A un mese esatto dal suo addio al gruppo, e qualche giorno prima dell'ultimo concerto in cui vestirà i panni di cantante dei Nomadi (28 dicembre a Mirandola, Reggio Emilia), Danilo Sacco si racconta in un'intervista al giornalista Massimo Cotto. La prima delle tante cose da dire è che né i Nomadi né
i dissapori con Beppe Carletti, leader del gruppo, c'entrino poi molto con la sua scelta: "Con i Nomadi il mio viaggio era finito - ammette il cantante di Agliano Terme - Dovevo cercare me stesso in un'altra direzione. (…) Qualcosa si era rotto, ma non aveva niente a che fare con Beppe Carletti e gli altri ragazzi, persone splendide che ringrazierò sempre". Il motivo semmai è una questione di cuore, meglio, di salute: "Se non fosse stato per l'infarto di due anni fa non saremo qui a farci la domanda del perché" ammette infatti Danilo Sacco, che il suo futuro lo immagina comunque insieme alla musica, anche se "non so né come né quando". La direzione attuale, spiega, è orientata verso la scrittura e la composizione, aspetti finora trascurati per far spazio al Danilo Sacco cantante: "Scrivo canzoni nude senza sapere che abito musicale avranno. Ho messo su un piccolo studio di registrazione che funziona contro la modernità: un piccolo mixer analogico e tanti tappeti". Il suo più grande rimpianto? "Il popolo Nomade. Chi non lo conosce non può capire: i nostri fan sono un dono del cielo". Intanto, mentre i fan di tutta Italia si apprestano a raggiungere Mirandola per l'ultimo concerto con Danilo, la vita dei Nomadi non di ferma. Ripartirà, anzi, proprio da loro, poiché il primo impegno già confermato per il nuovo corso è il "Nomadincontro", consueto raduno dei fan previsto per febbraio a Novellara. Lì nel 1990 il gruppo è ripartito dopo la morte di Augusto Daolio, ed è lì dove, quasi vent'anni dopo, i Nomadi ripartiranno con il terzo cantante della loro cinquantennale carriera. Una concretezza, quest'ultima, che trapela dalle dichiarazioni di Beppe Carletti, rilasciate alla Gazzetta di Reggio: "Dobbiamo cambiare ancora una volta, ma questa volta non c'è stata nessuna tragedia e nessun litigio. Danilo ha deciso di fare da solo, e noi gli auguriamo buona fortuna. Per quanto ci riguarda, non ci siamo fermati quando abbiamo perso Augusto e non ci fermeremo ora". A confermare le sue intenzioni è la notizia, ufficiosa ma data per certa, che siano già in corso a spron battuto le audizioni per trovare una nuova voce ai Nomadi, da presentare proprio in occasione del raduno di Novellara. Diceva qualcuno: the show must go on. Scritto da Simone Arminio
Venerdì 23 dicembre 2011 Vai alla pagina dei Nomadi Vai alle altre Notizie Condividi
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A un mese esatto dal suo addio al gruppo, e qualche giorno prima dell'ultimo concerto in cui vestirà i panni di cantante dei Nomadi (28 dicembre a Mirandola, Reggio Emilia), Danilo Sacco si racconta in un'intervista al giornalista Massimo Cotto. La prima delle tante cose da dire è che né i Nomadi né
i dissapori con Beppe Carletti, leader del gruppo, c'entrino poi molto con la sua scelta: "Con i Nomadi il mio viaggio era finito - ammette il cantante di Agliano Terme - Dovevo cercare me stesso in un'altra direzione. (…) Qualcosa si era rotto, ma non aveva niente a che fare con Beppe Carletti e gli altri ragazzi, persone splendide che ringrazierò sempre". Il motivo semmai è una questione di cuore, meglio, di salute: "Se non fosse stato per l'infarto di due anni fa non saremo qui a farci la domanda del perché" ammette infatti Danilo Sacco, che il suo futuro lo immagina comunque insieme alla musica, anche se "non so né come né quando". La direzione attuale, spiega, è orientata verso la scrittura e la composizione, aspetti finora trascurati per far spazio al Danilo Sacco cantante: "Scrivo canzoni nude senza sapere che abito musicale avranno. Ho messo su un piccolo studio di registrazione che funziona contro la modernità: un piccolo mixer analogico e tanti tappeti". Il suo più grande rimpianto? "Il popolo Nomade. Chi non lo conosce non può capire: i nostri fan sono un dono del cielo".