Con il titolo E’ necessario (Yuma/Universal) uscirà il 20 marzo il nuovo disco di Diego Mancino. Un pop futurista caratterizza le undici canzoni che lo compongono e che rappresentano un manifesto poetico spedito dal futuro per insegnarci il presente. Prodotto da Dj Myke e Marco Zangirolami, E’ necessario ha
l’ambizione di ridisegnare ex novo la mappa del cantautorato. Niente chitarre acustiche e atmosfere intimiste, ma il minimalismo pianistico di Erik Satie, due piatti da djing e sperimentalismo elettronico. “Volevo liberare la mia carica emotiva – spiega Mancino – Ho scelto di farlo insieme a Dj Myke, il più avanguardista dei musicisti su piazza. Lavorare con un dj ha portato alla luce un nuovo senso del divertimento, mi ha portato in un territorio senza limiti, in una terra inesplorata dove non ci sono fantasmi che ti sussurrano”. E parlando dei testi del disco aggiunge: “Ho ascoltato a lungo le persone attorno a me. Mentre parlavano di libri. Mentre discutevano. Ho chiesto ai miei amici cosa fosse sexy per loro. Ho pensato all’amore sconfinato che proviamo per quello che ci viene sottratto giorno dopo giorno: il lavoro, la casa, il diritto di vivere i nostri sentimenti. Ho scoperto una società anarchica, vitale, reattiva, rivolta al futuro. Ho raccontato la disillusione e mi sono aperto al mondo. Ho guardato avanti anziché guardarmi dentro. E’ un disco che non ho scritto per me, è il disco dedicato a chi vuole abituarsi alla fine”. E’ necessario è il terzo disco di Mancino dopo Cose che cambiano tutto del 2005 e L’evidenza del 2008.
Martedì 24 gennaio 2012
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Con il titolo E’ necessario (Yuma/Universal) uscirà il 20 marzo il nuovo disco di Diego Mancino. Un pop futurista caratterizza le undici canzoni che lo compongono e che rappresentano un manifesto poetico spedito dal futuro per insegnarci il presente. Prodotto da Dj Myke e Marco Zangirolami, E’ necessario ha
l’ambizione di ridisegnare ex novo la mappa del cantautorato. Niente chitarre acustiche e atmosfere intimiste, ma il minimalismo pianistico di Erik Satie, due piatti da djing e sperimentalismo elettronico. “Volevo liberare la mia carica emotiva – spiega Mancino – Ho scelto di farlo insieme a Dj Myke, il più avanguardista dei musicisti su piazza. Lavorare con un dj ha portato alla luce un nuovo senso del divertimento, mi ha portato in un territorio senza limiti, in una terra inesplorata dove non ci sono fantasmi che ti sussurrano”. E parlando dei testi del disco aggiunge: “Ho ascoltato a lungo le persone attorno a me. Mentre parlavano di libri. Mentre discutevano. Ho chiesto ai miei amici cosa fosse sexy per loro. Ho pensato all’amore sconfinato che proviamo per quello che ci viene sottratto giorno dopo giorno: il lavoro, la casa, il diritto di vivere i nostri sentimenti. Ho scoperto una società anarchica, vitale, reattiva, rivolta al futuro. Ho raccontato la disillusione e mi sono aperto al mondo. Ho guardato avanti anziché guardarmi dentro. E’ un disco che non ho scritto per me, è il disco dedicato a chi vuole abituarsi alla fine”. E’ necessario è il terzo disco di Mancino dopo Cose che cambiano tutto del 2005 e L’evidenza del 2008.