Carmen Consoli presenta Elettra: 'Dal dolore la creatività'
Scritto da Federica Galimberti
Giovedì 22 Ottobre 2009 15:38
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Carmen Consoli su Popon “Questo disco è la trasformazione in creatività di un evento per me molto doloroso: la morte di mio padre”, così Carmen Consoli presenta alla stampa milanese il disco Elettra (Universal Music). L’album sarà nei negozi il prossimo 30 ottobre, già anticipato nelle radio dal singolo Non molto lontano da qui. “La musica è stata una medicina – continua la Consoli - e ho capito ancora una volta che grande potere e importanza essa abbia per me: è riuscita a trasformare in gioia un momento difficile”. Restando sull’argomento, la cantantessa svela di aver dedicato una canzone al padre: Mandaci una cartolina: “In realtà, non volevo scrivere un pezzo per lui, anche perché da questo punto di vista condivido il pensiero di Franco Battiato, che non capisce ‘quelli che raccontano i propri problemi nella canzoni, invece di andare in analisi!’. Però, questa è una canzone vitale, che nasce dalla grande ironia di mio padre, e mi fa piacere che sia parte dell’album”. Ecco spiegata la musa ispiratrice del lavoro: Elettra è, infatti, un personaggio mitologico e junghiano che rappresenta proprio l’amore verso il padre.

Il disco raccoglie, inoltre, i brani più rappresentativi che la cantautrice ha realizzato in questi ultimi tre anni: “Scrivere per me è un’urgenza creativa insopprimibile – ci dice - scrivo ovunque: in viaggio, in albergo, nei locali. Porto sempre con me un vecchio registratore a quattro piste, per fissare l’ispirazione in qualsiasi momento”. Molta della produzione resta in sospeso, visto che la creatività è fervida e il tempo scarso: “Ho scritto tanto, ma non ho mai avuto il tempo di fermarmi e riprendere in mano molto del materiale, perché ho anche lavorato tanto”. A tenerla impegnata negli ultimi mesi sono stati, infatti, un tour in America e in Europa, la direzione artistica dell’Etna Festival, la colonna sonora di un film italiano (“L’uomo che ama”, vedi Notizia) e diverse collaborazioni. Rispetto al disco precedente, lo stile del nuovo lavoro, che è stato realizzato con la band di sempre, non segna un’inversione di rotta: “Eva contro Eva – spiega la Consoli – rappresenta il punto di rottura con il passato e ha segnato la direzione che voglio seguire. Così Elettra s’inserisce naturalmente in essa: anche in questo disco ho adottato un arrangiamento prevalentemente acustico e ho utilizzato strumenti tradizionali. Le atmosfere, però, sono più vicine al Nord Europa”.

Carmen Consoli su Popon Tra le tracce spicca un originale duetto con Franco Battiato, intitolato Marie ti amiamo: “Sono molto fiera di poter dire che questa canzone Franco e io l’abbiamo scritta davvero insieme, il 50% a testa”, dice soddisfatta. Ma l’influenza dell’illustre artista conterraneo affiora anche in altri tratti del lavoro di Carmen, che ammette di subirne l’influenza: “Lui è una persona e un artista grandissimo. Le sue canzoni, la sua scrittura a frammenti, sono di assoluta attualità ancora oggi”. E proprio con riferimento ai grandi nomi della musica italiana, l’artista rivolge una critica al mondo della discografia attuale: “Musicisti come Battisti, Battiato, Tenco se dovessero nascere oggi, non avrebbero possibilità di lavorare. Invece bisogna avere il coraggio di costruire per il futuro e rilanciare i prodotti di contenuto. Dare la possibilità ai nuovi Battiato di emergere e fare quei dischi che rimarranno nel tempo”. Inevitabile a questo punto il riferimento ai talent show, così la Consoli svela di essere una telespettatrice di X Factor: “Trovo che Morgan sia una un uomo di grande intelligenza”. E si lascia andare a una considerazione sulla nuova generazione di artisti: “Quelli della mia generazione sono cresciuti suonando nei locali, facendosi conoscere poco a poco e facendosi le ossa in questo modo. Sono vent’anni che studiamo e cerchiamo di conquistarci le cose ancora oggi, perché non si smette mai di crescere. Ora, purtroppo, si vuole tutto e subito”.

Tra i brani dell’album ci sono anche A finestra, canzone in dialetto siciliano e nuovo omaggio a una terra a cui l’artista non nasconde di sentirsi fortemente legata (“Conosco i mali della mia Sicilia, non li nego, ma io sto bene soprattutto quando sono a casa”), e Mio zio, racconto di un abuso sessuale in famiglia. “Il racconto è parte integrante della tradizione musicale della Sicilia. Le nostre tarantelle, per esempio, si distinguono da quelle delle altre regioni del sud Italia, perché hanno sempre una storia per protagonista. Io a mia volta, ho ereditato questa attitudine e amo raccontare storie nelle mie canzoni”. Rispetto, però, alla figura femminile descritta per esempio in Maria Catena (brano contenuto nel disco precedente Eva contro Eva), la protagonista della canzone si ribella con ironia al suo destino: “La ragazza vittima si trucca con un rossetto rosso fuoco – racconta la Consoli - e va la funerale dello zio aguzzino coperta solo dal proprio soprabito”. Le donne di Elettra sono, dunque, donne che reagiscono: “Elettra stessa è una ‘bottana’ (prostituta in dialetto siciliano, ndr), che non aspetta come ‘Pretty Woman’ che arrivi un uomo a salvarla, ma si ribella e invita il suo amante a ribellarsi con lei – spiega la cantautrice - Elettra è la riscoperta dell’amore per il padre che è un amore maturo, più sottile, è la riscoperta della razionalità, del rigore, dell’azione contro l’invadenza del materno”.

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