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Gino Paoli su Popon

Cinque amici e un disco: presentato "Auditorium Recording Studio"

Scritto da Giulia Zichella
Martedì 12 aprile 2011

Gino Paoli, Danilo Rea, Rosario Bonaccorso e Flavio Boltro hanno presentato ieri a Roma l'uscita del loro disco Auditorium Recording Studio. Grande assente il batterista Roberto Gatto, quinto componente del gruppo. Prodotto da Aldo Mercurio e registrato nel corso di tre concerti nel dicembre 2010 presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, l'album ha inaugurato l’iniziativa della Fondazione Musica per Roma per cui viene data la possibilità al pubblico di seguire il processo di costruzione ed incisione di un album: non semplici concerti, quindi, ma la stessa produzione dell’album portata su di un palco davanti a degli ascoltatori. Un disco che è il risultato degli incontri di cinque grandi musicisti che sono soprattutto cinque grandi amici e che, a detta di Flavio Boltro, (tromba) “si divertono ancora molto a suonare assieme”. “Nessuno di noi si aspettava che questo progetto potesse essere così lungimirante e invece sono ormai sette anni che andiamo avanti e la cosa bella è che non ci siamo ancora stancati”, introduce così la conferenza stampa Rosario Bonaccorso (contrabbasso) e l’atmosfera, nonostante l’eleganza del luogo ispiri magnificenza e un po’ di timore reverenziale, è davvero quella di una chiacchierata tra amici di vecchia data.

Bonaccorso prosegue con un’accorata dichiarazione d’amore per il jazz che è “musica libera che ci permette di scrivere fuori dalle regole della musica tradizionale”. Gli fa eco Gino Paoli, giacca di pelle e classici occhiali da sole: “il jazz viene dal basso, dal popolo, alcuni l’hanno fatto diventare un genere di nicchia ma non lo è per niente, è popolare più di quel che si pensa”. L’aria d’amicizia attorno alla quale questo disco sembra essere nato è confermata dalle parole di Danilo Rea (pianoforte): “Ho lavorato con i migliori cantanti italiani e internazionali e da loro ho imparato molto, tra i tanti artisti però Gino è quello che è sceso dal piedistallo che ogni tanto divide interpreti e accompagnatori musicali e ha suonato con noi, è questo il segreto di tutto”. Persone che attraverso il mezzo della musica stanno assieme, perché la musica sia condivisione, dialogo, colloquio, arricchimento. Un disco di jazz che fonde insieme cantautorato (cinque brani inediti composti ciascuno da uno dei componenti del gruppo con i testi di Paoli), atmosfere latine e cinema. Auditorium Recording Studio è un album che tenta di far entrare il jazz nelle case di chi non l’hai mai fatto entrare. Perché, conclude Paoli “il jazz, e la musica tutta, deve vivere. E’ una cosa troppo importante per vederla morire così, la stanno uccidendo. Noi, da amici, cerchiamo di tenerla in vita”.

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