Intervista di Paola De SimoneUn paio di settimane fa la redazione di PopOn vi ha chiesto di scegliere chi avrebbe dovuto intervistare. Un gesto di coinvolgimento e di affetto verso voi che leggete assiduamente o anche incidentalmente questo web-giornale. Gli artisti maggiormente richiesti sono stati Pacifico, Paolo Meneguzzi e gli Aram Quartet. Per questi ultimi non vi siete risparmiati e nel giro di pochi giorni la casella di posta di PopOn è stata presa d'assalto. Il messaggio era arrivato forte e chiaro e a quel punto non restava che mantenere la promessa. Così abbiamo raggiunto il gruppo salentino e, grazie a voi, è nata questa intervista. Ci raccontate il giorno dopo la vittoria di "XFactor"? E' stata sicuramente una situazione surreale quella in cui ci siamo ritrovati nel giorno immediatamente successivo la vittoria, un po’ per la mancanza di sonno legata ai festeggiamenti ufficiali e ufficiosi e un po’ perché si era tutti increduli. Ci guardavamo come se stessimo vivendo continuamente un sogno che ci teneva impegnati nel fare quello che per una vita abbiamo desiderato fare: i musicisti, dunque fare musica come ogni giorno prima di "XFactor", ma farlo per mestiere e riuscire a viverci, oltre che a sopravviverci. Passati i festeggiamenti avete iniziato subito a lavorare al disco? Sì, immediatamente. Abbiamo goduto di quella situazione per due o tre giorni, tra interviste e tutto il movimento mediatico che c’è stato, e poi siamo entrati in studio. Siamo rimasti a Milano a registrare dal Maestro Lucio Fabbri e abbiamo iniziato subito a fare un lavoro di ricerca su quella che sarebbe stata la scaletta dei brani da inserire nel disco e poi subito abbiamo iniziano a registrare.
Come vi ha accolto il Salento al vostro rientro?Durante l’esperienza televisiva che ci ha tenuto chiusi in un loft, abbiamo avuto modo di scappare in Salento un solo giorno, per le votazioni. Quel giorno avevamo assaporato l’affetto incredibile che il pubblico ci stava dando, avevamo iniziato a percepire il sostegno grande di chi condivideva con noi l’ansia di quella gara. Però era stato appunto solo un piccolo assaggio. Appena siamo tornati a casa, dopo il lieto fine di quella avventura, però, abbiamo toccato con mano e goduto completamente di tutto quell’affetto, che nel frattempo era cresciuto. E' stata una delle sensazioni più belle. Le promesse di “XFactor” sono state mantenute: state davvero lavorando con un budget di 300mila euro? Chiaramente i soldi non li vede nessuno. E' appunto un budget. Abbiamo un contratto discografico del valore di 300mila euro, che sicuramente verrà rispettato dalla casa discografica nel migliore dei modi. Noi ci sentiamo coccolati da SonyBMG, ci viene lasciata libertà anche dal punto di vista creativo e questa è la cosa che più ci premeva sapere e che più ci preoccupava prima di iniziare quest’avventura discografica. Però notiamo con piacere che tutto va come dovrebbe. Allora il primo impatto discografico è stato buono? Assolutamente. Ora ci siamo inseriti nel mercato discografico, il resto non dipende più dalla coerenza della casa discografica, che in quanto major non è discutibile, né tantomeno da noi e dalla nostra dedizione, che è sinceramente fuori discussione. Ora tutto dipende da quanto il pubblico apprezza quello che facciamo, da cosa proponiamo, da quanto il pezzo possa piacere alle radio e quindi essere trasmesso. In quanto progetto Aram Quartet, in quanto vocal band, in quanto novità nel panorama musicale italiano per la struttura della formazione, sappiamo che non è un progetto facile, per questo va costruito, curato e migliorato nel tempo. E' vero, e con un budget così potete permettervelo e lavorare senza restrizioni. Questo sì, tanto che proprio per restare sulla cresta dell’onda e uscire immediatamente con un regalo per il pubblico che ci ha sostenuto a "XFactor", la casa discografica ha ben pensato di incidere una bomboniera di cover per fotografare l’esperienza precedente e per avere un lavoro da promuovere questa estate. Tutto questo per non farci lavorare in maniera affrettata al disco di inediti, visto che abbiamo bisogno di mesi di tempo per prepararlo.
Un’idea che è stata sfruttata anche per i vostri colleghi di XFactor, avete ascoltato i loro dischi?Sì, abbiamo acquistato il disco di Emanuele Dabbono, di Giusy Ferreri, di Ilaria e dei Cluster. Sinceramente l'album dei Cluster abbiamo avuto modo di ascoltarlo in anteprima, perché sono amici e ci frequentiamo. Comunque li abbiamo apprezzati tutti quanti, ognuno in base alle proprie caratteristiche ha reso il meglio in questi lavori discografici, che tra l’altro tutti siamo riusciti a far uscire nel più breve tempo possibile, con non poca fatica. All’interno del booklet del vostro disco ci sono alcuni giochi di parole intorno al titolo chiARAMente, il tutto è firmato Morgan. Quindi è stato lui a dare il titolo all’album? Praticamente sì, anche se in realtà è stato il frutto di un delirio nato da una notte di scherzi telefonici: noi eravamo nel nostro albergo e lui a Monza, a casa sua, e si chiacchierava sul titolo possibile di questo disco. Noi avevamo pensato a rARAMente e lui ha proposto chiARAMente, perché cantiamo in maniera forte e chiara e quindi poteva essere più adatto. Poi lui inventava un significato noi ne proponevamo un altro e da questo scambio di folli idee è nato tutto quel delirio che è riportato nel booklet. La produzione è di Lucio Fabbri, gli arrangiamenti sono vostri e di Morgan, chi altri è stato fondamentale per l’ottimale riuscita del disco? Beh, sicuramente tutta la struttura SonyBMG, i nostri discografici, i nostri promoters, la stylist, il fonico in studio Alessandro Marcantoni, che ha lavorato a stretto contatto con Lucio Fabbri e che ci ha sopportato per tutto il tempo, fino alle tre, le quattro del mattino quasi ogni giorno. E tutte le persone che hanno seguito da vicino queste due settimane di lavoro intenso. La collaborazione con Morgan proseguirà o è previsto un distacco? E’ difficile capire quanto sarà possibile una così stretta collaborazione, ma per una questione pratica e non di volontà. La volontà c’è da parte nostra quanto da parte sua, lui è una sorta di padrino artistico per noi e noi siamo suoi pupilli, quindi è chiaro che abbiamo voglia di lavorare insieme e poi ci divertiamo a farlo. Ma noi ci inseriamo adesso nel mercato discografico, lui lo fa da anni, quindi noi con il nostro progetto, lui con il suo, saremo presi sicuramente da tantissimi impegni. Quindi limitatamente ai suoi impegni, ai suoi dischi, ai suoi concerti, ai Bluvertigo alla sua carriera da solista, nonché limitatamente ai nostri impegni di Aram Quartet, cercheremo sempre e comunque di mantenere un contatto con lui, che poi sia di consulenza artista o che continui a essere di produzione artistica questo ancora è troppo presto per dirlo. Bisognerà vedere il tempo quali sorprese riserverà.
Questo vale anche per il disco che uscirà in autunno o qualche certezza l’avete?Sicuramente Morgan ci sarà, ma non sappiamo se nel ruolo di co-produttore come lo è stato per questo disco o in quello di produttore artistico assoluto o se lavorerà come arrangiatore o verrà semplicemente a trovarci quando avrà tempo. Magari i suoi impegni con i Bluvertigo lo porteranno lontano dallo studio di incisione e quindi non riuscirà a garantirci la presenza e neanche la sua consulenza. Ci sembra di intuire che per questo disco siano ancora tante le cose da decidere. E’ tutto da decidere. Ci sono solo idee nell’aria, anche se ben chiare, ma sono tante e quindi vanno valutate. Comunque nei prossimi giorni, per quanto questo tour promozionale estivo ce lo permetta, ci daremo appuntamento in un fantastico trullo, in mezzo alle campagne salentine, proprio per provare. Organizzeremo sassion di prove con amici musicisti per buttare giù delle idee, perché a questo punto abbiamo voglia di far venir fuori la nostra vena creativa, quella che il pubblico ha avuto modo di conoscere e apprezzare solo sugli arrangiamenti delle nostre cover. Adesso è arrivato il momento di far sentire quello che riusciamo anche a scrivere. Sempre in nome di quella libertà che la vostra casa discografica vi sta dando… Certo. Da parte nostra c’è questa volontà, ma chiaramente c’è un continuo lavoro di interscambio con la SonyBMG che ci propone le sue idee, idee provenienti da autori di prestigio, nomi importanti del panorama musicale italiano. E tutto questo confluirà nelle scelte definitive che poi troverete nel disco. Le atmosfere prevedete che saranno quelle che conosciamo? Resterete fedeli a voi stessi? L’impatto vocale sarà sicuramente lo stesso. Il sound degli Aram Quartet non sta nell’arrangiamento musicale, ma in quello vocale, la nostra musica non richiede un arrangiamento troppo ricco di strumenti per lasciare spazio alla creatività dal punto di vista dell’arrangiamento vocale. E continueremo così. Quando uscirà il disco? Non crediamo di farcela per la fine del 2008, ma per gli inizi dell’anno nuovo sarà sicuramente pronto.
Diciamolo per i ragazzi che sognano un futuro come il vostro. Quanto studio c’è dietro gli Aram Quartet?Anni di studio e la formula è una sorta di unione tra istinto, studio e dedizione. Noi quattro abbiamo sentito l’esigenza di esprimerci con la musica sin da bambini e quindi pensiamo che alla base ci sia una sorta di urgenza istintiva, quindi innata. Però per essere precisi in questa attività musicale, sin da ragazzini abbiamo ritenuto opportuno studiare e renderci all’altezza di una situazione professionale, quale avrebbe potuto essere e nella quale ci stiamo ritrovando. Quindi ci vogliono sicuramente caparbietà, determinazione e studio a non finire. Un gruppo vocale ha bisogno di una competenza tecnica di base, che qualora non ci fosse, toglierebbe credibilità alla formazione. Allo stesso tempo non può non esserci il cuore, altrimenti il pubblico non si emoziona. Quindi è un mix di forma e contenuto, perché è vero che deve esserci il contenuto, ma è vero pure che per dar forma al contenuto occorre una buona tecnica. Come sta andando la promozione live? E’ decisamente la cosa più appagante di questo periodo. La risposta del pubblico alle nostre esibizione live ci dà la maggiore soddisfazione, perché il pubblico risponde molto bene. Essendo noi alle prime armi in questo mestiere, a questo livello chiaramente, ci sono momenti in cui abbiamo delle preoccupazioni su come andrà la nostra carriera, su come andranno le vendite, cose che hanno poco a che fare con l’arte, ma tanto col vivere. In quei momenti l’unica certezza ci arriva dal pubblico, dall’affetto, dal calore, dalle ragazze dai 15 ai 40 anni che vengono ad aspettarci sotto il palco, che ci vengono a rintracciare in albergo, che ci mandano migliaia di mail al giorno, lettera a casa.. insomma siamo veramente soddisfatti e stimolati da tutto questo. Speriamo che non sia una parentesi e lavoreremo perché non lo sia. A proposito di questo, giorni fa abbiamo chiesto ai navigatori di PopOn di scegliere l’artista che avremmo dovuto intervistare, a gran voce hanno risposto Aram Quartet. A questo punto lasciamoci con un pensiero per questi vostri fan grazie ai quali siamo qui a chiacchierare. Sono loro che ci rendono felici in questo periodo. I fan sono la nostra linfa vitale, la nostra unica certezza. Vai alla pagina degli Aram Quartet Vai alle altre Interviste |
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Scritto da Paola De Simone
Lunedì 28 Luglio 2008 08:00
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Intervista di Paola De Simone
Come vi ha accolto il Salento al vostro rientro?
Un’idea che è stata sfruttata anche per i vostri colleghi di XFactor, avete ascoltato i loro dischi?
Questo vale anche per il disco che uscirà in autunno o qualche certezza l’avete?
Diciamolo per i ragazzi che sognano un futuro come il vostro. Quanto studio c’è dietro gli Aram Quartet?