Muore il padre dei cantautoriVenerdì 5 novembre 2010La discografia italiana resta orfana di uno dei suoi padri: Vincenzo Micocci, morto stamani a Roma. Ai più giovani il suo nome non ricorderà molto, eppure è stato una degli esponenti più importanti della nostra industria culturale. Una carriera cominciata negli anni '50 lavorando nel negozio di dischi dello zio a Roma, e culminata nella direzione artistica della RCA prima e della Ricordi poi. Il suo fiuto musicale lo aveva portato a scritturare i più grandi autori e interpreti: i giovani arrangiatori Ennio Morricone e Luis Enriquez Bacalov e talenti del canto come come Gianni Morandi, Rita Pavone, Ornella Vanoni. Fu lui a introdurre in Italia il playback nel 1964, per aiutare Bobby Solo, improvvisamente colpito da raucedine al festival di Sanremo. La sua ultima creatura, l'etichetta IT, consentì l'esordio di alcuni artisti come Francesco De Gregori, Ron, Antonello Venditti, Sergio Caputo, Grazia Di Michele, Rino Gaetano e di tanti altri cantautori (termine coniato da lui stesso per Nico Fidenco). E' impressionante il numero dei musicisti con cui ha collaborato, e che oggi ricordano la sua estrema sensibilità artistica. Anche quell'Alberto Fortis a cui Micocci aveva rifiutato un contratto e che da questa esperienza ne aveva tratto uno dei suoi maggiori successi: Vincenzo e Milano, canzone da cui è stato estrapolato il titolo dell'autobiografia di Micocci: "Vincenzo io ti ammazzerò". Vai alle altre Notizie Condividi
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