Un tour con un coro di minatori (quello di Santa Fiora), un cd di inediti a ottobre e un libro (o forse due): sono questi gli impegni che terranno occupato Simone Cristicchi nei prossimi mesi. Il tour è il progetto più imminente e partirà il Primo maggio dall’Auditorium Parco della Musica, nell’ambito della rassegna curata da Ambrogio Sparagna e intitolata “Si canta maggio”. Per l’occasione Simone terrà un concerto di soli trenta minuti, mentre le altre date (il calendario non è ancora stato reso noto) saranno più articolate e ricche. A raccontare a PopOn tutti
i particolari è lo stesso Cristicchi che, raggiunto al telefono, ci spiega la scelta del Coro dei Minatori di Santa Fiora: “Perché questi anni mi sono appassionato alla musica popolare – racconta - che è una dimensione molto diversa dal solito cliché dell’artista che pubblica un disco, fa promozione e fa i concerti. Non che questo non sia bello, anzi, mi sento un privilegiato, ma il privilegio c’è quando attraverso la popolarità ci si può lanciare in percorsi che poi c’entrano ben poco con il mestiere di artista, che a volte è fagocitato da pesanti meccanismi. Quindi alla base della mia scelta c’è innanzitutto questa voglia di fare musica senza alcun motivo, se non cantare perché cantare fa stare bene. Ecco – aggiunge - questa è una delle cose che abbiamo dimenticato e che la musica popolare, invece, perpetua nel tempo, come discorso fondante. Insomma senza la voglia di stare bene, credo che nessuno spettacolo possa arrivare al pubblico. Quindi ho creduto subito in questo Coro, proprio perché aveva queste peculiarità”. Ma non è tutto. “C’è poi un altro lato che mi interessa - ci spiega - con il quale ho creato alcuni progetti, che è il discorso della memoria. Oggi non esistono più le miniere, se non in alcuni punti del mondo, ma in Italia almeno non mi risulta che ci siano miniere aperte, e quindi questo è un lavoro che è andato a sparire. Una memoria storica italiana che non c’è più. Mentre continuano a esistere i minatori di oggi, ovvero le persone che vengono sfruttate e malpagate, che quindi fanno parte di quel fantastico mondo del lavoro temporaneo in cui non ci sono prospettive per il futuro”. Per Cristicchi, dunque, la musica è solo un pretesto per occuparsi delle cose della vita (“questa è una bella osservazione”, ci dice ridendo), sempre a caccia di una storia da raccontare: “Se vedi un mio concerto, capisci che c’è altro rispetto alla musica, c’è soprattutto la voglia di raccontare in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo delle storie”. Poco importa “che siano musicate o recitate con dei monologhi o con delle gag da cabaret”. Il mondo, che la musica gli concede di percorrere, lo condurrà per tutta l’estate in luoghi insoliti: “Tipo dentro una miniera – ci dice - oppure in un paese fantasma che sta in Valdarno e che sia chiama Castelnuovo dei Sabbioni, un paese abbandonato completamente che il 12 luglio verrà ripopolato e noi faremo lo spettacolo proprio lì nella piazza. Suoneremo anche al Teatro delle Rocce di Gavorrano, che è una cava abbandonata e che verrà adibita a scenografia, con la direzione artistica di David Riondino”. Un’estate intensa e singolare, dunque, quella che attende Simone Cristicchi, a precedere un autunno che avrà come protagonista il suo terzo disco: “Come i precedenti, anche questo sarà una macedonia di generi – anticipa a PopOn – per realizzarlo ho utilizzato meno elettronica, preferendo strumenti veri”. A suonare ci sarà anche il quartetto d'archi degli Gnu Quartet e il Coro dei Minatori di Santa Fiora canterà in un brano, ma il disco non seguirà la scia del progetto estivo. Cosa che invece farà il dvd, che Simone vorrebbe realizzare a mo’ di documentario e per il quale sta già raccogliendo interviste tra gli ultimi minatori viventi. Nei progetti di Simone c'è anche un libro, o forse due: “Mi piacerebbe raccogliere un po’ di testimonianze e crearci un libro. Nello stesso tempo ho un altro progetto in ballo, che è un racconto ambientato sul Natale. Quindi sono un po’ indeciso tra queste due cose e magari, se riesco, le faccio tutte e due”. Nei prossimi giorni pubblicheremo l’intera intervista a Cristicchi, con tutti i dettagli. Vai alla pagina di Simone Cristicchi Vai alle altre Notizie
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Scritto da Paola De Simone
Mercoledì 29 Aprile 2009 13:58
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Un tour con un coro di minatori (quello di Santa Fiora), un cd di inediti a ottobre e un libro (o forse due): sono questi gli impegni che terranno occupato Simone Cristicchi nei prossimi mesi. Il tour è il progetto più imminente e partirà il Primo maggio dall’Auditorium Parco della Musica, nell’ambito della rassegna curata da Ambrogio Sparagna e intitolata “Si canta maggio”. Per l’occasione Simone terrà un concerto di soli trenta minuti, mentre le altre date (il calendario non è ancora stato reso noto) saranno più articolate e ricche. A raccontare a PopOn tutti
i particolari è lo stesso Cristicchi che, raggiunto al telefono, ci spiega la scelta del Coro dei Minatori di Santa Fiora: “Perché questi anni mi sono appassionato alla musica popolare – racconta - che è una dimensione molto diversa dal solito cliché dell’artista che pubblica un disco, fa promozione e fa i concerti. Non che questo non sia bello, anzi, mi sento un privilegiato, ma il privilegio c’è quando attraverso la popolarità ci si può lanciare in percorsi che poi c’entrano ben poco con il mestiere di artista, che a volte è fagocitato da pesanti meccanismi. Quindi alla base della mia scelta c’è innanzitutto questa voglia di fare musica senza alcun motivo, se non cantare perché cantare fa stare bene. Ecco – aggiunge - questa è una delle cose che abbiamo dimenticato e che la musica popolare, invece, perpetua nel tempo, come discorso fondante. Insomma senza la voglia di stare bene, credo che nessuno spettacolo possa arrivare al pubblico. Quindi ho creduto subito in questo Coro, proprio perché aveva queste peculiarità”.