Il vincitore Gualazzi in Sala Stampa, poche parole e molto onoreSabato 19 febbraio 2011E' felice il giorno dopo Raphael Gualazzi, vincitore uno e trino di questo Sanremo Giovani 2011. Premiato questa mattina presso la Sala Stampa del Teatro Ariston, col suo brano Follia d'amore il musicista urbinate si è aggiudicato il primo posto in gara, il premio della critica "Mia Martini" e il premio della critica Radio Tv. "Sono profondamente onorato - sono le sue prime parole - di aver vinto su uno dei palcoscenici più importanti per la tradizione canora italiana". Al suo fianco c'è Caterina Caselli, signora Sugar e sua discografica, che per prima smorza le polemiche serpeggiate in questi giorni sul fatto che Gualazzi, per esperienza ed età, avrebbe potuto concorrere fra i big. "Ci siamo attenuti al regolamento - replica con serenità - abbiamo fatto la nostra proposta e questa proposta si è inserita in un contesto. Raphael nonostante la sua esperienza non era molto popolare, perciò ha partecipato tra i giovani. Di sicuro c'è che Raphael è un musicista molto difficile da etichettare". Musicista di estrazione classica, Gualazzi è timido e di poche parole. Perciò durante la conferenza stampa successiva al premio è spesso la Caselli a venire in suo soccorso. La sua vittoria? "E' un segno di rispetto nei confronti della musica - afferma la Caselli - Perché Raphael è un musicista e soffre se non può suonare il pianoforte per meno di quattro ore al giorno". Anche per questo nelle parole della Caselli è importante che per una volta Sanremo abbia messo in luce un artista estraneo ai cliché sanremesi: "Abbiamo necessità di far conoscere la nostra diversità musicale: siamo orgogliosi che in Italia sia ancora possibile permettere a un musicista come lui di vivere componendo e suonando". L'attenzione è poi dedicata all'italianità di Raphael, nonostante i suoi riferimenti musicali vadano soprattutto ai jazzisti d'Oltreoceano: "Raphael ha esperienze musicali internazionali - conferma la Caselli - ma la sua italianità si esprlime nei suoi testi straordinari". Gli fa eco Gualazzi, che presto si esibirà a Parigi: "italianità per me è portare all'estero uno dei luoghi con il patrimonio musicale e culturale più grande che esista in Europa. Per un po' di tempo ho studiato Conservazione dei beni culturali, studi che prima o poi vorrò finire. Lì ho imparato un po' di cose riguardo all'arte e all'architettura, e mi sono reso conto di quanta arte abbiamo in Italia e di quanto le nostre opere meritino di essere valorizzate. E' un made in Italy che merita di essere portato nel mondo". Vai alla pagina di Raphael Gualazzi Vai alle altre Notizie Condividi
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