L’amor carnale, il brano inedito presentato per la prima volta a XFactor , si è aggiudicato il premio della Critica nella serata finale del talent show ed è subito balzato ai primi posti della classifica dei downloads di iTunes.
Loro, i The Bastard Sons of Dioniso, la power rock band della Valsugana, sono felici di questi risultati e ancora increduli di quanto sta accadendo. Forse anche per questo motivo, Federico Sassudelli (batterista), Jacopo Broseghini (bassista) e Michele Vicentini (chitarrista) hanno l’aria un po’ spaesata e intimidita davanti alla piccola folla di giornalisti
che li aspetta in un locale di Milano, per conoscerli di persona, parlare di loro, di XFactor e soprattutto del loro primo cd/ep, intitolato L’amor carnale (RCA/Sony Music) e uscito lo scorso 24 aprile.
“E’ strano incontrarvi così, fino a oggi abbiamo sempre incontrato singole persone e ora fa un certo effetto…”, spiegano i tre ragazzi, ma basta che Michele si allontani un attimo e Federico tra il serio e il faceto coglie l’occasione per rompere il ghiaccio con una battuta: “Va in bagno sempre nei momenti meno opportuni…”.La prima domanda, un po’ d’obbligo, è dedicata al post trasmissione: che cosa è cambiato dopo il secondo posto di X Factor? “Nulla, non ci sentiamo diversi, rispetto a prima – risponde Jacopo - di nuovo c’è la popolarità, ma noi ci sentiamo gli stessi… Beh, in effetti, però, ora che ci penso, qualcosa di molto diverso c’è: adesso ci pagano per i nostri dischi, prima non se ne parlava proprio!”. Il loro primo cd contiene, oltre al brano L’amor carnale, anche le cover Contessa (Decibel), Ragazzo di strada (Corvi), Just can’t get enough (Depeche Mode), Che colpa abbiamo noi (Rockes) e l’inedito Wednesday was, scritto dalla stessa band. “Abbiamo scelto noi le cover dell’Ep, sono quelle proposte a XFactor con gli arrangiamenti rifatti da noi. Questa volta, però, le abbiamo anche suonate, non come in gara, dove cantavamo su basi pre-registrate da altri musicisti. Abbiamo voluto riproporre Contessa perché è una canzone che ha avuto un buon riscontro e poi perché è un pezzo bellissimo e pazzesco, non lo conoscevamo prima. Le altre canzoni Ragazzo di strada e Che colpa abbiamo noi in queste nuove versioni ci rappresentano molto, mentre il brano elettronico dei Depeche Mode lo abbiamo messo proprio perché è molto diverso da quel che facciamo e non c’entra niente con la nostra musica”.
Sì, perché i ragazzi non amano le etichette e ci tengono molto al loro status di musicisti: “Noi diciamo di essere rock nell’anima, prima di tutto, perché nella musica esistono tanti aspetti diversi e noi non vogliamo privarci di quel che di bello c’è, che sia rock duro o rock melodico anni ’60 o musica elettronica”, spiega Jacopo.
In questo, la trasmissione di scouting di Rai Due è stata una gran scuola: “In XFactor, la scelta dei pezzi è per forza un po’ limitata, perché si è solo interpreti e bisogna sempre tenere in considerazione la dimensione ‘televisiva’. Noi abbiamo sempre lavorato sui pezzi assieme a Lucio Fabbri, cercando di avvicinare il più possibile i brani che ci assegnavano al nostro stile, lavorando sugli arrangiamenti e soprattutto sulle armonizzazioni”. “XFactor – aggiunge il bassista - è un gioco e spero che di esso le persone apprezzino soprattutto il lavoro dei musicisti in gara, che ogni settimana si mettono in gioco e preparano un pezzo diverso”. Perché alla fine il mestiere del musicista e artista è fare buona musica e far divertire chi lo ascolta. “Noi abbiamo cercato e ancora cerchiamo di non cadere nello stile televisivo, anche se siamo consapevoli e non ci dimentichiamo che è la risonanza televisiva che ci fa vendere”. Come sanno che ora inizia «il gioco duro», quello di farsi conoscere e far conoscere la loro musica: “In genere – spiega Federico, il chitarrista – riusciamo abbastanza bene a capire per quali motivi le persone sono interessate a noi, se per ragioni televisive o musicali. Ora siamo ancora sotto l’effetto di XFactor, ma sappiamo che con il passare del tempo le cose cambieranno e che tanti fan attuali li perderemo per strada, perché il nostro genere di musica è molto ‘duro’: quando vogliamo divertirci, ci andiamo giù pesante e non a tutti piace”. “Un po’ ci dispiace, ma – concordano i tre artisti – se questo servirà a far emergere la nostra musica, è meglio che accada”. Tra i progetti dell’immediato, oltre a quello di tornare a suonare sul palco e fare musica senza nessuna interruzione dettata dai ritmi televisivi (“Quello ci manca tanto”, ammettono i ragazzi), c’è la realizzazione del primo album di inediti: “Dobbiamo ancora iniziare, però possiamo anticiparvi che saranno pezzi nostri e suonati da noi, senza collaborazioni terze”. Perché il primo album i Bastard vogliono realizzarlo da soli, con il sostegno delle persone che li conoscono e li hanno seguiti fino a oggi, ma senza l’aiuto di altri musicisti. Spiega Michele: “Se poi questo disco andrà bene, faremo volentieri anche cose con altri, ma la prima uscita dev’essere ‘nostra’”. Le canzoni del nuovo disco saranno tutte in italiano: “Questo ce lo hanno imposto, ma lo facciamo volentieri – spiega Jacopo – perché sarà una nuova ricerca e una nuova sfida!”. Vai alla pagina di The Bastard Sons of Dioniso Vai alle altre Notizie
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Scritto da Federica Galimberti
Giovedì 14 Maggio 2009 11:10
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L’amor carnale, il brano inedito presentato per la prima volta a XFactor , si è aggiudicato il premio della Critica nella serata finale del talent show ed è subito balzato ai primi posti della classifica dei downloads di iTunes.
Loro, i The Bastard Sons of Dioniso, la power rock band della Valsugana, sono felici di questi risultati e ancora increduli di quanto sta accadendo. Forse anche per questo motivo, Federico Sassudelli (batterista), Jacopo Broseghini (bassista) e Michele Vicentini (chitarrista) hanno l’aria un po’ spaesata e intimidita davanti alla piccola folla di giornalisti
che li aspetta in un locale di Milano, per conoscerli di persona, parlare di loro, di XFactor e soprattutto del loro primo cd/ep, intitolato L’amor carnale (RCA/Sony Music) e uscito lo scorso 24 aprile.
“E’ strano incontrarvi così, fino a oggi abbiamo sempre incontrato singole persone e ora fa un certo effetto…”, spiegano i tre ragazzi, ma basta che Michele si allontani un attimo e Federico tra il serio e il faceto coglie l’occasione per rompere il ghiaccio con una battuta: “Va in bagno sempre nei momenti meno opportuni…”.
Sì, perché i ragazzi non amano le etichette e ci tengono molto al loro status di musicisti: “Noi diciamo di essere rock nell’anima, prima di tutto, perché nella musica esistono tanti aspetti diversi e noi non vogliamo privarci di quel che di bello c’è, che sia rock duro o rock melodico anni ’60 o musica elettronica”, spiega Jacopo.
In questo, la trasmissione di scouting di Rai Due è stata una gran scuola: “In XFactor, la scelta dei pezzi è per forza un po’ limitata, perché si è solo interpreti e bisogna sempre tenere in considerazione la dimensione ‘televisiva’. Noi abbiamo sempre lavorato sui pezzi assieme a Lucio Fabbri, cercando di avvicinare il più possibile i brani che ci assegnavano al nostro stile, lavorando sugli arrangiamenti e soprattutto sulle armonizzazioni”. “XFactor – aggiunge il bassista - è un gioco e spero che di esso le persone apprezzino soprattutto il lavoro dei musicisti in gara, che ogni settimana si mettono in gioco e preparano un pezzo diverso”.