Pino Daniele: "Io, artista di concetto"
Scritto da Paola De Simone
Martedì 24 Marzo 2009 19:53
Stampa E-mail
Pino Daniele su Popon Giacca di pelle, jeans e scarpe da tennis, Pino Daniele si accomoda su un divano davanti ai giornalisti romani accorsi alla presentazione del suo disco Electric jam, in uscita venerdì 27. Inizia raccontando il progetto che si compone di due uscite discografiche (la seconda ci sarà a novembre con Acoustic jam): “Io sono un artista legato al concetto, cioè legato all’album – spiega - sono nato così e non posso assolutamente cambiare per adattarmi a quelli che sono i tempi. Ma mi sembrava interessante avere un approccio diverso con il mercato e fare un prodotto che avesse, sì, il concetto, ma che aiutasse di più la vendita. Dividere il lavoro in due parti e venderle a 9,90 euro è un’idea abbastanza intelligente”. Ipotizza, poi, un’uscita che unisca i due lavori in periodo natalizio, ma “queste sono strategie di marketing”, tiene a precisare. E torna a concentrarsi sull’aspetto artistico, che gli è più caro, e racconta dell’incontro con J-Ax, che con lui duetta nel singolo di lancio Il sole dentro di me: “E’ uno che mi è sempre piaciuto, uno un po’ strano, tosto, particolare, metropolitano. Unirlo a una canzone dal rock abbastanza mediterraneo e melodico è un’idea che mi è venuta incontrandolo a Milano. Il pezzo mi sembra che sia abbastanza vero”.

Daniele non nasconde di avere un debole per i giovani artisti, sensibilità che può vantare viste le tante collaborazioni messe a segno (Giorgia, Irene Grandi, Chiara Civello, Jovanotti e tanti altri) e racconta del lavoro svolto accanto a Silvia Aprile, con la quale ha duettato nella recente edizione del Festival di Sanremo: “Ci siamo incontrati e mi ha chiesto di produrre un suo progetto – dice - così mi sono messo a lavorare, come se non dovessimo presentarlo a Sanremo. Non si fa un progetto per presentarlo al Festival, ma perché si ha un’esigenza artistica, poi se c’è la possibilità di promuoverlo a Sanremo, va bene. Noi abbiamo fatto del nostro meglio”. Seguono complimenti a Paolo Bonolis “che – dice – ha fatto un bel lavoro mettendo sul palco tutto quello che poteva, dalla PFM a Zucchero. Per me è stata un’esperienza ottima, positiva, perché non ho cambiato il mio modo di essere, sono andato lì e ho fatto quello che faccio tutti i giorni: suonare la chitarra e cantare i miei brani”.

Plausi anche per il collega Renato Zero, che con il suo nuovo disco ha sperimentato l’autogestione ad alti livelli: “Sembra un’operazione interessante – commenta Daniele – adesso aspettiamo di vedere i risultati. Credo, però, che sia una buona cosa, anche perché la discografia in futuro penso che avrà dei grossi problemi”. Parlando di canzoni, gli si fa notare che è diventato difficile ritrovare nei suoi brani la stessa rabbia che c’era nei pezzi del passato, uno tra tutti Je so pazzo: “Quello era un ragazzo che aveva 22 anni – dice - ora ne ho 54”. E ironizza: “Altrimenti faccio come Gianni Morandi, che è sempre uguale. Quando l’ho incontrato gli ho chiesto se era Highlander; ne resterà uno solo e sarà lui (ride, ndr)”. Pino Daniele ci lascia parlando del tour, che tra pochi giorni (dal 28 marzo al 2 aprile) sarà anticipato da quattro concerti al Blue Note di Milano, tutti già sold out. L’“Electric Jam ’09 European Tour” partirà, invece, il 19 aprile da Genova (vedi Concerti). “A giugno, poi, sicuramente sarò in America – conclude - e ho in mente delle collaborazioni con alcuni musicisti”, lavoro che ritroveremo in Acoustic jam, come ci lascia intendere. L’intera intervista a Pino Daniele sarà presto on line su PopOn.

Vai alla pagina di Pino Daniele
Vai alle altre Notizie

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna