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Piji su Popon

Il pluripremiato Piji: 'Il jazz è la musica del presente'

Scritto da Gerardo Larosa
Lunedì 19 luglio 2010

Ribattezzato “Il cantautore emergente più premiato d'Italia”, Piji, all'anagrafe Pierluigi Siciliani, aggiunge un dodicesimo riconoscimento alla sua collezione. È il Premio Lunezia future stelle 2010, che l'artista romano ritirerà ad Aulla (Ms) il 24 luglio. “Ero a teatro a vedere uno spettacolo e mi è arrivata questa notizia – racconta a PopOn - È una cosa meravigliosa perché questo è un premio diverso dai precedenti. Negli altri ero sempre in gara, mentre il Lunezia 2010 mi è stato assegnato come riconoscimento al lavoro artistico quotidiano”. Attestati di stima da parte della critica, che lo spingono a continuare sulla difficile strada del cantautorato: “Non importa che la vittoria di tanti premi non determini ancora un vero e proprio successo. La cosa fondamentale è sapere che quello che faccio piace. Questo mi dà benzina per andare avanti. Magari al sedicesimo premio qualcuno se ne accorgerà e mi faranno fare un disco importante (sorride, ndr)”.

Tra i tanti riconoscimenti ricevuti, ce ne sono alcuni a cui Piji è più legato: “Sicuramente il primo Lunezia, che vinsi nel 2003 con i Masquèra, la mia band di allora. Lì la gioia è stata incontenibile, adolescenziale, data anche l'età. Poi, il Premio Bindi perché prestigioso e ben organizzato. Nel cuore ho anche il Premio Tenco, l'isola felice della canzone d'autore italiana, a cui ho partecipato come ospite e non in gara, non avendo ancora un disco”. Onorificenze a parte, Piji continua a comporre canzoni (“Sto scrivendo molto in questo periodo, ho otto canzoni e tante non ancora arrangiate”) e a fare molti concerti dal vivo, senza tralasciare progetti collaterali: “Quest'anno sto collaborando a 'Voci nel deserto', uno spettacolo che vede la partecipazione di bravissimi attori. Con altri amici cantautori, poi, ho formato anche una specie di gruppo, che si chiama 'Condominio cantautori'. Nel frattempo, porto avanti il mio spettacolo dedicato a Giorgio Gaber”.

È proprio Gaber ad averlo influenzato nell'interpretazione dal vivo delle canzoni; grazie a questa particolarità, Piji accompagna per mano il pubblico all'ascolto dei suoi brani: “Non mi piace stare sul palco in maniera statica. È divertente interpretare le canzoni con tutto il corpo. Poi, questo serve anche per far arrivare al pubblico odierno, spesso abituato a una musica più immediata, il senso dei miei brani. Scrivere canzoni da primo ascolto, non fa per me”. La cosa, invece, che fa per lui è sicuramente scrivere canzoni jazzate, perché – ci dice - “il jazz è attualissimo. Spesso lo consideriamo un linguaggio del passato ma non è così. Se durante il periodo del fascismo questo genere ha subito diverse critiche, passando per musica elitaria, destinata a gente con la puzza sotto il naso, oggi finalmente può essere ascoltato e capito da tutti, anche dalle nuove generazioni. È il jazz la musica del presente”.

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