Il prossimo 3 aprile Giovanni Baglioni, il giovane chitarrista romano, suonerà al Blu Note di Milano, per un concerto che ha tutta l'aria di un debutto: “In realtà – racconta a PopOn il musicista – nonostante abbia già diverse esperienza di live, questo è il primo concerto che affronto non solo come esecutore, ma anche come compositore”. Solo negli ultimi anni, infatti, Giovanni Baglioni ha deciso di assecondare la sua vena compositiva, solida e originale. “Mi sono avvicinato alla chitarra acustica contemporanea – confida alla nostra rivista – sin
da quando rimasi folgorato dalle possibilità espressive di Tommy Emmanuel, da quelle tecniche così particolari: l'idea di ripeter quei suoni si è tramutata in voglia di esserne esecutore. Così ho cominciato eseguendo dal vivo brani di grandi chitarristi, come Michael Hedges e Tommy Emmanuel stesso, ma con l'andare del tempo, mi sono ritrovato a suonare alcuni brani miei a scapito delle cover. È avvenuto gradatamente e in maniera naturale – continua – finché le mie creazioni sono diventate una parte importante del repertorio. Prendendo dimestichezza con quegli strumenti espressivi ho scoperto una gioia ancora più grande, che è quella di usarli per esprimermi direttamente. E così siamo arrivati a questo concerto, il primo in cui eseguirò esclusivamente le mie composizioni pubblicate nel disco”. Il cd, che uscirà il prossimo mese, prende il titolo da uno dei brani: Anima meccanica, “ma – tende a precisare l’autore – non ho scelto quel titolo perché è quello del brano più bello o perché è il brano di lancio. Sono affezionato a tutti i brani nello stesso modo: ciascuno di essi aspira a raccontare una storia, un aneddoto, un sentimento. E credo che Anima meccanica sia il titolo che esprima meglio questa connessione”. Il disco non è omogeneo nei mood dei brani e, come ogni lavoro incentrato su un solo strumento – in questo caso la chitarra acustica contemporanea – rispecchia fedelmente lo spirito del musicista: “Per questo disco – ci racconta il chitarrista – non posso dire di aver avuto dei collaboratori dal punto di vista prettamente artistico. La produzione è completamente mia, anche se, ovviamente sono stato attento a tutti i consigli delle persone che hanno lavorato con me, dal fonico ai tecnici”. Figlio d'arte, Giovanni ha vissuto da sempre nell'ambiente artistico, anche se non si dichiara un grande esploratore musicale: “Quando ascolto della musica per me nuova, che supera il mio esame del gusto – confessa a PopOn – allora tendo ad approfondirla, l'ascolto per un periodo piuttosto lungo, consumo i cd. E non è detto che siano novità del panorama musicale: ora, ad esempio, sto ascoltando molto i Maroon 5”. Dai primi studi di chitarra classica, abbandonati per colpa di un insegnamento “troppo accademico e teorico”, passando per una breve esperienza in una rock band, in cui suonava una chitarra elettrica, Giovanni Baglioni ha scelto di votarsi alla chitarra acustica contemporanea, fino a diventarne un virtuoso. “Sono diventato chitarrista mio malgrado – confessa, scherzando - non avrei pensato che uno strumento potesse offrire così tante capacità espressive. Col tempo mi sono accorto che la musica strumentale è meno ermetica di quanto si pensi. Sicuramente è meno immediata della musica vocale, ma esprime una grande ricchezza di sentimenti”. Tra le tante esperienze musicali che hanno segnato la sua giovane carriera, dal duetto con Emmauel nel 2004, ai live nei piccoli club in cui “hai il pubblico più vicino, ed è molto più attento a quello che suoni, che in un grande palazzetto”, Giovanni ci confida che l’esperienza che ricorda con più piacere è l’ultima volta che ha suonato col padre Claudio, perché “mi sono reso conto che la mia presenza sul quel palco era giustificata come musicista, e non come figlio. Mio padre ha cantato alcuni suoi brani arrangiati da me per l’occasione, come Nudo di donna e per me è stata un’esperienza nuova e gratificante”. E l’influenza della musica cantautorale italiana, consapevolmente, affiora anche in Anima meccanica: uno dei brani del disco, Insonnia, termina con una citazione musicale della collina dei ciliegi di Lucio Battisti. E questo è proprio il modo inconfondibile di Giovanni Baglioni, che fa musica originale e brillante, “volando intorno alla tradizione”. Vai alla pagina di Giovanni Baglioni Vai alle altre Notizie
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Scritto da Nicola Cirillo
Mercoledì 01 Aprile 2009 11:25
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Il prossimo 3 aprile Giovanni Baglioni, il giovane chitarrista romano, suonerà al Blu Note di Milano, per un concerto che ha tutta l'aria di un debutto: “In realtà – racconta a PopOn il musicista – nonostante abbia già diverse esperienza di live, questo è il primo concerto che affronto non solo come esecutore, ma anche come compositore”. Solo negli ultimi anni, infatti, Giovanni Baglioni ha deciso di assecondare la sua vena compositiva, solida e originale. “Mi sono avvicinato alla chitarra acustica contemporanea – confida alla nostra rivista – sin
da quando rimasi folgorato dalle possibilità espressive di Tommy Emmanuel, da quelle tecniche così particolari: l'idea di ripeter quei suoni si è tramutata in voglia di esserne esecutore. Così ho cominciato eseguendo dal vivo brani di grandi chitarristi, come Michael Hedges e Tommy Emmanuel stesso, ma con l'andare del tempo, mi sono ritrovato a suonare alcuni brani miei a scapito delle cover. È avvenuto gradatamente e in maniera naturale – continua – finché le mie creazioni sono diventate una parte importante del repertorio. Prendendo dimestichezza con quegli strumenti espressivi ho scoperto una gioia ancora più grande, che è quella di usarli per esprimermi direttamente. E così siamo arrivati a questo concerto, il primo in cui eseguirò esclusivamente le mie composizioni pubblicate nel disco”.