All’inno di Viva il Sud ritorna sulla scena della musica popolare d’autore Carlo D’Angiò. Lo storico fondatore insieme ad Eugenio Bennato della Nuova Compagnia di Canto Popolare e di Musicanova, rompe un silenzio discografico durato trent’anni e presenta al pubblico un album da solista, già nei negozi. Un titolo semplice e carico
di significato, Viva il Sud (Lucky Planets), per un doppio cd di inediti e canzoni live, registrate durante i rari concerti. Undici tracce realizzate insieme all’amico Eugenio Bennato che ha partecipato alla stesura di testi e musiche. Con questo disco il musicista partenopeo racconta di una Napoli complicata che, nonostante tutto, non ha mai perso la capacità di sognare. “Viva il Sud - si legge in una nota - recupera la possente consapevolezza storica della leggendaria Brigante se more, canto che consacrò D’Angiò e Bennato nel panorama autoriale italiano, e ripropone una verace visione delle problematiche attuali del Meridione, come l’immigrazione o le discrepanze sociali e culturali che assediano il Mezzogiorno”. I ritmi, neanche a dirlo, sono quelli caratteristici del profondo Sud che si sposano con melodie dal sapore mediorientale e afro. Una contaminazione di espressioni lontane e multietniche caratterizza l’intero album, restituendo così una nuova forma alla musica popolare italiana.
Martedì 18 ottobre 2011
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All’inno di Viva il Sud ritorna sulla scena della musica popolare d’autore Carlo D’Angiò. Lo storico fondatore insieme ad Eugenio Bennato della Nuova Compagnia di Canto Popolare e di Musicanova, rompe un silenzio discografico durato trent’anni e presenta al pubblico un album da solista, già nei negozi. Un titolo semplice e carico
di significato, Viva il Sud (Lucky Planets), per un doppio cd di inediti e canzoni live, registrate durante i rari concerti. Undici tracce realizzate insieme all’amico Eugenio Bennato che ha partecipato alla stesura di testi e musiche. Con questo disco il musicista partenopeo racconta di una Napoli complicata che, nonostante tutto, non ha mai perso la capacità di sognare. “Viva il Sud - si legge in una nota - recupera la possente consapevolezza storica della leggendaria Brigante se more, canto che consacrò D’Angiò e Bennato nel panorama autoriale italiano, e ripropone una verace visione delle problematiche attuali del Meridione, come l’immigrazione o le discrepanze sociali e culturali che assediano il Mezzogiorno”. I ritmi, neanche a dirlo, sono quelli caratteristici del profondo Sud che si sposano con melodie dal sapore mediorientale e afro. Una contaminazione di espressioni lontane e multietniche caratterizza l’intero album, restituendo così una nuova forma alla musica popolare italiana.