Esce il 13 novembre il disco Orchestra e voce (Universal Music) di Francesco Renga, nel quale per la prima volta il cantante bresciano interpreta grandi successi della musica italiana. Ad accompagnarlo in questa nuova avventura discografica è un’orchestra di cinquanta elementi, con la produzione e l’arrangiamento di Celso Valli. Ecco come Renga racconta la gestazione del disco: “Esattamente 20 anni fa, nel 1989, entravo in studio con la mia band d'allora, i Timoria, per realizzare una cover di Pugni Chiusi , canzone scritta da Ricky Gianco e registrata
dai Ribelli con, alla voce, il grande Demetrio Stratos. Possiamo partire da qui per raccontare come si è sviluppato l'intero progetto di Orchestra e voce. Il mio desiderio è stato quello di fare un punto su questi vent’anni di attività, di studio, di lavoro e soprattutto di canto, raccontandoli attraverso le canzoni popolari che, in modi diversi, per certi versi sorprendenti, hanno segnato il mio percorso artistico e la mia vita non solo professionale. La scelta del repertorio è passata attraverso un percorso a ritroso nel tempo, andando a pescare nei miei ricordi anche molto lontani. Come non aver voglia di cantare brani che hanno reso indimenticabile la canzone italiana nel mondo?”.
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Venerdì 04 Settembre 2009 15:11
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Esce il 13 novembre il disco Orchestra e voce (Universal Music) di Francesco Renga, nel quale per la prima volta il cantante bresciano interpreta grandi successi della musica italiana. Ad accompagnarlo in questa nuova avventura discografica è un’orchestra di cinquanta elementi, con la produzione e l’arrangiamento di Celso Valli. Ecco come Renga racconta la gestazione del disco: “Esattamente 20 anni fa, nel 1989, entravo in studio con la mia band d'allora, i Timoria, per realizzare una cover di Pugni Chiusi , canzone scritta da Ricky Gianco e registrata
dai Ribelli con, alla voce, il grande Demetrio Stratos. Possiamo partire da qui per raccontare come si è sviluppato l'intero progetto di Orchestra e voce. Il mio desiderio è stato quello di fare un punto su questi vent’anni di attività, di studio, di lavoro e soprattutto di canto, raccontandoli attraverso le canzoni popolari che, in modi diversi, per certi versi sorprendenti, hanno segnato il mio percorso artistico e la mia vita non solo professionale. La scelta del repertorio è passata attraverso un percorso a ritroso nel tempo, andando a pescare nei miei ricordi anche molto lontani. Come non aver voglia di cantare brani che hanno reso indimenticabile la canzone italiana nel mondo?”.