“Ho impiegato dieci anni a fare questo album, interpretando e riarrangiando le poesie di mio padre, perché ho aspettato che passasse il ‘magone’. Per fortuna, il tempo aiuta”, è un Cristiano De André emozionato e soddisfatto quello che ha presentato alla stampa milanese il nuovo disco De André canta De André. “Sono contento del risultato – aggiunge - credo che anche mio padre lo sarebbe. Penso anche che avrebbe tenuto alcuni degli arrangiamenti che ho fatto: è sempre stato una persona elastica, dal punto di vista musicale”. Nel cd, in uscita oggi con
allegato un rockumentary in dvd, Cristiano canta undici tra i brani più noti e amati del padre Fabrizio, estrapolati dalla tournée che vede in scaletta ventidue canzoni di Faber. “Ho pensato all’eredità che mio padre mi ha lasciato e da qui è nata l’idea del tour e del disco. E’ una cosa che mi lega profondamente a lui: è un regalo che ho fatto a mio padre (ho pensato fosse doveroso lasciare una testimonianza su di lui) e anche a me, per tirarmi fuori da un periodo duro in cui ho sentito molto la sua mancanza, quella di mia madre e dei miei nonni”. Sulla scelta dei brani inseriti, tra cui compaiono Fiume Sand Creek, La canzone di Marinellae Ho visto Nina volare, Cristiano commenta: “So che qualcuno storcerà il naso. Tempo per fare un cd doppio non l’avevamo, perché non era possibile riarrangiare tutte le canzoni di mio padre. Non è detto, però, che non ci sarà un secondo disco. Perciò, per ora, ho scelto quelle che si prestavano di più a certi arrangiamenti che volevo realizzare, e poi le trovo attuali, legate alla nostra realtà”. A questo punto, viene naturale fare una riflessione: queste canzoni sono state scritte anni fa, Fabrizio De André era più avanti dei suoi tempi o siamo noi che non siamo cambiati da allora? Cristiano spiega che “un vero poeta è atemporale. Ai concerti vedo ragazzi di quindici anni e adulti di sessanta, lì per la musica e la poesia di mio padre”. Con l’album è stato anche realizzato un documentario con backstage, immagini del tour e ricordi che Cristiano serba di Fabrizio. Si intitola Filming around tour e verrà ampliato ed esteso fino a diventare un film, Nel nome del padre, un racconto su padre e figlio, che dovrebbe essere pronto per gli ultimi mesi del 2010. Intanto, Cristiano sta anche lavorando su un suo album di inediti: “Appena finirà il tour, penso verso l’estate 2010, mi dedicherò a sviluppare le idee e gli spunti che ho già in mente”. Vai alla pagina di Cristiano De André Vai alle altre Notizie ![]()
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Scritto da Francesca Binfaré
Venerdì 20 Novembre 2009 12:28
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“Ho impiegato dieci anni a fare questo album, interpretando e riarrangiando le poesie di mio padre, perché ho aspettato che passasse il ‘magone’. Per fortuna, il tempo aiuta”, è un Cristiano De André emozionato e soddisfatto quello che ha presentato alla stampa milanese il nuovo disco De André canta De André. “Sono contento del risultato – aggiunge - credo che anche mio padre lo sarebbe. Penso anche che avrebbe tenuto alcuni degli arrangiamenti che ho fatto: è sempre stato una persona elastica, dal punto di vista musicale”. Nel cd, in uscita oggi con
allegato un rockumentary in dvd, Cristiano canta undici tra i brani più noti e amati del padre Fabrizio, estrapolati dalla tournée che vede in scaletta ventidue canzoni di Faber. “Ho pensato all’eredità che mio padre mi ha lasciato e da qui è nata l’idea del tour e del disco. E’ una cosa che mi lega profondamente a lui: è un regalo che ho fatto a mio padre (ho pensato fosse doveroso lasciare una testimonianza su di lui) e anche a me, per tirarmi fuori da un periodo duro in cui ho sentito molto la sua mancanza, quella di mia madre e dei miei nonni”. Sulla scelta dei brani inseriti, tra cui compaiono Fiume Sand Creek, La canzone di Marinellae Ho visto Nina volare, Cristiano commenta: “So che qualcuno storcerà il naso. Tempo per fare un cd doppio non l’avevamo, perché non era possibile riarrangiare tutte le canzoni di mio padre. Non è detto, però, che non ci sarà un secondo disco. Perciò, per ora, ho scelto quelle che si prestavano di più a certi arrangiamenti che volevo realizzare, e poi le trovo attuali, legate alla nostra realtà”. A questo punto, viene naturale fare una riflessione: queste canzoni sono state scritte anni fa, Fabrizio De André era più avanti dei suoi tempi o siamo noi che non siamo cambiati da allora? Cristiano spiega che “un vero poeta è atemporale. Ai concerti vedo ragazzi di quindici anni e adulti di sessanta, lì per la musica e la poesia di mio padre”. Con l’album è stato anche realizzato un documentario con backstage, immagini del tour e ricordi che Cristiano serba di Fabrizio. Si intitola Filming around tour e verrà ampliato ed esteso fino a diventare un film, Nel nome del padre, un racconto su padre e figlio, che dovrebbe essere pronto per gli ultimi mesi del 2010. Intanto, Cristiano sta anche lavorando su un suo album di inediti: “Appena finirà il tour, penso verso l’estate 2010, mi dedicherò a sviluppare le idee e gli spunti che ho già in mente”. 