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Gerardo Casiello su Popon

Lettera di Gerardo Casiello sul 'Caso Sidoti'

Giovedì 30 settembre 2010

Riceviamo e pubblichiamo:

Sono Gerardo Casiello,
ho pubblicato il mio primo disco, "Contrada Casiello", nell’ottobre 2009.
Circa un mese fa mi sono ritrovato tra i candidati del Premio Tenco per la migliore opera prima e successivamente, con mia grande soddisfazione, fra i 5 (+1) finalisti alla Targa. Non avendo alle spalle né un’agenzia, né potenti case discografiche, ma solo il mio lavoro creativo, forza di convinzione e alcune persone che credono in me, il trovarmi tra i finalisti mi ha fatto credere alla possibilità, anche da noi, di situazioni oneste. Questo ho sostenuto e avrei continuato a sostenere a spada tratta con tutti, indipendentemente dagli esiti del concorso (per me il più bel risultato era quello che avevo già ottenuto).
I giudizi sono insindacabili, ma insindacabile è anche la verità. E la verità che ho scoperto ieri era tale da non poter evitare di condividerla almeno con alcuni dei miei amici.
Dal momento che però, oggi 29 settembre (!), in alcuni giornali on line la notizia di un disco edito di Piero Sidoti preesistente a quello per il quale nei giorni scorsi ha vinto la Targa per la “migliore opera prima” viene attribuita a me, tengo a precisare quanto segue:
ieri 28 settembre, alle ore 15.31, dopo una rapida e facilissima ricerca in rete, ho inviato ad alcuni amici stretti una mail nella quale manifestavo la mia profonda delusione per aver appena scoperto l’esistenza non solo di un altro CD edito di Piero Sidoti (“L’insolito tran-tran”, NOTA Be Bop CD 334, 2000), ma anche di numerose recensioni a tale disco e, soprattutto, di un sito internet (di cui nella mail indicavo i riferimenti) nel quale sarebbe stato possibile, almeno sino alle ore 16.33 del 25 luglio 2010, acquistare il disco on line. Dunque Il CD “Genteinattesa” per il quale Sidoti veniva ora premiato risultava essere, quanto meno, “opera seconda”.
Nella mail precisavo anche che ciò che mi offendeva non era certo il non aver ricevuto io la Targa, né tantomeno il valore di colui al quale era stata attribuita (“non ho niente da dire sul livello artistico del vincitore... anzi sono riuscito ad ascoltare dei brani che mi sono piaciuti”), ma il fatto che un tale particolare, non certo secondario, fosse passato inosservato.
Dato che la cosa sembra ora essere diventata di dominio pubblico, voglio a tutti ribadire la mia profonda amarezza per la vicenda, anche pensando agli altri finalisti – Nina Zilli, Edda, Il Pan del Diavolo e Roberta Di Lorenzo – e a tutti quelli che si impegnano e lavorano per la musica.
Per quel che mi riguarda, d’ora in poi eviterò di accostarmi con fiducia a qualsiasi ambito che rivendichi valori “alternativi” e mi preoccuperò esclusivamente di suonare per il mio pubblico. Pensando a Luigi Tenco.
Grazie per l’attenzione,
Gerardo C.

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