EelST: 'Orchestra, teatro e gattini: ecco, come festeggiamo i nostri primi 20 anni”
Scritto da Federica Galimberti
Mercoledì 28 Ottobre 2009 20:42
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Elio e le Storie Tese su Popon Sono passati vent’anni dalla pubblicazione del loro primo disco, intitolato Elio Samara Hukapan Kaiyana Turu e uscito nel 1989, per l’etichetta Psycho. Così gli Elio e le Storie Tese hanno deciso di festeggiare e farsi un regalo importante: “Ci siamo chiesti che cosa potesse essere degno di un anniversario come questo, e l’orchestra, con la sua eleganza e il suo stile, ci è sembrata assolutamente consona - spiega Elio, leader e voce della band - E’ stato un auto regalo, perché ce la siamo pagati noi". "Anche perché, se non ce lo facevamo noi un regalo, gli altri non ce l’avrebbero fatto”, puntualizza con la solita verve ironica la band milanese, che dal 2004 ha la propria etichetta discografica Hukapan. Nasce così il particolare best of intitolato Gattini (Hukapan, Sony/Bmg), che esce il prossimo 30 ottobre. Il disco propone una selezione riarrangiata per orchestra di sedici storici successi della band lombarda, più l’inedito Storia di un bellimbusto, già singolo di lancio. Nell’album è compreso anche un dvd con il making of del video del nuovo brano: “La scelta dei pezzi da inserire non è stata facile – spiega Davide ‘Cesareo’ Civaschi – sono rimaste fuori diverse canzoni come Tapparella, Cara ti amo e altre che non riuscivano a sostenere la riscrittura per orchestra”.

A rielaborare i testi musicali per gli elementi della Filarmonica Arturo Toscanini, diretta nell’album da Danilo Grassi, è stato il musicista Alessandro Nisi, “che ha riarrangiato e riscritto i nostri brani in maniera perfetta. Anzi, alla fine le canzoni non avevano più bisogno di noi e abbiamo dovuto pregare Alessandro che riducesse le parti orchestrali per permettere anche a noi di partecipare alla realizzazione del disco”, scherza Rocco Tanica. Tra le grandi escluse dalla raccolta anche Litfiba, tornate insieme: “Quella è stata una scelta – spiegano Rocco Tanica e Faso – Non vorremmo mai che i Litfiba tornassero insieme per colpa nostra: metti poi che non vanno bene e litigano ancora? Dopo danno la colpa a noi e ci tacciono di portare sfiga”. A proposito dell’inedito, invece, il complesso lombardo spiega: “Storia di un bellimbusto è il ritratto affettuoso del giovane e meno giovane protagonista della notti sudaticce e drogate della movida cittadina”, a conferma della vocazione critica degli EelST nei confronti dei vizi della società italiana. “Noi siamo gli Alberto Sordi della musica – commenta Rocco Tanica - osserviamo, prendiamo e uniamo insieme”. Anche se, degli ultimi scandali di attualità polità nel nuovo album non vi è traccia: “Non trovo più aspetti comici in questo tempo. Sinceramente non mi fa più tanto ridere la situazione italiana – commenta Elio - nella canzone La terra dei cachi descrivevamo qualcosa che visto allora era ancora divertente, faceva sorridere e ridere, ora fa solo schifo”. “Ci vorrebbe uno di quei grandi cantautori drammatici, come Charles Aznavour per fare una canzone sul nostro paese”, concorda la band.

Elio e le Storie Tese su Popon Al nuovo album hanno partecipato in veste di ospiti anche nomi noti della musica italiana d’autore: Lucio Dalla, che interpreta Dio in Psichedelia; Enrico Ruggeri, vitello dai piedi di cobalto ne Il vitello dai piedi di balsa; Riccardo Fogli, l’uomo con il borsello in Uomini con il borsello e Max Pezzali, voce solista in Shpalman. Tra gli ospiti anche Nicola Savino, voce recitante in La follia delle donne. Oltre all’album, il nuovo capitolo artistico della band prevede un tour con l’orchestra nei teatri italiani a partire dal 2010, che è stato anticipato da una speciale concerto-evento tenutosi il 26 ottobre scorso davanti alla platea del Teatro Arcimboldi di Milano, città di appartenenza della band. Tra i progetti futuri, ci sarà anche la TV? “Ci piacerebbe – risponde Elio - e se ci proponessero di fare una trasmissione musicale, di qualità e bella, la faremmo perché abbiamo le competenze e la possibilità di farla bene. Ma questa è una domanda che dovreste fare ai dirigenti Rai, non a noi. Concluso il DopoFestival del 2008 che ci sembrava di aver fatto bene, non ci hanno più chiesto nulla”. Il passo dalla televisone ai talent show è breve ed a questo proposito il bassista del gruppo, Faso, riflette: “Questi programmi sono indubbiamente un trampolino di lancio, però poi bisogna dimostrare di sapercela fare, e in questo momento, nella musica italiana, c’è più carenza di belle canzoni e di idee, che non di cantanti e interpreti. È indicativo il fatto che lo stesso Vasco Rossi, che potrebbe pagare e potrebbe avere a disposizioni centinaia di autori di canzoni, abbia preferito rifare una cover, piuttosto che un nuovo brano. L’intonazione e la voce non sono tutto: Loredana Berté, per esempio, non era intonatissima ma era una grandissima interprete”.

Colpa di questo appiattimento è anche della discografia: “Oggi le etichette non rischiano più, sono eccessivamente prudenti e così le idee nuove non emergono. I dischi sono ormai fatti da 2-3 pezzi buoni e il resto di canzoni riempitive. Anche per questo noi, che abbiamo capito che conta più il packaging del contenuto, per il nostro album abbiamo scelto un titolo privo di attinenza discografica: Gattini. E per la copertina abbiamo utilizzato foto di teneri e morbidi cuccioli – conclude ironico il gruppo - vogliamo così ‘allargare’ il nostro mercato e rivolgerci a tutti quelli che non hanno mai comprato un nostro disco, e che quando vedono un cucciolo esclamano: Ohooo, amore!”.

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