: stavolta si fa sul serio?
C'è da dire che quel disco non era propriamente uscito, perché era stato stampato soltanto in trecento copie, regalate poi ad amici e parenti o vendute ai concerti, senza distribuzione né etichetta. Quello stesso disco, composto da tredici brani, quattordici su iTunes, è arrivato nei negozi soltanto ieri, remixato, rimasterizzato, abbellito e poi riconfezionato, con in più l'aggiunta del pezzo che portiamo a Sanremo. Speriamo vada bene.

Questo è un palco fin troppo particolare. Cosa rimane impresso nella memoria dopo il debutto sul Teatro Ariston?
L'emozione, prima e dopo, è molto forte. Poi, però, quando sei sul palco ti accorgi che anche questo è un palco come tutti gli altri. Non vedi le telecamere, ma la gente che hai davanti. E suoni. E siccome il palco è la nostra casa, e il live ci piace da morire (sono nove anni che suoniamo insieme), ci siamo divertiti anche qui. Speriamo solo che anche a casa il nostro brano sia piaciuto, e che Sanremo ci aiuterà a suonare dal vivo: è la nostra missione|
17 febbraio 2012


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