Area Sanremo, parla Ringo: "Porteremo novità"Scritto da Simone ArminioVenerdì 24 settembre 2010 E' targata Ringo la prima edizione di Area Sanremo, la scuola per giovani talenti nata dalle ceneri di SanremoLab. Ormai manca davvero poco per partire: domani, 25 settembre, le iscrizioni chiuderanno ufficialmente e comincerà per la commissione artistica il duro lavoro di selezione. L'obiettivo dichiarato per Ringo, nuovo presidente del comitato artistico, è quello di portare una ventata di novità sul palco dell'Ariston. Un'sperienza inedita quella sanremese per lui, che nella vita è sempre stato dalla parte del rock: "All'inizio non avevo accettato. - ammette infatti - Poi però ci ho pensato su, anche perché nel frattempo ho visto cose nuove, che non mi aspettavo da un contesto come quello di Sanremo. Come il fatto stesso che abbiano chiamato uno come me, o il fatto che alcuni di questi ragazzi e queste band potranno cantare in dialetto. Ho visto insomma una serie di aperture per me impensabili". Sugli intenti da perseguire, Ringo vede abbastanza chiaro: "Noi non potremo certo mettere mano al Festival - avverte - ma avremo la piccola possibilità di inserire nella gara due o tre giovani che selezioneremo con cura, e forse questo potrà in piccola parte contribuire a dare un nuovo slancio a tutta la manifestazione". Si dice pronto, insomma, ad accettare la sfida. Ma, ovvio, alle sue condizioni: "Da questi ragazzi mi aspetto prima di tutto che siano bravi con uno strumento in mano". Il perché, visti i tempi, appare in fondo abbastanza intuitivo: "A fare un buon disco in studio oggi sono capaci tutti, anche io - è la sua provocazione - per questo non cerco persone che sappiano solo cantare. Se durante le selezioni chiederò a uno di questi ragazzi o queste band di farmi sentire il proprio pezzo dal vivo, subito, mi aspetto che prendano lo strumento in mano e mi stupiscano. Perché oggi in studio di registrazione, con l'ausilio dell'elettronica, puoi fare mille cose. E perciò, se scegli una canzone buona o un cantante che sappia cantare e basta, corri il rischio che poi dal vivo quel cantante faccia solo una figuraccia". A Ringo, in qualità di presidente del comitato, spetterà il difficile compito di far dialogare le due anime di Area Sanremo: da una parte SanremoLab, il concorso classico per brani inediti in lingua italiana, dall'altra SanremoDoc, la nuova sezione per brani inediti in dialetto. Un sezione, quest'ultima, su cui Ringo appare molto fiducioso: "Ci sono in Italia delle ottime realtà musicali in dialetto, come le band che fanno reggae in Salento, le punk band al Nord che cantano in bergamasco o cuneese, c'è una discreta scena dub napoletana... tutto questo andrà visto e filtrato, ovvio. Perché, ripeto, l'importante non sarà solo avere un buon pezzo, ma offrire un progetto di un certo livello". Ben altro paio di maniche sarà far combaciare la sua personalità musicale con quella dei membri della commissione: Paolo Limiti, Elenoire Casalegno, Mario Venuti, Platinette, Davide Van Des Froos, Giordano Sangiorgi. "Con loro mi dovrò incontrare e magari scontrare - ammette Ringo - ma confido molto anche nel loro gusto". Non accetta, però, che con la sua presenza si parli di una virata rock per Area Sanremo: "E' chiaro a tutti che il mio mondo di riferimento è il rock - precisa - ma non è neanche giusto dire che non sceglierò mai un artista pop solo in funzione di questa mia naturale predisposizione. Se ci sarà un bravo artista, con un buon progetto alle spalle, il mio istinto mi spingerà a sceglierlo al di là del genere musicale che suona, perchè io ho sempre avuto rispetto per chi lavora bene". I presupposti, insomma, paiono esserci tutti. Quello che ancora manca è la sostanza: "Non ho ancora ascoltato nulla, rispetto le consegne: domani si chiuderanno le iscrizioni e noi partiremo con gli ascolti. Sarà un lavoraccio - conclude Ringo - ma io spero che ne varrà la pena". Vai alle altre Notizie Condividi
|


