Con la semplicità dell'edera, Elisa canta le canzoni del suo cuoreVenerdì 19 novembre 2010Si dissipa la nebbia attorno a Ivy, il nuovo progetto musicale di Elisa in uscita il 30 novembre. A cominciare dal titolo, poiché è proprio l'edera (ivy in inglese) la parola chiave per comprendere il senso di questo nuovo lavoro. "Ci sono cose che ti restano dentro senza che tu sappia spiegartene il motivo - spiega Elisa - cose che ti appartengono e a cui tu appartieni". Cose semplici ma vitali e durature, come l'edera insomma, o come alcune canzoni sue o di altri che Elisa in questi anni non ha mai dimenticato. Le stesse che oggi trovano spazio in questo album: "Queste sono le canzoni che mi sono rimaste dentro - racconta lei - in un posto dove sono arrivate nella loro essenza e la loro semplicità. Questo per me è Ivy". Da qui l'idea di incidere, totalmente in acustico, ben diciassette canzoni (il disco più lungo della sua carriera), fra inediti rimasti a lungo nel cassetto, vecchi singoli e alcune cover di pezzi altrui che risultano cari alla cantante di Monfalcone. Il tutto senza distinzioni linguistiche (i brani sono in italiano, inglese e francese), né artifizi elettronici che ne avrebbero modificato forma e colore. A cominciare da Nostalgia, l'inedito scelto come singolo, passando per 1979, brano degli Smashing Pumpkins, la b-side Lullaby, presente nel cd singolo Almeno tu nell'universo, Ho messo via, celebre canzone di Ligabue, alcuni vecchi singoli come Ti vorrei sollevare, It is what it is o Gli ostacoli del cuore e altri due inediti: Fresh Air e Sometime Ago. Fra gli ospiti musicali spiccano Mauro Pagani, la jazzista Rita Marcotulli, il tastierista Simone Bertolotti e poi i componenti storici della band di Elisa. L'altra metà del progetto, infine, è un dvd-documentario di cinquanta minuti in cui è la stessa Elisa a spiegare la genesi, la filosofia e la realizzazione di questo progetto. Il tutto con la solita freschezza e semplicità: come l'edera. Vai alla pagina di Elisa Vai alle altre Notizie Condividi
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