Antonacci presenta il concerto al Colosseo e promette un ineditoScritto da Giulia ZichellaMartedì 28 giugno 2011 "La musica, quella popolare, non è distratta di fronte ai beni del nostro Paese", così Biagio Antonacci ha parlato nel corso della conferenza di presentazione del concerto che il 3 luglio lo vedrà cantare al Colosseo (vedi Notizia). L'incontro con la stampa è avvenuto ieri, nella sala del Primaticcio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco a Roma, alla presenza del Presidente della Commissione Giovanni Puglisi, del Sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Maria Giro e di Antonacci, appunto. Il cantante ha proseguito il suo intervento spiegando che questo progetto, che lo vede collaborare con l’Unesco, avrà un seguito anche nei prossimi mesi, “perché non si tratta di un solo evento, è qualcosa di più ampio - e aggiunge - il 23 luglio suonerò in P.zza San Marco a Venezia e prometto anche in quella occasione di provare a sensibilizzare il mio pubblico sul tema dei beni culturali”. Ad Antonacci fa eco Giovanni Puglisi: “I beni culturali non devono diventare musei, ma devono incontrare la vita quotidianamente e aprirsi alla cittadinanza”, per questo hanno scelto il Colosseo come luogo dell’evento, anche consapevoli di poter andar incontro a polemiche. Alla domanda sulla sua probabile scaletta, Antonacci risponde canticchiando il brano di Bruno Lauzi Amore caro, amore bello, scritto dalla coppia Battisti-Mogol, che anticipa di voler presentare come inedito durante la serata. “L’idea di far cantare all’interno del Colosseo, simbolo nell’antichità di lotta e di morte, una canzone d’amore, una delle più belle degli anni Settanta, mi emoziona molto”. E restando sulle canzoni che allieteranno la serata, spiega: “Le canzoni che ho messo in scaletta non sono quelle che si basano sulla ritmica perché ho intenzione di prestare molta attenzione e rispetto per il luogo in cui mi esibirò. Sarà perciò un concerto totalmente acustico, grazie anche alla presenza di un quartetto d’archi". Lo spettacolo aprirà con il brano Eternità eseguito solo chitarra e voce, per poi proseguire con canzoni "più spirituali, quelle più adatte al luogo”. Antonacci si dice onorato ed emozionato all’idea di essere tra i pochi a poter suonare in un luogo tra i più rappresentativi della bellezza del nostro Paese nel mondo e conclude: “Questa serata rimarrà sicuramente tra i ricordi più cari della mia carriera. Pensavo di aver visto tutto e suonato ovunque in questi anni, ma evidentemente mi sbagliavo”. Vai alla pagina di Biagio Antonacci Vai alle altre Notizie Condividi
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