Vasco a rischio equivoco, legge Shakespeare e discute di alcool e incidenti
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Vasco Rossi su PopOn E' abituato a creare polveroni, negli ultimi tempi, Vasco Rossi. L'ultimo in ordine di tempo è un post apparso ieri a pranzo sul suo frequentatissimo profilo Facebook. La riflessione del giorno, subodorando il facile ciclone, parte da una doverosa premessa: "Non voglio qui sostenere che mettersi alla guida un po' alticci sia una buona idea", avverte il Blasco. Poi prosegue: "Abbiamo sempre bisogno di trovare una ragione: è una caratteristica prettamente umana! Ma, purtroppo, la verità è che spesso gli incidenti e le disgrazie non hanno nessun motivo razionale, sono parte costitutiva della vita, inclusi nel pacchetto dell'esistenza: accadono e basta". Niente alibi e "colpevoli da punire", insomma, o "si rischia di somigliare alla situazione ridicola che canto in Colpa d'Alfredo, quando quelle che si dicono ragioni e quelli che si indicano colpevoli in realtà sono soltanto alibi e opportunistiche scuse". E dopo un grassettato in cui il rocker dichiara di non voler "assolutamente offendere la sensibilità e i sentimenti di tutti coloro che hanno avuto un parente coinvolto in un incidente mortale", spinge i suoi fan a una riflessione, sulle parole di Shakespeare: "Se ci fosse una ragione per queste sventure / potrei dare una frontiera al mio dolore / quando il cielo piange, la terra non straripa? / Se i venti infuriano, non impazzisce il mare / Col suo grande volto rigonfio minacciando il cielo / E tu vuoi una ragione per questo tumulto? Io sono il mare". Poi, come da prassi, nel giro di pochi istanti infuriano i commenti, che nel momento in cui scriviamo ammontano a 915 (circa tremila i "mi piace"). L'argomento però stavolta è delicato, così anche i vaschiani di ferro si dividono tra favorevoli e i contrari, propendendo ineditamente verso i contrari. Polemiche senza replica, poi Vasco, che la sa lunga, preventivamente aveva concluso il suo post con una cartolina: "Non cambierò di certo le mie abitudini o i miei comportamenti per paura. Neppure se il senso comune e l'opinione pubblica mi condannassero". Fine dell'ennesima puntata.

Lunedì 19 settembre 2011


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