Addio a Maurizio Viola
Scritto da Paola De Simone
Domenica 11 Ottobre 2009 12:06
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Maurizio Viola su Popon E’ morto ieri Maurizio Viola, sulla carta un fotografo musicale, nella realtà molto di più. Impegnato attualmente in Generazione X, spazio musicale dedicato agli emergenti di cui era ideatore, organizzatore e regista, Maurizio era nato il 22 marzo del 1951. Negli anni aveva accumulato un curriculum vasto, che lo ha visto lavorare accanto a mostri sacri della musica, come Fabrizio De Andrè e Vasco Rossi. Ma anche del cinema, come Vittorio De Sica. Amico di Eros Ramazzotti, Lucio Dalla, Neri Marcoré e Giuliana De Sio, Maurizio aveva anche conquistato dei dischi d’oro in qualità di produttore. Il mondo della musica gli deve molto e anch’io. Mi permetto di ricordarlo. Lo conobbi circa dieci anni fa, all’epoca ero in stage a Il Tempo d’Abruzzo ed ero stata chiamata a presentare un evento in cui era ospite Samuele Bersani, Maurizio era al suo fianco. Durante la serata mi chiese quali sogni professionali avessi e gli dissi che stavo studiando per diventare giornalista e che miravo all’iscrizione all’albo, ma ne ignoravo i passaggi. Mi spiegò a grandi linee come fare e mi incoraggiò ad andare avanti. Passarono dei giorni e una mattina ricevetti un plico da Roma: c’erano moduli e tutta la regolamentazione redatta dall’Ordine dei Giornalisti per intraprendere il mestiere di giornalista. Era stato Maurizio a inviarmelo e io conservo ancora quel plico con grande gelosia. Mi aveva preso a cuore e io non l’ho mai dimenticato. Rividi Maurizio a Milano tre anni dopo, fu contento di sapere che ero diventata una giornalista e io finalmente potei ringraziarlo di tanta gentilezza. Da allora altre volte ci incrociammo, l’ultima un anno fa alla rassegna "Life in Gubbio", ci promettemmo di sentirci e magari di organizzare qualcosa insieme in futuro. E ora penso che quell’uomo alto e gentile non c’è più. Non so neanche com’è morto, perché Maurizio non era una star e non ci sono note d’agenzia sulla sua scomparsa, l’alternativa sarebbe chiamare la famiglia e chiederne conto, ma quel tipo di giornalismo mi crea disagio. Maurizio era una bella persona, capace di grandi gesti. Per noi può bastare.

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