Un diritto, un dovere, ma anche un piacere. Il voto secondo PilarScritto da Nicola CirilloVenerdì 3 giugno 2011
Si intitola “San Tommaso is back”: una connessione alla cultura religiosa popolare (San Tommaso, che necessita di prove per credere), e un richiamo anglofono che lo riporta nella nostra vita quotidiana e ne alleggerisce il significato metafisico. L’idea è di Pilar, l’istrionica cantautrice romana, che ha deciso di mobilitarsi in prima persona per promuovere i prossimi referendum del 12 e 13 giugno per ripubblicizzare l'acqua, impedire la costruzione delle centrali nucleare nel nostro Paese e abrogare la norma sul cosiddetto “legittimo impedimento” delle cariche istituzionali. L’iniziativa è semplice e geniale nello stesso tempo: Pilar si esibirà gratuitamente in concerto il 13 giugno, ma esclusivamente per coloro che dimostreranno (tessera elettorale alla mano) di aver votato per il referendum. Non solo: con l’aiuto della producer Giovanna Mirabella, Pilar sta mobilitando altri artisti e professionisti con l’idea di coinvolgerli in iniziative analoghe per tutta la Penisola. Sono già in tanti ad aver aderito all'appello: “Un astronomo – racconta a PopOn la cantautrice - aprirà la propria casa per 'il San Tommaso star party', un evento unico per guardare il cielo col telescopio e avere una lezione di astronomia; sull'Isola d'Elba saranno effettuati tatuaggi temporanei e sarà offerta una merenda, a Genova suoneranno gli Gnu Quartet, a Enna vari cantautori si alterneranno sul palco per un concerto irripetibile, ristoranti offriranno cene a metà prezzo e così via...”. Naturalmente, requisito per accedere a questi eventi è l'esibizione della tessera elettorale, opportunamente timbrata. “Non importa la preferenza che si esprime – ci racconta Pilar – l'importante è che si vada a votare. Vogliamo sconvolgere la logica del voto di scambio, per cui se uno vota in un certo modo avrà una ricompensa. No, a noi interessa solo che si vada a votare. È importante – continua Pilar - che ci riappropriamo di questo diritto, che usciamo di casa la sera, per parafrasare La storia siamo noi di Francesco De Gregori. E se voti, diciamo noi, ti daremo in più la possibilità di godere di una parte bella di questo Paese”. Pilar è molto determinata e dal 12 maggio, giorno in cui ha pubblicato l'idea dell'evento su Facebook, sta lavorando ininterrottamente al progetto. Oltre a Giovanna Mirabella – nella cui abitazione si è stabilito quello che chiamano scherzosamente “il comitato” - collabora Francesco Lamorgese, che si occupa della comunicazione web e del sito www.santommasoisback.com (che in questi giorni viaggia sui 50.000 contatti totali). Ma sono tanti i referenti nelle varie città che si occupano dell'organizzazione, necessariamente decentrata.
“Bisogna sporcarsi le mani per ridare dignità al Paese. Il clima con cui si sta arrivando al referendum – afferma Pilar – è scandaloso e scippa il cittadino due volte: innanzitutto perché il cittadino ha il diritto di essere informato, mentre il disinteresse con cui i grossi media si stanno approcciando al referendum gli sottrae la possibilità di partecipare alla vita pubblica, e poi perché, in tempo di crisi, di debito pubblico altissimo, di disoccupazione, di tagli, i nostri ipocriti e indegni rappresentanti politici hanno scorporato il referendum dalle elezioni amministrative, costringendoci a un'inutile spesa aggiuntiva di 300 milioni di euro. Soldi che saranno gettati via, mentre potevano essere destinati alla cultura o alla sanità”. “In fondo – continua a raccontarci Pilar – avrei preferito che non fossimo costretti a doverci esprimere su requisiti tecnici che non siamo tenuti a conoscere; eppure la situazione di cattiva politica e di imbarbarimento generale ha portato a dover prendere dei provvedimenti e il referendum è diventato troppo importante per essere ignorato. Per questo – afferma la cantautrice - è importantissimo votare. Io voterò 4 sì: due sì per sottrarre il bene comune dell'acqua dalle logiche del profitto, un sì per impedire una politica energetica basata sul nucleare e un sì per abrogare il legittimo impedimento, perché la legge deve essere uguale per tutti e nessuno deve esserne esonerato”.
L'iniziativa, comunque, non ha un colore politico, come ribadisce la cantautrice: “Ci hanno citato il Corriere, l'Unità, Vanity Fair, Il Futurista: giornali diversissimi tra loro, riconoscendo all'iniziativa il suo carattere post ideologico”. Chiunque può farsi promotore di un evento per il “San Tommaso is back”: è sufficiente mettersi in contatto con l'organizzazione tramite il sito www.santommasoisback.com o tramite email Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot, abilitare Javascript per vederlo , indicando i dati fondamentali dell'evento: nome, descrizione, indirizzo, e naturalmente la data, che può anche essere diversa dal 12 o 13 giugno, come nel caso di “Rasoi Hair Jazz” di Firenze, che – essendo chiuso il lunedì – proporrà la sua offerta di hair styling (scontato) il 14 giugno. Con la tessera elettorale in una mano e la mappa della città nell'altra, quindi, si potrà fare il proprio dovere e nello stesso tempo godere di più servizi gratuiti o low cost, ma soprattutto si potrà entrare “in sintonia” con quel popolo responsabile che non vuol delegare il proprio futuro, ma vuol ricominciare a riconnettersi con la politica. Quella con la “p” maiuscola. Vai alla pagina di Pilar Vai alle altre Notizie Condividi
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Si intitola “San Tommaso is back”: una connessione alla cultura religiosa popolare (San Tommaso, che necessita di prove per credere), e un richiamo anglofono che lo riporta nella nostra vita quotidiana e ne alleggerisce il significato metafisico. L’idea è di Pilar, l’istrionica cantautrice romana, che ha deciso di mobilitarsi in prima persona per promuovere i prossimi referendum del 12 e 13 giugno per ripubblicizzare l'acqua, impedire la costruzione delle centrali nucleare nel nostro Paese e abrogare la norma sul cosiddetto “legittimo impedimento” delle cariche istituzionali. L’iniziativa è semplice e geniale nello stesso tempo: Pilar si esibirà gratuitamente in concerto il 13 giugno, ma esclusivamente per coloro che dimostreranno (tessera elettorale alla mano) di aver votato per il referendum. Non solo: con l’aiuto della producer Giovanna Mirabella, Pilar sta mobilitando altri artisti e professionisti con l’idea di coinvolgerli in iniziative analoghe per tutta la Penisola. Sono già in tanti ad aver aderito all'appello: “Un astronomo – racconta a PopOn la cantautrice - aprirà la propria casa per 'il San Tommaso star party', un evento unico per guardare il cielo col telescopio e avere una lezione di astronomia; sull'Isola d'Elba saranno effettuati tatuaggi temporanei e sarà offerta una merenda, a Genova suoneranno gli Gnu Quartet, a Enna vari cantautori si alterneranno sul palco per un concerto irripetibile, ristoranti offriranno cene a metà prezzo e così via...”.
“Bisogna sporcarsi le mani per ridare dignità al Paese. Il clima con cui si sta arrivando al referendum – afferma Pilar – è scandaloso e scippa il cittadino due volte: innanzitutto perché il cittadino ha il diritto di essere informato, mentre il disinteresse con cui i grossi media si stanno approcciando al referendum gli sottrae la possibilità di partecipare alla vita pubblica, e poi perché, in tempo di crisi, di debito pubblico altissimo, di disoccupazione, di tagli, i nostri ipocriti e indegni rappresentanti politici hanno scorporato il referendum dalle elezioni amministrative, costringendoci a un'inutile spesa aggiuntiva di 300 milioni di euro. Soldi che saranno gettati via, mentre potevano essere destinati alla cultura o alla sanità”. “In fondo – continua a raccontarci Pilar – avrei preferito che non fossimo costretti a doverci esprimere su requisiti tecnici che non siamo tenuti a conoscere; eppure la situazione di cattiva politica e di imbarbarimento generale ha portato a dover prendere dei provvedimenti e il referendum è diventato troppo importante per essere ignorato. Per questo – afferma la cantautrice - è importantissimo votare. Io voterò 4 sì: due sì per sottrarre il bene comune dell'acqua dalle logiche del profitto, un sì per impedire una politica energetica basata sul nucleare e un sì per abrogare il legittimo impedimento, perché la legge deve essere uguale per tutti e nessuno deve esserne esonerato”.